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Le magie della musica con mago Merlin

Il teatro Portland amplia i suoi orizzonti e vira verso le note che hanno fatto e fanno storia. Da domenica, una volta al mese per quattro puntate, ecco le "Merlinate". Il chitarrista-scrittore sale in cattedra per raccontare i segreti di Led Zeppelin, Pink Floyd, Miles Davis, rock e dintorni. Perchè suonare è bello ma approfondire è meglio

Pubblicato il - 12 gennaio 2018 - 09:11

TRENTO. Ad inizio anno nuovo succede che il Teatro Portland decida di ampliare la propria offerta di eventi trasformando i propri orizzonti teatrali in orizzonti musicali. Ciò è reso possibile grazie alle "Merlinate", incontri di approfondimento a tema dedicati ai grandi della musica e condotti da Enrico Merlin.

 

Quattro gli appuntamenti previsti, della durata di un'ora e mezza ciascuno ed organizzati a cadenza mensile a partire da gennaio. Le Merlinate sono un'occasione per appassionati, curiosi e amanti della musica che desiderano approfondirne la conoscenza e scoprire aspetti e lati sconosciuti. Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio musicale fatto di melodie, rock e aneddoti il musicista, compositore e storico della musica del '900 Enrico Merlin che, nel ruolo di chitarrista e manipolatore sonoro, ha partecipato a circa 50 produzioni discografiche e a molti Festival internazionali, inoltre, dal 2015 al 2017 è stato eletto dai lettori della rivista Jazzit tra i migliori 10 chitarristi dell'anno.

 

 IL PROGRAMMA. Si inizia domenica 14  alle 18 con "The Roots of Led Zeppelin". Quello che  non avreste mai voluto sapere… ma, purtroppo, c’è Enrico Merlin!

Lo sapete che nei due primi dischi dei Led Zeppelin quasi nessun pezzo è stato scritto dai membri del gruppo? Eppure nelle note di copertina la composizione di quasi tutti i brani è attribuita a loro. Eppure gli Zep sono stati e sono ancor oggi considerati uno dei gruppi più innovativi della storia del Rock. Dove sta la verità? Possiamo davvero considerare la melodia (parametro unico per il quale normalmente si parla di plagio in sede di protezione del diritto d'autore) quale elemento principale per definire una composizione nell’ambito della musica del secondo ‘900?

 

 Domenica 18 febbraio 2018 – ore 18.00

 Miles Davis 1959 • A Day-By-Day Chronology

Presentazione del nuovo progetto editoriale di Enrico Merlin. La presentazione del monumentale nuovo volume di Enrico Merlin diventa l’occasione per raccontare cosa fosse il jazz nel 1959, sia nelle innovazioni musicali sia nel contesto sociale: un volume che racconta Miles Davis giorno per giorno nell’anno 1959, l’anno in cui Davis realizza l’album “Kind of Blue” uno dei suoi massimi capolavori. La scrupolosa ricerca di Enrico Merlin, analizza di quell’anno, le sedute di registrazione, gli eventi musicali, le testimonianze, le vicende biografiche, le interazioni con gli altri artisti del periodo e molto altro. Il risultato è un catalogo d’artista che aiuta ancor meglio ad inquadrare il grande musicista, l’uomo e la sua creatività come mai era stato tentato finora. Nel corso della serata, racconti, ascolti comparati, aneddoti e esplorazioni di mondi sonori inaspettati.

 

 Domenica 15 marzo alle 18

 Pink Floyd, una storia senza tempo

 Fin dal primo disco, Piper at the Gates of Dawn, i Pink Floyd sperimentano un nuovo metodo di assemblaggio dei materiali sonori, in cui la connotazione timbrica assurge a parametro primario. Melodia e armonia sono sicuramente importanti, ma sembrano davvero essere al servizio di una musica costruita su nuove coordinate, almeno nel campo del Rock. Una dimostrazione di coerenza artistica che però sfugge al desiderio medio del fan, quasi a dire: «Noi siamo i Pink Floyd, noi stabiliamo la direzione.» E a quel punto si generava un approccio fideistico straordinario, tale che il fan amava prima i Pink Floyd, che non la loro musica. Pochi altri artisti sono riusciti a vincere questa sfida. Da dove nasce questa corrente espressiva, quali le sue radici e come si è sviluppata, anche confrontandosi con i contemporanei?

 

 Domenica 8 aprile 2018 – ore 18.00

 Nuovi orizzonti - Il Rock e le altre musiche

 Un incontro dedicato a come il Rock incontri e si fonda con le musiche del mondo e altre forme musicali, dal Jazz alla musica classica. L’apertura alle altre musiche amplia in modo determinante le potenzialità del messaggio sonoro e culturale. L’inserimento di lunghe parti improvvisate all’interno delle composizioni avvicina il mondo del Rock al Jazz, ma alla fine degli sessanta avviene anche il processo inverso, ovvero il Jazz ingloba le incalzanti ritmiche del Rock. Soprattutto grazie all'influsso di personaggi come Miles Davis, nascono nuove forme musicali. La fusione con le musiche degli altri popoli, poi, ne arricchisce il vocabolario, la tavolozza timbrica, e riporta l’attenzione sull’universalità del linguaggio musicale, quale possibile ponte tra culture diverse.

 

 

 

 

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