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FVG
06 novembre | 16:23

Maxi cantiere all'ospedale, dopo 9 anni ancora "lavori in corso". Crescono disagi e frustrazione: "Siamo di fronte al più grande fallimento della giunta Fedriga"

Walter Zalukar, presidente dell'associazione "Costituzione 32" e già primario dell'ospedale Cattinara: "E' intollerabile che una città come Trieste sia costretta a convivere con un ospedale-cantiere da nove anni"

Maxi cantiere all'ospedale, dopo 9 anni ancora "lavori in corso"

TRIESTE. Il cantiere fermo da anni all'ospedale di Cattinara a Trieste crea disagi alla struttura, al personale e ai pazienti che lo vivono. Questo è il tema centrale della conferenza stampa tenutasi questa mattina, venerdì 6 novembre, organizzata dall'associazione per la tutela del diritto alla salute “Costituzione 32”, e partecipata da diversi esponenti politici. 

 

L'ospedale si compone di due torri, Medica e Chirurgica, unite da una struttura di raccordo. Le torri raggiungono i 55 metri di altezza per una capienza complessiva che supera i 500 posti letto. L'edificio è il più grande polo sanitario del capoluogo giuliano nonché punto focale anche per altre strutture e servizi disseminati nel territorio regionale. 

 

Ma il maxi cantiere, che avrebbe dovuto portare a compimento dei lavori di adeguamento nonché all'edificazione della terza torre di collegamento, continua a condizionare pesantemente l'efficienza del complesso, tra ritardi e percorribilità non sempre accessibili.

 

La questione è tornata a tenere banco e ad essere messi in risalto gli effetti "a cascata" delle criticità dell'ospedale di Cattinara che si ripercuotono in vari aspetti del sito: dalla difficoltosa gestione e del ricovero dei pazienti, fino alla fruibilità degli spazi e perfino all'economia dell'intero rione.

 

"E' intollerabile che una città come Trieste sia costretta a convivere con un ospedale-cantiere da nove anni – ha spiegato a Il Dolomiti Walter Zalukar, presidente dell'associazione e già primario dell'ospedale triestino -, perché questo comporta che tutti, dai malati e i loro famigliari, agli operatori sanitari, abbiano dei disagi considerevoli per raggiungere determinati reparti, oltre al fatto che gli ospedali moderni prevedono il 100% di stanze singole, contrariamente allo stato attuale delle cose, il che rende questo cantiere incompiuto figlio di un progetto già di vecchia concezione".

 

"Questi problemi di prossimità e di scarsa privacy erano 'esplosi' quando di mezzo ci fu la pandemia da Covid 19 – osserva Zalukar -, che colse l'ospedale totalmente impreparato, ed ecco che nel 2020 Trieste contò un numero di deceduti tra i più alti di tutte le province d'Italia. Qui si respira ancora una mentalità 'ottocentesca' dell'ospedale, considerato come una forma di carità e non come un diritto del cittadino alla cura".

 

Nell'ambito della conferenza è stato citato un concetto espresso dal celebre architetto Renzo Piano secondo cui un ospedale moderno non può definirsi tale senza disporre di tutte le camere singole dotate di almeno una finestra per ciascuna affacciata sul verde. E a ben guardare in effetti, in un contesto che appare immobile e lontano dal vedere la luce, un'opera portata a termine c'è stata: l'abbattimento della prospiciente e storica pineta di Cattinara, per fare spazio a necessità dichiarate di ampliare i parcheggi e i servizi dell'ospedale.

 

L'episodio legato alla rimozione di centinaia di alberi dall'area della pineta continua a essere contestata da una parte della politica locale e regionale ancora a distanza di anni, specie per lo stato di degrado che ne è conseguito.

 

"Siamo di fronte al più grande fallimento della giunta Fedriga e del centrodestra triestino – esordisce a Il Dolomiti Francesco Russo, vicepresidente del consiglio regionale del Fvg -. E' mancata l'illustrazione di un percorso chiaro nei confronti dei cittadini. Cosa succede oggi a Cattinara? E' un cantiere bloccato da anni e questa domanda oggi non ha, tristemente, una risposta, se non continui scarica-barile che si sono visti troppo spesso. Tutto questo senza contare quanto ne ha risentito la vivibilità e l'economia dell'intero rione di Cattinara. E invece stanno lavorando su una struttura che certamente aveva bisogno di essere ripensata, ma attualmente lo si sta facendo sulla base di un progetto che ha più di vent'anni".

 

"Ciò che fa male è vedere, nonostante le nostre proposte sin qui non raccolte, come le persone che si recano all'ospedale debbano passare per delle strettoie imposte dal cantiere – ha aggiunto Giulia Massolino, consigliera regionale di Patto per l'Autonomia -, nonché accanto a quella sorta di palude fangosa che è lì da anni dove prima sorgeva una pineta (FOTO DI SEGUITO), ci chiediamo dove fosse quindi la fretta di abbattere quell'area verde. Penso a tutti i disagi di chi deve andare a fare una visita e magari è in condizioni di disabilità, ora è il momento di dire basta affinché Cattinara non sia più ostaggio del cantiere”.

Se le cose non dovessero cambiare con una decisa sterzata nel prossimo futuro, Trieste rischia seriamente di non avere un ospedale pienamente accessibile e funzionante nemmeno nei prossimi decenni, per via di una situazione compromessa anche da una serie di scelte e di affidamenti degli incarichi a soggetti terzi sui quali non è stata applicata la necessaria supervisione. “Solo ri-organizzando l'appalto affidando lotti più piccoli funzionali l'uno all'altro – ha concluso Francesco Cervesi, ingegnere civile e candidato sindaco di Azione a Trieste -, a imprese locali e riconoscibili si può arrivare a termine di lavori così importanti in tempi ragionevoli”.

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