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Antigone, una storia di parole e sassi

Domani alle 20 si conclude a Meano la stagione del Teatro Ragazzi con una proposta del collettivo di attrici che porta il nome del pensatore. Prima di iniziare il racconto viene fatto un patto con i bambini spettatori: se riterranno la vicenda importante allora dovranno ri-raccontarla a più persone possibili

Pubblicato il - 06 aprile 2018 - 08:28

TRENTO. Anche la stagione di Teatro Ragazzi al Teatro di Meano volge al termine e chiuderà domani, sabato 7 aprile , 2018 con Parole e Sassi – La storia di Antigone in un Racconto-Laboratorio per le nuove generazioni.mIl Collettivo Progetto Antigone porterà in scena  alle ore  un allestimento semplice e scarno, fatto di parole e sassi. Si compone di due parti inscindibili e necessarie l’una all’altra: il Racconto e il Laboratorio. L’attrice – Soledad  Rivas – prima di iniziare il racconto, fa un patto con i bambini: se riterranno la storia di Antigone importante, allora dovranno ri-raccontarla a più persone possibili e per questo prima di andarsene lascerà loro le parole, cioè il copione, e i sassi usati nel racconto.

 

Nel racconto la narratrice racconta la storia di Antigone. Tutto si compie come in un rito, attraverso un testo accompagnato dall’uso di sassi-personaggio e una partitura gestuale fissa. Un rettangolo, segnato da una traccia sul pavimento, delimita lo spazio della scena. Per fare teatro non è indispensabile che ci sia un palco, ma necessaria è la relazione circolare tra attore e pubblico. Il laboratorio è una sorta di “seconda navigazione poetica” dove le parti s’invertono: ora è il pubblico ad agire, a parlare, ora sono i bambini, prima egregi uditori, ad usare i sassi per raccontare come e in che parte di loro si è rifugiato il tragico di questa grande storia. Ora è il pubblico a costruire metafore teatrali e tutto avviene all’interno della classe.

 

La classe è come una piccola polis con le sue regole, dove tutti si conoscono, è una piccola comunità che si nutre di molteplicità di emozioni e di pensieri e di una preziosa ricchezza di opinioni, per questo è un vero deposito democratico della conoscenza. Parole e sassi è vincitore dell’Eolo Awards 2013 come miglior Progetto Creativo.

 

COLLETTIVO PROGETTO ANTIGONE. Venti donne di teatro hanno fondato il Collettivo Progetto Antigone nel 2011, in sintonia con il movimento nato con la mobilitazione nazionale del 13 febbraio di quell’anno con l’obiettivo di rendere l’Italia un paese per donne.

 

In quanto attrici- dicono - ci sentiamo responsabili della memoria e della trasmissione di alcune storie importanti nella nostra cultura, la nostra volontà è quella di realizzare un’azione politica attraverso il lavoro teatrale. Abbiamo scelto di partire dalla tragedia di Antigone anche perché in questa storia la questione del rapporto tra le donne e il potere è centrale. Vogliamo raccontare la storia di Antigone alle bambine e ai bambini, perché possano conoscerla, ricordarla e raccontarla a loro volta.

 

Ogni bambino in quanto egregio uditore, prenderà da questa storia quello di cui ha bisogno e ne farà ciò che vorrà e ciò che potrà. Riteniamo la scuola uno dei momenti più importanti per la formazione della persona e dei cittadini: per questo ogni attrice, dopo aver preparato insieme a tutte le altre Parole e Sassi, si è impegnata a portarlo, in autonomia, nelle scuole della propria regione ma anche in biblioteche, centri culturali, cortili, case e in tutti quei luoghi dove ci siano le condizioni logistiche, ma soprattutto poetiche, per raccontare. La scelta di andare nelle scuole è anche un modo contingente di far fronte, speriamo in modo temporaneo, ai gravi tagli che la scuola sta subendo e che compromettono fra l’altro, ogni giorno di più, la possibilità stessa di portare i bambini a teatro. Parole e Sassi è un lavoro autoprodotto dal Collettivo Progetto Antigone.

 

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