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Prosa sartoriale di fattura magistrale

Da giovedì a domenica la stagione teatrale del Centro Santa Chiara porta al Sociale "Le sorelle materassi", riduzione del testo di Palazzeschi ad opera di Ugo Chiti per la regia di Geppy Gleijeses. Sul palco Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati, tre splendide attrici, baniamine del pubblico, che danno il meglio in una scena ad alto tasso di bravura e affiatamento. Spirito vivo e delicatezza danno il segno alla proposta in prosa

Pubblicato il - 27 febbraio 2018 - 10:04

TRENTO. Da giovedì 1 marzo a domenica 4 marzo il Teatro Sociale di Trento ospiterà il settimo appuntamento con la Stagione “Grande Prosa” 2017/2018 del Centro Servizi Culturali S. Chiara. Sarà in scena «SORELLE MATERASSI», libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi. Ne saranno interpreti, per la regia di Geppy Gleijeses, Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati.

 Cinico e divertente, arriva al “Sociale” nell’adattamento teatrale di Ugo Chiti, uno dei più importanti drammaturghi italiani, il romanzo capolavoro di Aldo Palazzeschi, Si tratta di una produzione di GITIESSE Artisti Riuniti che vede impegnato nella regia Geppy Gleijeses, reduce dai recenti successi ottenuti nell’allestimento di Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta e L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde. Sulla scena tre splendide attrici, beniamine del pubblico, come Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati.

 Ambientato nei primi anni del ventesimo secolo nel sobborgo fiorentino di Coverciano, narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata. Tre di esse (Teresa, Carolina e Giselda), sono sorelle: le prime due sono nubili, la terza è stata riaccolta in casa dopo essere stata respinta dal marito. Teresa (Lucia Poli) e Carolina (Milena Vukotic) sono abilissime sarte e ricamatrici e vivono cucendo corredi da sposa e biancheria di lusso per la benestante borghesia fiorentina. Giselda (Marilù Prati), delusa dalla vita, tende all'isolamento e si lascia tormentare da un rabbioso risentimento.

 

 Una dose di popolaresco ottimismo e di serena saggezza è introdotta nella vita familiare dalla fedele domestica Niobe (Sandra Garuglieri) che tranquillamente invecchia insieme alle padrone. Tutto sembra scorrere su tranquilli binari quando nella casa giunge Remo (Gabriele Anagni), il giovane figlio di una quarta sorella morta ad Ancona. Bello, pieno di vita, spiritoso, il giovane attira subito le attenzioni e le cure delle donne i cui sentimenti parevano addormentati in un susseguirsi di scadenze sempre uguali.

  Figurano nel cast degli interpreti anche Luca Mandarini nel ruolo di Palle, l’inseparabile amico di Remo, e Roberta Lucca nella parte di Peggy, ricca ereditiera americana. Le scene sono di Roberto Crea e il disegno delle luci è stato progettato da Luigi Ascione. Le musiche originali sono state composte da Mario Incudine, recentemente applaudito al Teatro Sociale in qualità di  attore, ma soprattutto come autore ed esecutore brani contenuti nello spettacolo "Il casellante". Ha collaborato per la realizzazione degli abiti di scena l’Accademia del Costume e della Moda diretta da Andrea Viotti.

    «Affrontare Palazzeschi e “Sorelle Materassi”– scrive Geppy Gleijeses nelle note di regia – esigeva anzitutto un’esatta collocazione di uno straordinario romanzo in un genere teatrale: cosa può diventare o meglio cosa può rappresentare “in nuce” “Sorelle Materassi”? Una commedia, una tragedia, un grottesco, un vaudeville, una farsa? Palazzeschi fornisce una quantità di segnali fuorvianti, attraverso la sua personalità e il romanzo in oggetto.

 

 Poeta, prosatore, drammaturgo, romanziere, giornalista, ancora poeta. Cos’è Palazzeschi, cos’è quindi “Sorelle Materassi”? Palazzeschi è un autore che vive e scrive in una inconfondibile e quasi cinica giocondità, con un suo nichilismo generoso, ma c’è qualcosa in lui di meravigliosamente oscuro, enigmatico e inafferrabile. Non abbiamo cercato in lui lo spessore della tragedia, né fino in fondo atmosfere cechoviane (anche se punti di contatto ve ne sarebbero), ma solo un gioco estenuato che si scioglie in una “impossibilità del dramma”. L’autore non lo cerca e il romanzo non ne ha la “struttura”, non ne sopporterebbe il peso. Ugo Chiti da questo dedalo di segnali spesso non univoci, ma splendidamente fuorvianti, è uscito scrivendo, a mio avviso, una delle più belle “novità italiane” degli ultimi anni, con spirito e delicatezza. Lucia Poli, attrice immensa e mia prediletta compagna d’arte, gioca con toni duri e abbandoni a cui né lei né noi possiamo resistere, Milena Vukotic distilla deliqui, smancerie e piccole ribellioni con il raro dono della grazia, Marilù Prati porta da par suo una ventata rivoluzionaria da povera pasionaria violata covercianese. Tutti gli attori e le maestranze di questa “commedia” (sì, definiamola così) mi hanno più o meno consciamente indicato la strada che spero avrebbe gradito quel burlone di Palazzeschi: la piccola tragicommedia minimale».
       
 Venerdì 2 marzo «FOYER DELLA PROSA» con Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati:   La rappresentazione di «SORELLE MATERASSI» sarà accompagnata, nel pomeriggio di venerdì 2 marzo presso lo spazio ridotto del Teatro Sociale, da «FOYER DELLA PROSA», incontro di approfondimento critico curato da Claudia Demattè e Giorgio Ieranò che il Centro Servizi Culturali S. Chiara propone in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento.
        La partecipazione è libera e aperta a tutti e l'appuntamento, al quale interverranno Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati, è fissato alle 17,30. La discussione sarà introdotta dal professor Massimo Rizzante dell’Università di Trento.

PER CHI VUOL SAPERNE DI PIU' ECCO UN'INTERVISTA ALLE PROTAGONISTE

 

 

 

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