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Una violenta e scioccante partita a due

La Bella Stagione del teatro Portland mette in scena venerdì due febbraio "Amore ricucito" , spettacolo crudo, violento e scabroso che la compagnia ha vietato ai minori di 18 anni.Mirko D'Urso e Ylenia Santi tentano disperatamente di trasformare il loro rapporto morboso in una famiglia. Violenza domestica e vessazione psicologica sono trattate senza alcun filtro

Pubblicato il - 31 gennaio 2018 - 08:04

TRENTO. Venerdì 2 febbraio alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro Portland di Piedicastello lo spettacolo Amore Ricucito della compagnia Officina Teatro. Uno spettacolo crudo, scabroso e violento tratto dal testo "Stitching" del controverso drammaturgo e regista scozzese Anthony Nielson.

 Si tratta di un esponente di “in-yer-face-theatre”, corrente teatrale nata in Gran Bretagna nel corso degli anni '90 che si caratterizza per la trattazione di temi scioccanti e scandalosi, spesso connessi alla sessualità e alla violenza.

 

 Comune negli autori che si riconducono a questo genere teatrale, il desiderio di provocare nel pubblico un forte senso di disagio e timore, soprattutto perché le tematiche affrontate hanno la facoltà di urtare la sensibilità dei singoli. Proprio in considerazione della violenza verbale e dei contenuti espliciti, la compagnia ha scelto di vietare la visione dello spettacolo al pubblico di età inferiore ai 18 anni.

 

 Sul palco Mirko D'Urso ed Ylenia Santo interpretano una coppia che tenta con ogni mezzo di trasformare la propria morbosa storia d'amore nel legame stabile di una famiglia. Amore ricucito tratta in modo diretto e senza filtri il tema della violenza domestica, delle vessazioni psicologiche e del dolore che impedisce di ricucire, dunque guarire, un amore malato.

 

 Dalle note di regia si legge: "Amore ricucito racconta le ossessioni di una coppia che tenta con ogni mezzo di trasformare la propria storia d'amore nel legame stabile di una famiglia. Un testo scioccante questo di Anthony Neilson in cui una donna ed un uomo intrecciano idiosincrasie e speranze in un partita a due giocata sulla violenza verbale, su ricatti psicologici e su improbabili giochi erotici. Un percorso che va a scavare nelle parti più segrete dei nostri cuori, laddove non entriamo mai per paura di ciò che potremmo trovarci. Infatti uno dei temi principali è proprio questa maledetta paura di vivere e di accettare il nostro destino senza domandarsi se ce ne poteva essere uno migliore.

 

 La vicenda si sviluppa grazie alla concatenazione di momenti temporali che si intrecciano, lasciando allo spettatore il compito di ricomporre l'intera trama. Un meccanismo che può far soccombere lo spettatore di fronte alla potente morbosità viscerale di questo lavoro, ma che può anche permettergli di confrontarsi con il proprio egoismo e con la quantità e la qualità di amore ch'è disposto a dare e a ricevere dagli altri.

 

 Questo conflitto continuo legato all'affettività nei riguardi di chi amiamo: figli, compagni di vita, genitori, qui si incontra e si scontra con le radici stesse della nostra umanità. Tra le parole e le azioni disperate dei due protagonisti, si percepisce un urlo interiore senza suono, che denuncia la nostra attuale e devastante solitudine. Un testo crudo, violento, ma di una profondità immensa".

 

 La Bella Stagione del Teatro Portland si arricchisce ulteriormente quest’anno con lo Spettatore Accorto, un percorso formativo gratuito parallelo alla  Bella Stagione. Un approfondimento tematico e formativo che inizia alle ore  19.30 ogni venerdì di programmazione della rassegna che si propone di presentare in modo leggero alcune visioni utili ad acquisire qualche piccolo strumento in più per diventare più ricettivi alla poesia della scena. Questa settimana il direttore artistico di Portland, Andrea Brunello, affiancherà Enrico Piergiacomi nella conduzione dell’incontro.

 

 

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