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Bolzano
04 novembre | 18:31

Morbillo, in Alto Adige più di un quarto dei bambini non completa il ciclo vaccinale. "La malattia può avere conseguenze devastanti"

Secondo i dati del Ministero della Salute relativi al 2024, la copertura vaccinale con la seconda dose si ferma al 73,69% tra i bambini della fascia d'età considerata. La pediatra Emanuela Pedevilla: "Il morbillo è una malattia dalle conseguenze potenzialmente devastanti". Nel 2026 registrati 588 casi in Italia tra gennaio e settembre

Morbillo, in Alto Adige più di un quarto dei bambini non completa il ciclo vaccinale

BOLZANO. Meno del 75 per cento dei bambini altoatesini tra i 5 e i 6 anni ha completato il ciclo di vaccinazioni contro il morbillo. Un dato preoccupante, soprattutto per le possibili conseguenze della malattia, che può anche risultare fatale, come tragicamente dimostrato dal recente decesso di un bambino nello Stato di New York. La notizia è stata comunicata dalle autorità sanitarie statunitensi il 2 novembre: si tratta del primo decesso associato al morbillo registrato nello Stato da oltre trent'anni, in un contesto di forte aumento dei contagi negli Stati Uniti.

 

Suona l’allarme anche a Bolzano, che come sempre registra uno dei tassi vaccinali più bassi d’Italia per quanto riguarda il morbillo (ma in generale per tutte le vaccinazioni). Il ciclo di vaccini per il morbillo prevede due dosi: una entro i 24 mesi e una a 5-6 anni di età. Se le percentuali per la prima dose si attestano attorno al 90 per cento, quelle per la seconda dose si fermano al 73,69 per cento (dati Ministero della Salute, 2024).

 

“La percentuale indicata per raggiungere l’immunità di gregge è del 95 per cento”, ricorda la dottoressa Emanuela Pedevilla, specialista in pediatria e segretaria provinciale della Federazione italiana medici pediatri. Bolzano è quindi ben lontana dall’obiettivo e fa peggio di quasi tutte le regioni italiane: più in basso solo Sicilia e Campania, territori che negli ultimi tempi registrano un aumento dei casi.

 

“Il morbillo è una malattia dalle conseguenze potenzialmente devastanti – spiega la dottoressa Pedevilla –. Può comportare complicanze neurologiche anche a distanza di tempo dalla malattia. Purtroppo, in Alto Adige le percentuali di vaccinati sono storicamente basse, nonostante gli sforzi dell’azienda sanitaria e dei medici”.

 

Nel dicembre 2024 una ragazza non vaccinata ha trascorso alcuni giorni in terapia intensiva all’ospedale San Maurizio di Bolzano per le conseguenze del morbillo, dove un altro paziente era già stato ricoverato in precedenza, sempre a causa del morbillo.

 

Secondo quanto riportato da Ansa, l’Italia è uno dei Paesi con il maggior numero di contagi: 588 da gennaio a settembre 2026. Nessuna regione o provincia raggiunge il target del 95 per cento, ma Bolzano, come scritto in precedenza, è una delle peggiori in questo senso.

 

“Ad essere a rischio è tutta la popolazione non vaccinata – specifica Pedevilla –. Se non si raggiunge l’immunità di gregge, chiunque non sia protetto rischia di contrarre la malattia”.

 

Secondo i dati diffusi dal ministero della salute, il maggior numero di contagi si trova tra adolescenti e giovani adulti compresi nella fascia tra i 15 e i 39 anni. In rapporto alla popolazione, invece, sono più colpiti i bambini entro i 5 anni. Il ministero ha raccomandato alle Regioni di promuovere campagne vaccinali indirizzate soprattutto ai giovani adulti, alle persone a rischio e a chi non ha ancora ricevuto la seconda dose.

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