Passeggiano di notte sulla pista già "preparata" per la Marcialonga, rovinando il tracciato, che dovrà essere ripristinato. "Pretendiamo rispetto"
"La neve è bella compatta e solida - spiega a Il Dolomiti il presidente della Marcialonga, Tiziano Romito - e, dunque, il problema verrà risolto. Alle persone chiediamo, gentilmente, di non passeggiare sulla pista, altrimenti siamo costretti ad effettuare opera di ripristino. Il tracciato è lunghissimo, perché stiamo parlando di 70 chilometri, e non possiamo pensare di transennarlo tutto. Auspichiamo nella collaborazione di tutti quanti, perché la Marcialonga è un qualcosa che appartiene a tutto il Trentino. Anche perché le alternative non mancano"

MOENA. Il sentimento che prevale è quello dell'amarezza. Ma c'è anche un po' di rabbia. Ed è assolutamente normale sia così perché, quando vi è una totale mancanza di rispetto del lavoro altrui, frutto soprattutto dell'operato di tantissimi volontari, "passare oltre" è complicato.
Quello che è accaduto la scorsa notte in val di Fiemme, per fortuna, non è irreparabile, ma resta comunque la delusione a fronte di comportamenti assolutamente censurabili e che, con un minimo di buonsenso, avrebbero potuto essere evitati.
Cosa è accaduto? Semplice: a due settimane dall'edizione 2026 della Marcialonga (in programma il 25 gennaio), la Gran Fondo che tutto il pianeta invidia al Trentino, una delle gare storiche del panorama mondiale quando si parla di lunghe distanze, che richiama fondisti da tutto il mondo, la macchina organizzativa è già nella fase finale della preparazione del tracciato.

Più di metà percorso è già stata innevata: restano da coprire solamente alcuni tratti, che verranno approntati nei prossimi giorni, in attesa dell'arrivo delle migliaia e migliaia di "Bisonti" che, ogni anno, rendono la Marcialonga un evento unico.
Ebbene, nel tratto che Predazzo porta a Lago di Tesero, qualcuno (anzi più di uno, perché le tracce sono diverse) ha utilizzato la pista, coperta da uno strato di circa 30 centimetri di neve artificiale, come percorso per passeggiare assieme, sicuramente, all'amico a quattro zampe.
Risultato? Tante impronte, diverse con spregio totale del lavoro di chi, da settimane ormai, sta lavorando per approntare il tracciato.
"La neve è bella compatta e solida - spiega a Il Dolomiti il presidente della Marcialonga, Tiziano Romito - e, dunque, il problema verrà risolto. La pista è perfetta grazie al grandissimo lavoro della macchina organizzativa, che ha già innevato più di metà percorso: restano alcuni tratti da completare, ma siamo assolutamente in linea con i tempi. Alle persone chiediamo, gentilmente, di non passeggiare sulla pista, altrimenti siamo costretti ad effettuare opera di ripristino. Il tracciato è lunghissimo, perché stiamo parlando di 70 chilometri, e non possiamo pensare di transennarlo tutto. Auspichiamo nella collaborazione di tutti quanti, perché la Marcialonga è un qualcosa che appartiene a tutto il Trentino. Anche perché le alternative non mancano".
In valle, però, in tanti non si stupiscono: anche in passato è capitato che il percorso innevato venisse calpestato senza troppi problemi, senza rispettare quelle che sono regole "non scritte" ma di buonsenso ed educazione.













