Strada delle 52 Gallerie, dopo le critiche (tra gli anfratti ridotti a “latrine”) arrivano 100mila euro per manutenzione e valorizzazione
I fondi, a favore del Cai del Veneto, arrivano dalla Regione: “I sempre più frequenti episodi che vedono coinvolti escursionisti impreparati ad affrontare la montagna e poco rispettosi – sono le parole de presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti – e i conseguenti richiami del Cai sulla necessità di un atteggiamento disciplinato, evidenziano che la montagna presuppone rispetto non solo nei luoghi ma anche di quanti si impegnano quotidianamente per la sua manutenzione”

VICENZA. Strada delle 52 Gallerie, dalla Regione Veneto fondi per 100mila euro per “manutenzione e valorizzazione” dello storico percorso. Solo poche settimane fa, la mitica strada militare scavata nella roccia del Pasubio era finita al centro delle critiche per il suo stato: “Tutti gli anfratti lungo il percorso – aveva infatti denunciato lo youtuber Andrea di Mieri in un video dedicato all'itinerario – sono delle latrine. C'è chi piscia, chi caga, fa veramente schifo” (Qui Articolo).
Il via libera ai fondi, da dedicare al Cai del Veneto, è arrivato con l'approvazione di un emendamento al Disegno di legge n.337 sull'assestamento del bilancio di previsione 2025-2027. “Con lo stanziamento di 100mila euro – dice il presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti – a favore del Cai del Veneto, la Regione Veneto conferma il proprio impegno per la tutela, la manutenzione e la valorizzazione della Strada delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio, uno dei percorsi storici e naturalistici più suggestivi delle Prealpi vicentine. L'intervento si inserisce nel più ampio obiettivo regionale di sostenere le attività di cura e fruizione responsabile della montagna, riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dal Club alpino italiano e dai suoi volontari nella conservazione di itinerari di rilevanza storica, escursionistica e paesaggistica”.
“La strada delle 52 gallerie – continua – capolavoro di ingegneria militare della Prima Guerra Mondiale, rappresenta non solo un patrimonio storico da preservare, ma anche un punto di riferimento per il turismo sostenibile e per la memoria collettiva delle nostre montagne. Grazie a questo contributo sarà possibile affrontare interventi di messa in sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché azioni di valorizzazione culturale e ambientale del percorso. Un segno concreto di attenzione alle terre alte, alla loro storia e alla loro comunità”.
Il tutto in un'epoca in cui la pressione turistica, come anticipato, può portare a diverse problematiche: “I sempre più frequenti episodi – conclude infatti Ciambetti – che vedono coinvolti escursionisti impreparati ad affrontare la montagna e poco rispettosi, e i conseguenti e corretti richiami del Cai sulla necessità di un atteggiamento disciplinato, evidenziano che la montagna presuppone rispetto non solo dei luoghi ma anche di quanti si impegnato quotidianamente per la sua manutenzione e che permettono di goderne in tutta sicurezza. Essere turisti sostenibili oggi significa capire l'importanza della salvaguardia dei luoghi, del patrimonio storico ambientale e culturale e delle persone che lo conservano intatto”.













