"Una resa dei conti in Campobase", lo sfogo di Renato Tomasi fuori dalla Giunta: "Non capisco perché Ianeselli abbia voluto complicarsi la vita"
Renato Tomasi è entrato in Comune nel 2005 e con la prima Giunta Andreatta è stato assessore. Oggi spiega: "Sarei pronto per l'assessorato alla Mobilità oppure ai Lavori Pubblici. Se mi offrissero la presidenza del Consiglio accetterei"

TRENTO. “Lasciare Campobase? Cambio idea ogni cinque minuti. Attenderò di capire quali saranno le scelte definitive”. Renato Tomasi vuole un posto in giunta. Non lo ha mai nascosto e ora che sembra allontanarsi questa possibilità non riesce a farsene una ragione.
Per tutti conosciuto come l'ex postino di San Donà, Tomasi è entrato in politica per la prima volta nel 2005 e con la prima giunta Andreatta è stato assessore al decentramento, biblioteche e affari funerari.
Il risultato ottenuto alle ultime elezioni comunali gli aveva fatto sperare in un nuovo posto a Palazzo Thun ma l'ultimo colloquio con il sindaco è durato pochi secondi. “Dopo le prime parole mi sono alzato e me ne sono andato. Non capisco proprio per quale motivo il sindaco Ianeselli abbia voluto complicarsi la vita” ha detto a il Dolomiti.
Consigliere Tomasi, non sembra essere stato scelto per un posto in giunta. Come mai? Cosa ne pensa?
Io sono entrato in politica nel 2005 a 53 anni dopo aver creato qualcosa e instaurato molti rapporti. Sono stato assessore con il sindaco Andreatta e nella seconda legislatura, dopo aver ricevuto 561 voti, mi era stato chiesto di fare un passo indietro in favore di Chiara Maule. E l'ho fatto. Ora, nonostante nella mia lista sia stato il secondo più votato con 452 voti, dimostrando il seguito che continuo ad avere, per me non c'è un posto in giunta. Il motivo?
Quale potrebbe essere secondo lei il motivo?
Chiara Maule mi ha detto che avrebbe fatto il mio nome al sindaco. Poi però non so cosa sia successo. Io credo che all'interno di Campobase ci sia una resa dei conti e che in mezzo ci sia finito il mio nome.
Lei ha intenzione di lasciare Campobase?
Al momento non lo so. Sono in un momento di riflessione, deciderò cosa fare quando ci saranno le scelte definitive sulla giunta.
È riuscito a parlare con il sindaco?
Certamente, mi ha chiamato nel suo ufficio. Quando sono entrato mi ha detto che vuole andare avanti con Alberto Pedrotti. L'incontro è durato pochi secondi perché dopo aver sentito quelle parole mi sono alzato e me ne sono andato.
Lei è in buoni rapporti con Alberto Pedrotti?
Ma certamente che sono in buoni rapporti con lui. Non abbiamo nessun genere di scontro. Molti poi si dimenticano che, dal punto di vista dei voti ottenuti, tra me e Pedrotti c'è anche Stefano Risatti, arrivato terzo.
Accetterebbe di fare il presidente del Consiglio?
Sì, lo farei. Nonostante sia un compito davvero impegnativo dopo il presidente Piccoli. Ma lo accetterei se mi fosse proposto.
C'è un assessorato che vorrebbe le fosse proposto?
Io con Andreatta ho seguito le biblioteche, la forestale, le circoscrizioni e le opere funerarie. Ma mi sento adatto anche per l’assessorato alla Mobilità, avrei delle belle idee da mettere in campo per il trasporto pubblico. Ma anche i Lavori Pubblici non sarebbero male.













