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Giornalismo investigativo, ieri sera i vincitori del Premio Morrione

L'evento si è tenuto a Trento. Quest'anno è stato consegnato a Fabrizio Gatti il Premio Baffo Rosso, il nuovo riconoscimento destinato a giornalisti che si sono particolarmente distinti per il loro lavoro di inchiesta e di ricerca della verità

Pubblicato il - 20 novembre 2016 - 09:42

TRENTO. Sono due le inchieste vincitrici della quinta edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo dedicato ai giovani giornalisti under 31.

 

Nella sezione video inchieste il premio va a “Le catene della distribuzione” di Leonardo Filippi, Maurizio Franco e Maria Panariello per aver efficacemente messo in luce la complessa serie di relazioni attive tra il mondo della produzione agricola-alimentare e la vendita al dettaglio; per aver illustrato con espressività narrativa il perverso gioco di ruolo tra i grandi marchi della distribuzione e i piccoli e medi produttori. Un’inchiesta che contribuisce ad accendere una luce, pur lieve, sulle insidie che si nascondono dietro le colorate e suggestive offerte dei supermercati e quindi sulla filiera che – in virtù di una catena di patti leonini – conduce fino allo sfruttamento schiavistico del lavoro nei campi.

 

 

 

Nella sezione webdoc il primo premio va a “Le altre case di Bologna” di Sara Del Dot, Stefania Pianu e Sara Stradiotti per aver ricostruito e documentato, con straordinaria ampiezza di prospettiva e ricchezza dei materiali raccolti, il problema della mancanza di alloggi popolari a Bologna. La pluralità delle voci e delle opinioni raccolte, la capillarità dell’indagine sul territorio si uniscono – nel ricorso alle tecniche espressive del web – alla sensibilità giornalistica applicata nell’illustrazione del delicato tema dei senza-casa; e dimostrano quanto sia utile e necessario realizzare inchieste di carattere sociale anche in realtà solitamente percepite dall’opinione pubblica come prive di significative criticità legate alla diseguaglianza economica e alla giustizia sociale.

 

 

La quinta edizione del Premio Morrione che si è svolta quest'anno a Trento, ha visto venerdì un momento molto importante con una serata dedicata a Giulio Regeni, a palazzo delle Albere. L'evento era stato aperto con la lettura di un messaggio inviato dalla famiglia del giovane ricercatore ucciso in circostanze ancora tutte da chiarire in Egitto all’organizzazione del premio e alla Provincia autonoma di Trento.

 

"Grazie per questo incontro all’interno dell’evento premio Roberto Morrione . Questa mattina, per Radio 1 abbiamo ascoltato con attenzione ed emozione alcuni di voi, intervenuti alla trasmissione; direttamente o indirettamente ormai vi conosciamo tutti. Ringraziamo coloro che si stanno occupando attivamente della tragica e barbara uccisione del nostro caro Giulio: giornalisti, attivisti e tutte le persone che pensano per noi e con noi; animati dal senso di giustizia e solidarietà che porta la ricerca della verità. Una particolare riconoscenza a chi scrive, organizza eventi, occasioni di confronto che rispettano i sentimenti della famiglia. Ancora un augurio di buon lavoro e buon giornalismo d’indagine!

Paola e Claudio Regeni”

 

Maria Filippi Morrione in quell'occasione ha ricordato come il premio, che sostiene i giovani che vogliono realizzare progetti di giornalismo di inchiesta, su temi spesso delicati e molto rischiosi, non possa non sentirsi vicino ad una figura come quella di Giulio Regeni. “Non a caso – ha aggiunto – offriamo a chi vuole intraprendere questa strada un tutoraggio completo, anche di carattere giuridico e legale, oltre che professionale”.

 

Una due  giorni, quella del Premio, che ha visto il confronto sul tema del giornalismo investigativo con Piero Badaloni, Antonio Di Bella, Fabrizio Gatti, Giuseppe Giulietti e altri importanti ospiti.

 

I quattro progetti finalisti, Le altre case di Bologna (vincitore categoria webdoc d’inchiesta), Le catene della distribuzione (vincitore categoria video inchiesta) Roma, ultima fermata  (finalista categoria webdoc d’inchiesta) e Un tratto della tratta, hanno ricevuto all’avvio delle inchieste un contributo di 4.000 euro utilizzato nello sviluppo e nella produzione del lavoro. Alle due vincitrici è stato assegnato oggi un ulteriore riconoscimento in denaro di 2.000 euro.

 

Oltre alle risorse finanziarie, il premio Morrione ha fornito agli autori il tutoraggio di professionisti di testate giornalistiche televisive nazionali: per questa edizione Paolo Aleotti, Toni Capuozzo, Valerio Cataldi, Sandro Ruotolo. Il tutoraggio tecnico è stato curato da Francesco Cavalli e Stefano Lamorgese, mentre l’avvocato Giulio Vasaturo ha garantito la consulenza legale.

 

Durante la serata è stato consegnato a Fabrizio Gatti il Premio Baffo Rosso, il nuovo riconoscimento che l’Associazione Amici di Roberto Morrione destina a giornalisti che si sono particolarmente distinti per il loro lavoro di inchiesta e di ricerca della verità.

 

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