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| 24 dic 2016 | 18:31

Lascia lo zaino, con contanti e regali, in treno. La polizia ferroviaria di Trento e Bolzano glielo fa riavere in 2 ore

La ragazza rientrata a Trento da Roma carica di bagagli lo aveva lasciato sul Frecciargento. Gli agenti della stazione hanno chiamato il capotreno che ha messo in sicurezza il bagaglio lo ha consegnato alla polizia di Bolzano e in due ore lo ha fatto riavere alla ragazza. Una piccola, positiva, storia di Natale

di Redazione

TRENTO. "Noi l'avevamo già dato per perso e invece siamo rimasti sbalorditi per l'efficienza e la professionalità dimostrata dalle nostre forze dell'ordine. Un grande grazie alla polizia ferroviaria per quanto sono riusciti a fare". E' una piccola ma significativa storia di Natale quella che ha vissuto Federica Bottamedi. Giovane trentina stava rientrando ieri da Roma, dove vive e lavora ormai da anni, in treno, per venire a passare le festività natalizie con genitori e parenti. Con lei il fidanzato, originario di Santo Domingo, due belle valigie, borse d'ordinanza e due zaini pieni pieni. Insomma il tipico equipaggiamento di chi si appresta a vivere in trasferta la "magica" notte di Natale.   

 

"Eravamo a bordo del Frecciargento - racconta Federica - carichi di bagagli, giacche e borsette. Siccome il treno sosta poco in stazione arrivati a Trento abbiamo fatto tutto di corsa e quando siamo scesi ci siamo resi conto che mancava il mio zaino. Dentro avevo alcuni regalini, alcune gioie, una collanina d'argento alla quale sono molto affezionata e diversi contanti. Quelli per Natale e per le vacanze. Il mio ragazzo, abituato a Roma, mi ha detto 'ciao, ciao, lo zaino è andato'. Io invece c'ho creduto e sono andata alla polizia ferroviaria. Gli ho spiegato la situazione e l'assistente capo è stato stupendo. Ha chiamato il treno in viaggio. Gli ha segnalato il posto che occupavamo e il capotreno è andato a verificare. Ha trovato lo zainetto, lo ha preso in custodia e lo ha consegnato alla polizia di Bolzano. A quel punto era al sicuro. Dovevamo solo trovare il modo di farlo tornare a Trento. Gli abbiamo lasciato il numero di cellulare e lui c'ha detto che ci avrebbe chiamati quando lo zaino sarebbe arrivato in stazione".

 

Erano le 21.45 e la coppia è, quindi, andata a casa dei genitori di Federica. Il tempo di mangiare e alle 23.30 è suonato il cellulare. "Era l'assistente capo della polizia ferroviaria - prosegue Federica - in nemmeno due ore erano riusciti a far rientrare a Trento il mio zainetto. La polizia di Bolzano lo ha affidato al capostazione dell'ultimo treno che rientrava a Trento, lui lo ha consegnato ai carabinieri e i carabinieri alla polizia ferroviaria. E' una piccola storia, la nostra, ma ci tenevamo molto a farla conoscere per ringraziare le forze dell'ordine della nostra regione e per dire a tutti che professionalità, efficienza e gentilezza sono ancora una caratteristica della nostra bellissima terra". 

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