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| 19 agosto | 19:07

Migranti, l'Austria rimanda in Italia quattro richiedenti asilo dal Brennero. Sale la preoccupazione anche in Friuli Venezia Giulia

Vienna mette in pratica le nuove norme europee, il governo Meloni frena sui grandi numeri, ma l'Europa spinge per i rientri. E nei territori scattano i primi allarmi sull'impatto dell'accoglienza

Migranti, l'Austria rimanda in Italia quattro richiedenti asilo dal Brennero
di Redazione

BOLZANO. Un biglietto del treno o dell'autobus in mano e la via del ritorno tracciata verso l'Italia. Anche l'Austria si accoda alla linea già intrapresa da Germania e Svizzera e inizia a riaccompagnare i richiedenti asilo verso la penisola sfruttando le maglie del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo (Geas) entrato in vigore lo scorso 12 giugno.

 

Anzi, Vienna rivendica di aver già fatto un passo in più, mettendo in pratica quanto finora solo paventato da altri Stati e confermando i primi quattro trasferimenti ufficiali.

 

Per ora, non arrivano stime sui numeri complessivi delle future riammissioni, né chiarimenti sul fatto che la stretta riguardi solo chi è arrivato dopo la data spartiacque di giugno o anche chi era già presente sul territorio in precedenza.

 

La partita si gioca tutta sul nodo dei cosiddetti "dublinanti": quei migranti che, approdati inizialmente in Italia o in Grecia, si spostano poi verso il Nord Europa per presentare domanda di protezione internazionale. Il principio del Trattato di Dublino, confermato anche dal nuovo accordo di due mesi fa, stabilisce infatti che l'onere dell'esame spetti al Paese di primo ingresso.

 

Se al momento le cifre effettive restano risicate e si parla di 85 persone hanno riattraversato la frontiera, le proiezioni Eurostat raccontano un'altra storia: l'Italia rischia di doversi riprendere in carico oltre 24.000 migranti.

 

La vera battaglia, adesso, riguarda l'interpretazione delle norme. Il governo Meloni sostiene infatti che i rientri debbano riguardare esclusivamente chi si è mosso dopo il 12 giugno, contenendo così la portata dei numeri.

 

La svolta di Vienna comincia intanto a far salire la tensione anche nelle regioni di confine. A stretto giro è infatti arrivata la presa di posizione di Maddalena Spagnolo, consigliera regionale in Friuli Venezia Giulia per Futuro Nazionale, che esprime profonda apprensione per le possibili ripercussioni sul sistema di accoglienza locale dopo i primi quattro rientri via bus e treno coordinati dalle autorità austriache.

 

stato mantenuto il criterio della responsabilità del Paese attraverso cui il richiedente entra nell'Unione europea e, come ha dichiarato il ministro dell'Interno austriaco, questo consentirebbe all'autorità di fornire direttamente all'interessato un biglietto di un mezzo di trasporto pubblico per raggiungere lo Stato competente".

"Quali saranno le conseguenze per il nostro Paese e per la nostra regione? - conclude Spagnolo - Con oltre 4mila immigrati in accoglienza nel territorio, certo non abbiamo la possibilità di sostenere maggiori trasferimenti da altre regioni o da altri Stati".

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