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| 25 ago 2025 | 23:04

"Un cane muore avvelenato ogni due ore", l'allarme dell'Aidaa: "Raddoppiati in 3 anni gli avvelenamenti nei giardini privati e nelle aree cani cittadine"

In occasione della Giornata Mondiale del Cane, l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente pone l'accento sul drammatico fenomeno degli avvelenamenti: "Oltre 5 mila i cani muoiono ogni anno avvelenati e di questi un terzo sono di proprietà, migliaia invece quelli che rimangono intossicati"

"Un cane muore avvelenato ogni due ore", l'allarme dell'Aidaa

TRENTO. "In Italia ogni due ore muore un cane avvelenato". È questo il drammatico bilancio messo in luce dall'Aidaa, l' Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, che in vista della Giornata Mondiale del cane che ricorre il 26 agosto, oltre a festeggiare il "meraviglioso amico dell'uomo", sceglie di porre l'accento sui "punti più critici" riguardanti i cani nella penisola: al randagismo, la violenza, gli abbandoni e le uccisioni, spiccano proprio gli avvelenamenti.

 

"Quest'anno vogliamo focalizzare il nostro intervento parlando proprio degli avvelenamenti – si legge nella nota diffusa – un fenomeno sottovalutato che interessa quotidianamente decine di cani e di altri animali".

 

Secondo le stime, specificano gli animalisti, emerge come un cane muoia per avvelenamento ogni due ore e di questi un terzo sono cani di proprietà, mentre sono migliaia i cani che rimangono intossicati proprio a causa del veleno.

 

"In Italia è reato spargere veleno ma, nonostante siano oltre 5 mila i cani che muoiono ogni anno – prosegue il testo – sono veramente pochi i responsabili d questi avvelenamenti che vengono condannati: nel 2024 sono state solo 31 le sentenze di condanna per avvelenamento".

 

Gli animalisti propongono poi un focus sulle varie aree d'Italia, specificando come il fenomeno è molto diffuso al sud . "Decine di cani randagi vengono uccisi ogni settimana dal veleno – spiegano – con il fenomeno particolarmente diffuso in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania. Ma non mancano gli avvelenamenti anche in Abruzzo e Molise, dove vengono uccisi decine di cani nella guerra tra tartufai. Poi vengono le regioni del nord come Piemonte, Liguria e Toscana dove spesso il veleno è usato contro i branchi di cani ibridi".

 

In questa particolare classifica, viene specificato, "la regione dove lo scorso anno i casi sono stati pochissimi e si contano sulle dita di una mano è la Valle d'Aosta".

 

buona cosa tenere sotto controllo il proprio cane anche nelle città – conclude Aidaa – infatti sono pressoché raddoppiati in 3 anni gli avvelenamenti nei giardini privati e nelle aree cani cittadine".

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