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FVG
20 febbraio | 17:01

Pseudorabbia in una volpe morta. La veterinaria: "Può essere contratta dai cani e non esiste cura: prevenzione fondamentale"

Non sono evidenziati pericoli per le persone, ma si tratta di una malattia mortale che può essere contratta dagli animali domestici in particolare dai cani per la quale ad oggi non esiste ancora una cura: ecco il punto della veterinaria

TRIESTE. Nei giorni scorsi sono giunte parecchie segnalazioni provenienti da oltreconfine, dalla vicina Slovenia, riguardo la riapparizione di un virus in grado di mietere un elevato numero di vittime tra diversi tipi di animali, nota come malattia di Aujeszky, o, più comunemente, “pseudorabbia”.

 

Come riportato da diversi media sloveni, la notizia si è diffusa al seguito del ritrovamento della carcassa di una volpe nei pressi della località di Strletje, nella Slovenia centrale, nella quale è stato confermato, per la prima volta dopo diversi anni, il ritorno di questo patogeno, suscitando preoccupazione, principalmente tra i proprietari di animali domestici.

 

Numerosi sono infatti gli escursionisti che si recano quotidianamente nei boschi o sul Carso sloveno, spesso anche italiani, pertanto secondo gli esperti è importante mantenere tutti gli accorgimenti necessari ad evitare il contagio dei propri animali da compagnia.

 

"E' una malattia che può essere contratta specie dai cani. Ad oggi non esiste una terapia, per questo la prevenzione è molto importante, poiché l'animale che la contrae soccombe per morte neurologica”. E' quanto raccomanda la dottoressa Fulvia Ada Rossi della clinica veterinaria "Tergeste", raggiunta da Il Dolomiti, sui pericoli di un virus che può propagarsi facilmente, se non si adottano le giuste cautele.

 

“La trasmissione della pseudorabbia è virale e avviene attraverso la saliva – spiega la veterinaria – tendenzialmente parte dai suini, domestici o selvatici, ed è pericolosa principalmente per i canidi poiché, se questi vengono lasciati liberi nel bosco, in una zona come il Carso che è piena di cinghiali, potrebbero entrare in contatto con la lingua con una carcassa infetta e contrarre la malattia”.

 

La pseudorabbia è una malattia che deve questo nome al fatto manifestarsi attraverso sintomi che “mimano” quelli della rabbia, di carattere soprattutto neurologico; essendo virale può propagarsi con una certa intensità e raggiungere anche i boschi dell'Italia, fatto già è accaduto in passato, come ha precisato in conclusione l'esperta: “La malattia di Aujeszky è un virus sempre presente".

 

Vive in uno stato quasi latente e quando le condizioni sono favorevoli si propaga a 'ondate'. Comincia con il primo sintomo che è il prurito, per il quale si capisce subito che non è un prurito da pulce o zecca perché l'animale si scarnifica, e lo fa pertanto senza una ragione fisica ma appunto neurologica, il prurito viene scatenato da un nervo che viene iperstimolato e il cervello comunica alle zampe di grattare.

 

Dopo una decorrenza di pochi giorni la morte avviene a causa della paralisi dei centri respiratori. Infine il virus, una volta esaurite le possibilità di espansione si ritira nuovamente allo stato silente”. Non sono stati evidenziati in tal senso pericoli per le persone, tuttavia è sempre raccomandata un'adeguata attenzione specie a fronte della gravità del patogeno per gli animali domestici.

 

 

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