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Vigili del Fuoco, ripartono le polemiche. Un post contro il vicepresidente Dalmonego: "Siamo volontari ma non una proloco"

L'attacco partito dall'ispettore del distretto di Mezzolombardo dopo l'editoriale del vice sul giornalino "Il Pompiere". Dalmonego: "E' partita la campagna elettorale, qualcuno deve farsi notare"

Di Donatello Baldo - 04 January 2017 - 08:32

TRENTO. Un'altra ondata di polemiche nel mondo dei Vigili del Fuoco Volontari del Trentino. La fibrillazione dura ormai da molto tempo e il picco c'è stato negli scorsi mesi quando il presidente Alberto Flaim si è dimesso sull'onda dell'ammutinamento di molti comandanti. Al suo posto, a reggere i Corpi trentini Roberto Dalmonego, il vicepresidente che sta aspettando, “Non vedo l'ora”, che la commissione incaricata si esprima sul nuovo sistema elettorale per l'elezione del gruppo dirigente e un nuovo presidente sia eletto e prenda il suo posto.
 

L'ultima polemica è scoppiata su Facebook a seguito dell'editoriale a firma di Dalmonego apparso su “Il Pompiere del Trentino”. A innescare l'incendio, usando metafore calzanti, è stato Matteo Cattani, ispettore dei Vigili del Fuoco del distretto di Mezzolombardo, sedici Corpi per sedici Comuni della zona. “Voglio che sia chiaro – scrive quest'ultimo nel suo post - che l'editoriale sul pompiere del Vicepresidente non è da me condiviso”.

 

Ma cos'ha scritto di tanto grave il Vicepresidente? Parla di “umiltà, una parola forse ormai fuori moda”, e spiega il suo punto di vista sull'organizzazione dell'addestramento dei Corpi: “Abbiamo bisogno di Vigili formati in maniera adeguata affinché possano affrontare le normali emergenze che si verificano periodicamente o quotidianamente sul nostro territorio. È necessario ponderare la formazione su livelli base con l’obiettivo di una maggiore diffusione ed omogeneizzazione”.
 

“Non dobbiamo invece promuovere la nascita – continua Dalmonego nel suo editoriale – di Vigili iper-professionisti che possono creare inutili e dannose disparità all'interno dei nostri Corpi e rischiano di non veder mai applicate sul campo le nozioni acquisite, vuoi perché le reali esigenze del territorio non lo richiedono, vuoi perché la legge sulla Protezione Civile prevede l’attribuzione dei compiti specialistici in capo al Corpo Permanente”.

 

Ma la polemica scoppia: “Io ritengo che il ruolo dei pompieri sia dare un servizio eccellente, cosa che senza formazione non può avvenire – scrive nel suo post Cattani - noi siamo sì volontari, ma questo non può essere una scusa per non dare al cittadino il maggior servizio possibile. Servizio che necessariamente passa da una formazione continua e costante”.
 

Io non ho mai detto che non si debba fare formazione – ribatte Dalmonego – penso che sia chiaro da quello che ho scritto. Dico solo che non ha senso che in una caserma nella cui zona non c'è nemmeno una realtà produttiva un perfezionamento in Nbcr (rischio nucleare, biologico, chimico, ndr) oppure uno specifico addestramento sull'intervento in galleria se nel contesto delle operazioni di galleria non ce n'è nemmeno una? Anche perché – spiega Dalmonego – se poi non si mette in atto l'addestramento attraverso la casistica è come prendere la patente a vent'anni e poi prendere la macchina a quaranta: si rischia anche di farsi male”.
 

“Essere umili – attacca però l'ispettore Cattani – non significa non essere preparati o non volere approfondire la conoscenza. Essere umili non vuol dire trasformarsi in una proloco. Essere umili significa capire di avere dei difetti e dei problemi e non rassegnarsene senza fare nulla. Abbassare il livello – si chiede – significa accontentarsi a fare i manovali?”.

 

“Ciò che ho scritto è chiaro – taglia corto Dalmonego – e se non si vuole capire significa che c'è la voglia di strumentalizzare e fare polemica”. Il Vicepresidente è un po' spazientito: “C'è la voglia di qualcuno di emergere, si tanno preparando alla campagna elettorale per la prossima elezione degli organismi dirigenti. Ma a me poco interessa – afferma sicuro – io non sarò della partita e non sarò in alcun modo candidato”.
 

"Non c'entra la campagna elettorale - ribatte Cattani - e quello che ho scritto non è certo per fare polemica. E non sono soltanto io a pensarla così: sotto al mio commento ci sono oltre cento "Mi piace" di altri vigili e addirittura comandanti che approvano: significa che il mio pensiero è condiviso". Ribadisce la sua idea: "Che la formazione, anche specifica, è estremamente utile: il cittadino ha diritto ad essere soccorso nel migliore dei modi, con la massima competenza, e la competenza si acquisisce con la formazione, anche allargando gli orizzonti con un addestramento non soltanto di base". 

 

E all'ispettore Matteo Cattani non va giù nemmeno il riferimento all'umiltà di cui scrive Dalmonego: "Ma chi c'è di più umili di noi vigili volontari che nemmeno siamo pagati", afferma. Cattani spiega il suo punto di vista, spiega che "bisogna cambiare tutto, non solo i vertici, anche i comandanti e tutto il sistema deve passare attraverso una rivalutazione complessiva. Perché - spiega - se non si cambia tutto i problemi aumenteranno e porteranno gravi conseguenze".

 

Quasi un manifesto "politico", un programma elettorale. Ispettore Cattani, Roberto Dalmonego ha dichiarato che non si candiderà alle prossime elezione degli organismi dirigenti. E lei?

Al momento non ho nessuna intenzione di candidarmi, ma sono convinto che qui si deve cambiare rotta. E ognuno, sulla base di questo, è chiamato a fare il suo compito. 

 

 

 

 

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