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Fiera di Santa Lucia, guerra tra ambulanti e negozi. Pavan "Grazie alle bancarelle città piena"

Numerosi negozi si trovano a fare i conti con le vetrine completamente oscurate dalle bancarelle 

Di G.Fin - 10 dicembre 2016 - 18:39

TRENTO. “Abbiamo perso l'incasso di una giornata e domani sarà lo stesso. E non diteci di stare calme perché stiamo parlando degli ultimi fine settimana prima di Natale”. Hanno un diavolo per capello le responsabili del punto vendita Golden Point che si trova in via Oss Mazzurana.

 

Per questi due giorni un'intera vetrina del negozio è stata oscurata dallo striscione di una bancarella che si è posizionata a pochi centimetri dall'entrata del punto vendita oscurando, in parte, il marchio. “Abbiamo chiesto – ci spiegano le responsabili del negozio – se era possibile spostare un po' il telo della bancarella che copre la vetrina ma ci è stato risposto che hanno pagato e non si muovono. Non abbiamo nulla contro la fiera ma ci sono alcune piazze della città che sono vuote in questo weekend e il Comune avrebbe dovuto usarle invece di dare problemi ai negozi”.


Di certo una situazione non facile visto che i posti dove devono posizionarsi le bancarelle sono segnati con dei bollini per terra da parte dell'Amministrazione comunale e ai titolari non resta far altro che rispettare le assegnazioni.

I negozianti, dal canto loro, visto anche la situazione economica da cui si cerca di uscire, puntano  per gli affari soprattutto in questi ultimi sabati e domeniche prima delle festività.

 

“Qui sembra di essere in un bunker – ci dice anche Sara del negozio Motivi – e il prossimo anno chiederemo al Comune di lasciarsi libero lo spazio davanti alle vetrine perché in questo modo non si riesce a lavorare”.


La situazione in città è tutta uguale, in tarda mattina e nel pomeriggio scorrere lungo le vie è praticamente impossibile. In via Oriola, in via San Pietro e nella stretta di San Vigilio si formano dei veri e propri ingorghi.

 

“Io capisco che di fiere ormai ne siamo pieni ma credo che l'effetto 'suk' sia anche piacevole” dice il titolare della Casa del Caffè  Luca Torta che a differenza di altri titolari non esprime giudizi negativi sul posizionamento delle bancarelle. “Non è certamente per queste due giornate – spiega – che la gente non mi trova. Magari mi manca la visibilità per i turisti che arrivano ma stiamo parlando di due giorni. Io ho solo chiesto alle bancarelle di lasciarmi un passaggio per l'entrata e l'uscita dal negozio”. Per Torta, però, “sarebbe da pensare in futuro la concentrazione delle bancarelle nelle piazze e non nelle vie”.

 

Ad avere le vetrine coperte dalle bancarelle è anche il negozio Chicco di via Manci. “Non vogliamo togliere nulla alla fiera che è molto bella – ci dicono le responsabili – ma certamente non è positivo vedere le insegne coperte. Dovrebbero lasciar lavorare tutti”.

 

A prendere le difese delle bancarelle e dei venditori ambulanti è Fabrizio Pavan responsabile Anva Confesercenti del Trentino. “La fiera di Santa Lucia esiste da sempre – afferma – e nel tempo ha perso molti banchi e molti posteggi proprio per far mantenere visibilità alle vetrine dei negozi. Negli ultimi vent'anni siamo passati da 620 bancarelle a 430. Ci sono ancora alcune vetrine coperte ma almeno tutti gli accessi sono liberi”.

 

Mercati e fiere, spiega il rappresentante di Confesercenti, rappresentano un valore importante per i centri storici. “E' ovvio che in giornate come queste – spiega Pavan - la gente viene in città per la fiera di Santa Lucia come il giovedì viene per il mercato settimanale. Noi facciamo un'ottima attrazione e un ottimo servizio. Le bancarelle riescono ad avere quel contatto umano che molti negozi hanno perso”. Non bisogna poi dimenticare le entrate per la città. “ Gli operatori pagano circa 130 – 140 euro a banco all'Amministrazione comunale – conclude Fabrizio Pavan – e portano una marea di persone. Ci sono i bar e diversi negozi pieni”.  

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