"Grande artigiano e grande uomo", addio a Luigi Fant maestro della sartoria italiana e premio Bellunesi nel mondo 2025
Tra le creazioni più importanti, spicca l'abito da montagna confezionato per Papa Giovanni Paolo II, indossato dal pontefice durante un'escursione sulla Marmolada nel 1979

LIMANA. Una figura di riferimento per il panorama della sartoria italiana e internazionale: è scomparso nella notte di martedì 20 gennaio, all'età di 93 anni, Luigi Fant, titolare della premiata Sartoria Fant di Limana e vincitore del Premio Bellunesi nel Mondo 2025.
Un talento di famiglia iniziato nel 1923, quando il padre Angelo fondò la sartoria e dal quale Luigi eredita la sua arte nel 1957. Accanto a lui, la madre Emilia, che lo ha affiancato in laboratorio fino a 92 anni, la moglie e soprattutto la sorella Pierina, compagna inseparabile e prezioso punto di riferimento nella creazione dei capi.
Tra le creazioni più importanti, spicca l'abito da montagna confezionato per Papa Giovanni Paolo II, indossato dal pontefice durante un'escursione sulla Marmolada nel 1979.
Nel corso della sua lunga carriera, Fant ha rappresentato un’eccellenza artigiana riconosciuta ben oltre i confini provinciali e nazionali. Si è distinto in numerosi eventi di rilievo, tra cui il World Federation Master Tailor di Salisburgo nel 2009, il Congresso Internazionale dell’Arte Sartoriale in Finlandia nel 2015 e la Sfilata Mondiale dei Maestri Accademici in Cina nel 2017.
Numerosi i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni: dalla Medaglia di Bronzo alla Sartotecnica di Milano, alla medaglia d’oro al Concorso Regionale Sartore d’Oro, fino alla medaglia d’oro al XXVI Congresso Mondiale dei Maestri Sarti. A coronare la sua carriera, è arrivata anche l’onorificenza di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Fant inoltre, è stato titolare d’organo della parrocchia di Limana per 57 anni. Concorsi, conferenze e dieci congressi mondiali lo hanno portato da Parigi a Berlino, da Salisburgo alla Finlandia, fino a Cina e Corea, sempre con la stessa filosofia: l’abito come opera d’arte, capace di valorizzare ogni persona.
Agli inizi della sua carriera, era strano che un sarto di provincia riuscisse a spiccare, tanto che, durante un concorso a Sanremo, la sigla BL accanto al nome del sarto fosse un errore di stampa, e venne annunciato dalla conduttrice come proveniente da Bolzano. Nessun bellunese era mai arrivato a quei livelli prima di quel momento.
Fant è stato anche una figura storica della Confartigianato Imprese Belluno, di cui ha fatto parte fin dalla costituzione, contribuendo alla crescita e alla valorizzazione dell’artigianato locale.
A ricordarlo, Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che lo aveva premiato in occasione dell’edizione 2025 del premio: "Con Luigi Fant se ne va un grande artigiano e un grande uomo. Durante la cerimonia del premio Bellunesi nel Mondo 2025 volle rivolgere un appello ai giovani, invitandoli a intraprendere la carriera di sarto, un mestiere che - disse - può dare grandi soddisfazioni sia professionali che economiche. Era profondamente convinto del valore del lavoro artigiano e della trasmissione del sapere alle nuove generazioni".












