In 4.000 in piazza: ''C'è molta rabbia ma l'abbiamo espressa pacificamente. Non c'è nulla di più avvilente di lavorare ed essere poveri''
Il numero delle persone coinvolte rende la manifestazione odierna tra le più grandi per partecipazione tra quelle svoltesi a Trieste negli ultimi anni, paragonabile solo a quella delle proteste contro il Green Pass del 2020, e secondo gli organizzatori questo dato denota l'importanza del messaggio che la popolazione ha voluto trasmettere

TRIESTE. Circa quattromila persone sono affluite in piazza della Libertà a Trieste, meta finale del grande corteo contro il carovita di oggi, 30 ottobre. La sfilata ha attraversato alcune delle principali arterie del centro cittadino, in una situazione che è stata gestita dalle forze dell'ordine senza particolari interventi. Il numero delle persone coinvolte rende la manifestazione odierna tra le più grandi per partecipazione tra quelle svoltesi a Trieste negli ultimi anni, paragonabile solo a quella delle proteste contro il Green Pass del 2020, e secondo gli organizzatori questo dato denota l'importanza del messaggio che la popolazione ha voluto trasmettere.
"C'è molta rabbia - ha dichiarato a Il Dolomiti Sasha Colautti, dirigente del sindacato Usb di Trieste -, però è una rabbia che è stata espressa pacificamente. La grande quantità di persone venute testimonia quanto la gente sia stanca di essere sfruttata, e in generale di un costo della vita che è diventato insostenibile. Trovo personalmente che non ci sia nulla di più avvilente di lavorare ed essere poveri".

Durante la marcia non sono tuttavia mancati momenti di una certa tensione. Attorno alle 11.30 la sfilata è entrata all'interno della galleria San Vito, a ridosso del centro di Trieste, e a un tratto alcuni manifestanti hanno lanciato un fumogeno all'interno del tunnel, le cui esalazioni si sono rapidamente condensate generando preoccupazione soprattutto tra le forze dell'ordine per l'incolumità delle persone. La situazione si è fortunatamente risolta dalla rapida uscita del corteo dalla galleria. Uno dei punti che erano stati individuati come potenzialmente critici era, inoltre, la successiva tappa di Piazza Goldoni, dove trovano spazio vetrine e fast food, e non mancavano i timori verso eventuali atti vandalici.

Durante il passaggio del corteo molti negozianti si sono barricati all'interno dei propri esercizi abbassando le serrande, ma i manifestanti sono passati ordinatamente e non si sono verificati particolari disagi. Il tutto fino all'arrivo in Piazza della Libertà, davanti alla stazione, dove i manifestanti hanno invitato le istituzioni a una seria riflessione riguardo la precaria situazione delle persone migranti che a centinaia si trovano a vivere all'adiaccio, nei magazzini fatiscenti retrostanti la piazza, criticando le misure restrittive recentemente applicate da Questura e Prefettura.














