"Tredici casi di morbillo a settembre, grave un 39enne". Il virologo Bassetti: "Epidemia che colpisce giovani adulti non vaccinati: se qualcuno non l'ha fatto si vaccini"
Il virologo Matteo Bassetti: "Siamo di fronte a una importante epidemia che sta colpendo giovani adulti non vaccinati. Questo paziente aveva ricevuto una sola dose che non è abbastanza per avere la copertura, ne servono infatti due. Vengono fatte normalmente entro il primo anno di età e poi prima di andare a scuola: se qualcuno non l'ha fatta o contratto la malattia naturale, verifichi attraverso un esame del sangue ed eventualmente provveda a vaccinarsi, perché il morbillo è una malattia gravissima"

TRENTO. Tredici casi di morbillo nel solo mese di settembre, con un uomo ricoverato in gravi condizioni: arriva dalla Liguria un nuovo allarme legato alla diffusione della malattia e a lanciarlo è il virologo Matteo Bassetti.
"Tredicesimo caso di morbillo in Liguria in questo mese di settembre. Si tratta – scrive il virologo – di un uomo di 39 anni attualmente ricoverato in condizioni gravi al Policlinico San Martino di Genova. Siamo di fronte a una importante epidemia che sta colpendo giovani adulti non vaccinati".
Poi il medico, da tempo impegnato in un'intensa attività di divulgazione sui suoi canali, entra nel merito della malattia. "Dobbiamo tutti insieme dirci una cosa molto chiara: il morbillo – spiega in un video diffuso – è una malattia gravissima che colpisce polmoni, fegato, cervello e i linfonodi. Non è una malattia semplice e va detto forte e chiaro: se non vi siete vaccinati fatelo".
E poi Bassetti fornisce i dettagli sul paziente, e sulle vaccinazioni consigliate. "Questo paziente aveva ricevuto una sola dose di vaccino – spiega – che non è abbastanza per avere la copertura, ne servono infatti due. Vengono fatte normalmente entro il primo anno di età e poi prima di andare a scuola: se qualcuno non l'ha fatta o contratto la malattia naturale, verifichi attraverso un esame del sangue ed eventualmente provveda a vaccinarsi, perché il morbillo non è una malattia banale".
Le parole di Bassetti riportano così al centro dell’attenzione il tema delle vaccinazioni: un argomento che interessa da vicino anche il Trentino-Alto Adige, dove tra le due Province autonome emerge un quadro molto diverso sul fronte della prevenzione.
Secondo l’ultimo rapporto Gimbe sugli adempimenti regionali 2024 dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) infatti, la Provincia di Bolzano non raggiunge la sufficienza proprio nell’area della prevenzione (QUI ARTICOLO), fermandosi a 59 punti, appena uno sotto l’obiettivo. Un dato in leggero miglioramento rispetto al 2023, quando l’Alto Adige risultava comunque inadempiente.
Tra gli elementi che incidono sul risultato ci sono proprio le coperture vaccinali, in particolare quelle pediatriche e quelle dei soggetti più fragili. "Siamo penalizzati nell’area della prevenzione – aveva spiegato il direttore del dipartimento prevenzione e salute Michael Mayr – perché abbiamo una delle coperture vaccinali più basse d’Italia".
Mayr aveva sottolineato in particolare il peso attribuito dal Ministero alla vaccinazione pediatrica con l’esavalente e all’antinfluenzale per anziani e persone fragili: "Purtroppo, in Alto Adige, per un fattore culturale la gente non si vaccina e quindi non riusciamo a raggiungere il livello che il Ministero considera sufficiente a garantire una protezione collettiva”. Criticità, era stato specificato, che permane nonostante gli sforzi messi in campo dalla Provincia attraverso campagne di sensibilizzazione e giornate aperte dedicate alle vaccinazioni.
Nel confronto con le altre Regioni e Province autonome, l’Alto Adige si colloca al ventesimo posto nell’area della prevenzione e raggiunge invece la sufficienza negli altri due ambiti valutati, classificandosi diciannovesima nell’area ospedaliera e nona in quella distrettuale. Decisamente diverso il quadro in Trentino, che risulta invece adempiente in tutte e tre le categorie. La Provincia di Trento si colloca invece al primo posto nell’area della prevenzione, al secondo in quella ospedaliera e al dodicesimo nell’area distrettuale.














