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Concorso Centrale Unica, la Provincia ci pensa. Rossi: "Ne abbiamo parlato in Giunta ma ancora non è stato annullato". I partecipanti ci pensano meno e fanno l'esposto in Procura

Dopo giorni che si discute dell'annullamento del concorso (del quale sapevamo il vincitore con due mesi di anticipo rispetto alle prove scritte, cosa che abbiamo certificato con una Pec) Rossi rompe il silenzio e spiega che in Giunta si è parlato dalla cosa ma non si è giunti ancora a un atto ufficiale. "Già successo che venissero assunte persone conosciute in Provincia. Ciò non è per forza male"

Di Luca Pianesi e Giuseppe Fin - 21 giugno 2017 - 06:08

TRENTO. Un passo indietro, anzi di lato, e mentre la Pat "danza" sono i cittadini a doversi muovere, autonomamente. Ieri l'annuncio del presidente della provincia che il concorso non è stato annullato, meglio, ha spiegato Ugo Rossi, "ne abbiamo parlato in Giunta venerdì ma ad oggi non è stato annullato. Non è escluso che l'annullamento possa esserci nei prossimi giorni ma la questione necessita di ulteriori riflessioni per la delicatezza del servizio di cui stiamo parlando". Il servizio, è quello della Centrale unica d'emergenza. Il concorso: quello a tempo indeterminato da funzionario tecnico - indirizzo telecomunicazioni da assegnare proprio al Servizio Centrale unica emergenza.

 

Sì, quello del quale vi abbiamo raccontato negli scorsi giorni, del quale conoscevamo il vincitore ancor prima che cominciassero le prove d'appello, quello del quale ci eravamo inviati una pec con nome e cognome del vincitore che certificava già il 5 aprile chi sarebbe stato il candidato a uscire trionfante dopo le prove del 24 e del 25 maggio. E trionfante è la parola giusta visto che dopo la prima prova scritta aveva raggiunto i 30/trentesimi di un test a risposta multipla, ma con più risposte vere da barrare per ogni domanda, riuscendo a centrare, quindi, 120 risposte su 120.

 

A lui si erano avvicinati solo gli altri due candidati poi ammessi all'orale che avevano strappato degli ottimi 26/trentesimi e 21/trentesimi mentre la media degli altri candidati era stata di 8,5/trentesimi. Tre candidati tutti provenienti dal centro di ricerca Eledia che risultavano tutti aver fatto delle pubblicazioni scientifiche con la dirigente del servizio Zappini, che era anche la presidente della commissione giudicatrice di quel concorso. E del fatto che i tre test contenuti nelle tre buste per l'esame (tre per trasparenza) contenessero praticamente le stesse domande (su 30 domande in un caso ne differivano solo 4 e nell'altro solo 3) vi abbiamo già dato contezza.

 

Ebbene, dopo giorni di notizie sui giornali (il Trentino domenica citava anche un virgolettato di Rossi che in giunta avrebbe detto che annullare fosse "la cosa migliore da fare"), di interviste concesse alla stampa anche alla dirigente del servizio Zappini che rispondeva sull'annullamento del bando, di articoli usciti sulla stampa nazionale (Il Fatto Quotidiano), di interrogazioni e comunicazioni inviate all'Anac, alla Corte dei Conti e alla procura, per intervento diretto del consigliere provinciale Claudio Cia, e di nostri tentativi di sentire (senza fortuna) telefonicamente il presidente Ugo Rossi per arrivare ad avere delucidazioni in merito, ieri è stata convocata una conferenza stampa per spiegare quanto delicato fosse il tema. 

 

"Questa delicatezza del servizio - ha detto Rossi - ci ha spinto come Giunta provinciale a fare una riflessione approfondita anche con riferimento alle notizie legate all'interrogazione del consigliere Cia e a ciò che ne è conseguito. Riflessione che abbiamo fatto venerdì in giunta provinciale ma che mi dispiace devo correggere rispetto alle notizie che sono state pubblicate nei giorni scorsi. Nel senso che abbiamo fatto una giunta dove abbiamo parlato di questo tema ma non abbiamo preso nessun tipo di decisione rispetto il concorso. La decisione la prenderemo, proprio perché servono riflessioni più approfondite, nella giunta prossima se ce ne saranno le condizioni. Si faranno delle riflessioni di carattere tecnico dal punto di vista del funzionamento del servizio. E di carattere tecnico dal punto di visto della modalità con cui il concorso si è effettuato. Sottolineo la parola “modalità” nel senso che un concorso deve garantire la possibilità di partecipazione a tutti coloro che ne hanno i requisiti e garantire a tutti gli iscritti di poter partecipare in un contesto dove tutti possano giocarsela ad armi pari".

 

"Riteniamo quindi che ci fosse bisogno di un ulteriore approfondimento rispetto a quanto discusso in Giunta. Stiamo quindi portando avanti un approfondimento, una fase istruttoria ma ad oggi nessuna delibera. Ecco perché vi dico che non c'è al momento alcun annullamento del concorso anche se non è escluso che ci possa essere in futuro". A questo punto sono sorte spontanee una serie di domande al Presidente.

 

Venerdì, in Giunta, prenderete una decisione?

A partire dalla prossima giunta penso saremo in grado di prendere una decisione ma non prendo impegni con nessuno. Queste cose impattano su un servizio delicatissimo, coinvolgono persone e quando sono coinvolte delle persone in qualsiasi ruolo è necessario tutelarle.

 

Il concorso non è stato fatto con tutti i crismi o sbagliamo anche in questo?

Un concorso è fatto di documenti, di atti. Se qualcuno può conoscere qualcun'altro o meno in un concorso questo sul come è fatto il concorso incide poco. Può essere un requisito che alcune leggi prevedono ma può anche non avere un rapporto di causa effetto. Ecco perché vogliamo fare delle verifiche prima di prendere una decisione di annullamento o conferma. Penso sia ragionevole fare delle verifiche e fare un passaggio di informativa in giunta e poi prendere una decisione in serenità a tutela di tutti. A me premeva oggi (ieri ndr) spiegare la procedura ed evidentemente qui nessuno sta negando le sollecitazioni arrivate dall'interrogazione. Noi valuteremo se da un punto di vista delle aspettative dei partecipanti al concorso e della prudenza in generale, trattandosi di un servizio delicato, valga la pena di tenere valida una procedura oppure no. A prescindere magari da come la stessa procedura è stata fatta, su quello riteniamo avere delle garanzie. Non nascondiamo che questa cosa ha un profilo di delicatezza perché non è mai bello dover annullare un concorso.

 

Ma non sarebbe stato meglio se non ci fosse stata la Zappini?

Questo è un aspetto che andrà approfondito e noi risponderemo con un atto a questo tipo di domanda. Ma prima dobbiamo finire l'approfondimento.

 

Alla luce di quanto accaduto, comunque, rivedrete le procedure di concorso?

Non è detto. Noi concorsi ne abbiamo fatto a centinaia e quindi non vedo il problema. Qui si tratta solo di capire da un punto di vista del rapporto causa effetto e di prudenza generale cosa è meglio fare a tutela di tutti. A tutela di chi ha partecipato, dell'amministrazione, a tutela di chi è stato chiamato in causa che fino a prova contraria ha diritto di essere tutelato. La cosa è stata sollevata nel ruolo di controllo. Se la conseguenza è quella di chi ha detto "via adesso cacciatela" dico calma non siamo nel medioevo dove bisogna mettere le persone su un rogo prima di sapere le cose come sono andate. Fino a prova contraria siamo in uno stato di diritto. Poi certamente se ci sono degli errori vanno corretti, se ci sono degli sbagli vanno sanzionati.

 

Zappini non si tocca?

Certamente. Noi venerdì prenderemo una decisione rispetto al concorso. Chiaro che la centrale unica di emergenza deve funzionare e non vogliamo sguarnirla in nulla. Poi tutto quello che ne consegue segue i canali normali. Abbiamo motivi di ritene che le procedure del concorso non evidenziano problematiche in termine di procedure. Per quanto riguarda il supposto collegamento di conoscenze o meno verrà valutato sotto il profilo giuridico e non fattuale. E' successo che siano stati fatti concorsi e assunzioni in Provincia di persone che erano conosciute e avevano già un lavoro. Non è per forza male. Siamo in 500 mila quindi figurarsi.

 

Non sarà male. Intanto però alcuni dei partecipanti al concorso questa mattina si sono recati in procura per depositare un esposto alla magistratura per chiedere di indagare sulla questione. Ovviamente i nomi sono stati omessi.

 


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