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Belluno
09 settembre | 18:23

Stop diesel euro 5, si va al 2026. Michieletto (Lista Zaia): “Accanirsi sulle auto è una follia green europea per accontentare le lobby dell’elettrico”

Slitta in Veneto il blocco alla circolazione dei veicoli commerciali e delle autovetture ad alimentazione diesel di categoria Euro 5. La limitazione era prevista nei Comuni e negli agglomerati con popolazione superiore ai centomila abitanti e sarebbe dovuta entrare in vigore il prossimo 1° ottobre

Stop diesel euro 5, si va al 2026

BELLUNO. Slitta in tutta la regione Veneto il blocco alla circolazione dei veicoli commerciali e delle autovetture ad alimentazione diesel di categoria Euro 5. La delibera di Giunta regionale è stata approvata su proposta di Gianpaolo Bottacin, assessore all’ambiente, che commenta: “Visto il trascurabile impatto degli euro 5 diesel nel complesso delle emissioni, le Regioni hanno interloquito con il ministro Pichetto Fratin per evitare il blocco di queste auto che, tra l'altro, sono piuttosto recenti”.

 

La limitazione era prevista nei Comuni e negli agglomerati con popolazione superiore ai centomila abitanti e sarebbe dovuta entrare in vigore il prossimo 1° ottobre, ma a seguito dell’interlocuzione con il ministero la normativa statale è stata modificata. “Ho quindi proposto alla giunta - prosegue l’assessore - una delibera che evita il blocco, anche per andare incontro ai cittadini che non hanno la possibilità di cambiare l'auto”. La Giunta ha inoltre affidato a un Comitato tecnico, istituito nell’ambito del Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera, la valutazione di eventuali misure compensative alternative alla limitazione strutturale, da approvare in tempo utile per consentire l’entrata in vigore entro il primo ottobre 2026.

 

Qualche malumore in maggioranza sembra però restare. Secondo il consigliere Gabriele Michieletto (Lista Zaia), tale rinvio, pur accolto come “una buona notizia”, non risolve il problema di fondo. “Impedire alle auto di circolare - afferma Michieletto - non serve a niente per l’ambiente: l’unico effetto, piuttosto, è distruggere l’economia veneta, danneggiando le famiglie e le imprese. L’ho sempre detto e lo ribadisco, è un contentino che nel lungo periodo non serve a niente".

 

In realtà, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente il settore dei trasporti è responsabile di circa un quarto delle emissioni totali di CO2 in Europa, il 71,7% delle quali viene dal trasporto stradale. Inoltre, negli ultimi tre decenni, è stato l'unico settore a vedere un aumento delle emissioni di gas serra (+33,5% tra il 1990 e il 2019). Per quanto riguarda nello specifico il trasporto su strada, le autovetture generano il 60,7% del totale delle emissioni.

 

“Durante il lockdown per il Covid-19 - prosegue Michieletto - ne abbiamo avuto la prova: seppure con la circolazione dei mezzi al minimo storico, le emissioni nocive nell’aria erano aumentate. Questo perché una stufa inquina come centinaia di auto: accanirsi sui mezzi che usiamo per lavoro o per la nostra vita di relazione è una scelta scellerata dell’Unione Europea. Inoltre, viene applicata soltanto in questa parte del mondo, mentre i paesi emergenti se ne fregano del Green deal: è una follia, che sussiste per accontentare qualche lobby di produttori di auto elettriche. Ma in generale sono inutili le limitazioni a qualsiasi tipo di auto, gridano vendetta da quanto sono assurde. Piuttosto, bisognerebbe premiare chi tiene un'auto per vent'anni o più: non dover produrre milioni di automezzi e batterie è sicuramente molto più ecologico ed è il vero atteggiamento 'green'”.

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