"Un cane muore avvelenato ogni due ore", l'allarme dell'Aidaa: "Raddoppiati in 3 anni gli avvelenamenti nei giardini privati e nelle aree cani cittadine"
In occasione della Giornata Mondiale del Cane, l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente pone l'accento sul drammatico fenomeno degli avvelenamenti: "Oltre 5 mila i cani muoiono ogni anno avvelenati e di questi un terzo sono di proprietà, migliaia invece quelli che rimangono intossicati"

TRENTO. "In Italia ogni due ore muore un cane avvelenato". È questo il drammatico bilancio messo in luce dall'Aidaa, l' Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, che in vista della Giornata Mondiale del cane che ricorre il 26 agosto, oltre a festeggiare il "meraviglioso amico dell'uomo", sceglie di porre l'accento sui "punti più critici" riguardanti i cani nella penisola: al randagismo, la violenza, gli abbandoni e le uccisioni, spiccano proprio gli avvelenamenti.
"Quest'anno vogliamo focalizzare il nostro intervento parlando proprio degli avvelenamenti – si legge nella nota diffusa – un fenomeno sottovalutato che interessa quotidianamente decine di cani e di altri animali".
Secondo le stime, specificano gli animalisti, emerge come un cane muoia per avvelenamento ogni due ore e di questi un terzo sono cani di proprietà, mentre sono migliaia i cani che rimangono intossicati proprio a causa del veleno.
"In Italia è reato spargere veleno ma, nonostante siano oltre 5 mila i cani che muoiono ogni anno – prosegue il testo – sono veramente pochi i responsabili d questi avvelenamenti che vengono condannati: nel 2024 sono state solo 31 le sentenze di condanna per avvelenamento".
Gli animalisti propongono poi un focus sulle varie aree d'Italia, specificando come il fenomeno è molto diffuso al sud . "Decine di cani randagi vengono uccisi ogni settimana dal veleno – spiegano – con il fenomeno particolarmente diffuso in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania. Ma non mancano gli avvelenamenti anche in Abruzzo e Molise, dove vengono uccisi decine di cani nella guerra tra tartufai. Poi vengono le regioni del nord come Piemonte, Liguria e Toscana dove spesso il veleno è usato contro i branchi di cani ibridi".
In questa particolare classifica, viene specificato, "la regione dove lo scorso anno i casi sono stati pochissimi e si contano sulle dita di una mano è la Valle d'Aosta".
"È buona cosa tenere sotto controllo il proprio cane anche nelle città – conclude Aidaa – infatti sono pressoché raddoppiati in 3 anni gli avvelenamenti nei giardini privati e nelle aree cani cittadine".












