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Trento
27 febbraio | 16:53

È un gas radioattivo che può penetrare negli ambienti chiusi dal suolo: radon, approvata la prima mappa delle 'aree prioritarie' in Trentino

L'annuncio della Provincia: approvata la prima individuazione delle aree prioritarie a rischio radon sul territorio trentino. Si tratta di un'adozione preliminare: il provvedimento dovrà ora ottenere il parere del Cal

di Redazione

TRENTO. Un gas radioattivo di origine naturale, inodore, insapore e incolore, che può “filtrare” negli ambienti di vita chiusi – in particolare quelli a contatto con il terreno – e concentrarsi, rappresentando un potenziale pericolo per la salute: approvata la prima mappa per le “aree prioritarie” per il rischio radon in Trentino.

 

Ad annunciarlo è la Provincia autonoma di Trento, dopo la decisione della Giunta: “Si tratta di un'adozione preliminare – scrive comunque Piazza Dante – il provvedimento ora dovrà ottenere il parere del Cal. Il dispositivo recepisce le direttive introdotte dal Piano nazionale d'azione per il radon”.

 

L'individuazione delle aree prioritarie a rischio radon – dice l'assessora provinciale all'ambiente Giulia Zanotelli – rappresenta un passaggio previsto e necessario per dare attuazione, sul territorio trentino, alle linee guida del Piano nazionale. Si tratta di un'operazione di mappatura volta a conoscere meglio le dinamiche di questo gas naturale negli ambienti chiusi, con l'obiettivo di prevenire i rischi per la salute legati all'esposizione nel lungo periodo. Il provvedimento è stato già illustrato ai rappresentanti delle associazioni di categoria: la tutela della salute passa inevitabilmente attraverso la conoscenza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, dobbiamo agire insieme con metodo e lungimiranza”.

 

Sono state oltre 1300, dice ancora la Provincia, le misurazioni effettuate dall'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente tra il 1995 e il 2025 all'interno di abitazioni, scuole e luoghi di lavoro. Sulla base di queste misurazioni, i Comuni trentini sono stati suddivisi in tre categorie.

 

“La prima fase – dicono le autorità – riguarderà l'individuazione delle aree prioritarie, le zone in cui le misurazioni hanno superato il limite minimo per il 15% delle strutture presenti. In questi Comuni per i datori di lavoro che operano in locali situati al piano terra o in seminterrato, il provvedimento prevede un arco temporale di 24 mesi per completare le misurazioni della concentrazione di radon. Per quanto riguarda le case private e gli edifici pubblici, la Provincia promuoverà campagne di informazione per incentivare i proprietari di immobili abitativi a misurare il radon nei propri locali al piano terra o sotterranei. Per le abitazioni di edilizia residenziale pubblica, verranno avviati specifici programmi diretti di misurazione”.

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