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Dal vuoto dei ricordi alla rinascita

Per gli appuntamenti di Futuro Anteriore promossi dalla Coop Kaleidoscopio e da Trento Spettacoli domani, venerdì 15, alla Fondazione Caritro il confronto tra Pierdante Piccioni, il medico che ha smarrì il passato dopo un incidente, e il neuroscienziato Fabio Benfenati. Il buco nero che inghiotte esperienze ed emozioni

Pubblicato il - 14 febbraio 2019 - 10:23

TRENTO. Perdere la memoria, ritrovarla, comprenderne i meccanismi. Dopo il grande successo della serata di apertura con il comico Paolo Hendel, torna domani, venerdì 15 febbraio FUTURO ANTERIORE, la rassegna che riflette con ironia sul tema dell'invecchiamento ideata e organizzata da cooperativa Kaleidoscopio in collaborazione con TrentoSpettacoli.

 

 Protagonisti del secondo appuntamento sono Pierdante Piccioni, medico che ha perso la memoria a seguito di un incidente stradale e il neuroscienziato Fabio Benfenati. Continua anche la serie teatrale firmata da Maura Pettorruso (TrentoSpettacoli) che introduce le serate.

 

 Cosa significa perdere la memoria? Quali sensazioni accompagnano un vuoto di ricordi? Come si comporta il nostro cervello in relazione al passare del tempo? Come si può ricostruire un passato che non si ricorda più? Queste domande hanno accompagnato gli ultimi anni della vita di Pierdante Piccioni, medico che ha perso la memoria a seguito di un incidente stradale e autore del libro Meno dodici.  Con lui  il neuroscienziato Fabio Benfenati, docente ordinario di Neurofisiologia all’Università di Genova e direttore del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia. A tenere le fila del dibattito il giornalista Paolo Morando del quotidiano Trentino.

 

LA MEMORIA DEL FUTURO. Un incidente d'auto, il coma di qualche ora, il risveglio e la domanda di routine: “Qual è il suo ultimo ricordo?” Inizia da qui la storia di Pierdante Piccioni, medico primario di pronto soccorso all'ospedale di Lodi. Ma questa volta è lui il paziente. Mentre viaggia sulla tangenziale di Pavia verso l'ospedale dove lavora, Piccioni perde il controllo dell'auto che sta guidando e finisce fuori strada. È il 31 maggio 2013, Piccioni si sveglia qualche ora dopo in un letto d'ospedale e a quella domanda di routine risponde che l'ultimo suo ricordo è all'ingresso della scuola dei suoi figli, nel giorno dell'ottavo compleanno del suo primogenito, il 25 ottobre 2001, dodici anni prima rispetto al giorno dell'incidente.

 

 Una lesione della corteccia cerebrale causata dal forte impatto dell'incidente si è portata via gli ultimi anni della vita di Pierdante Piccioni: un buco nero si è inghiottito anni di studio e di ricerca, anni di esperienze ed emozioni, riportandolo indietro nel tempo.

 

 Al suo risveglio, Piccioni si ritrova in un mondo mutato dalla rivoluzione digitale, mentre nei suoi ricordi non esiste Facebook; deve familiarizzare con la moneta europea, ma lui ricorda di dover pagare in lire; deve imparare a gestire uno smartphone con mille funzioni anche se ricorda al massimo come si usa un telefono cordless. Un mondo da riscoprire ma anche una vita da ricostruire. Tra l'infanzia perduta dei suoi figli, che ricorda bambini ma che hanno ormai la barba e sono alle prese con gli esami all'università, tra persone che pretendono di conoscerlo ma che lui non ricorda di aver nemmeno mai visto, tra la fatica nel riconoscere sua moglie a causa dei segni del tempo.

 Pierdante Piccioni – insieme al giornalista Pierangelo Sapegno – scrive un intenso diario in prima persona che racconta l'esperienza della perdita della memoria, l'angoscia del guardare la propria vita da fuori e la determinazione nel voler ricostruire un'identità che ormai esiste solo per gli altri. Un libro che tratteggia i confini di un uomo costretto a vivere due esistenze per lui impossibili da fondere e impegnato nella riconquista delle briciole di un tempo che non gli verrà mai restituito.

 

 Continuerà dunque anche per questo venerdì la piccola e inedita serie teatrale ideata da TrentoSpettacoli, con Federica Chiusole e Stefano Pietro Detassis per la regia di Maura Pettorruso: Linda e Livio si ritroveranno questa settimana a fare i conti con piccole amnesie dovute all'età.

 

 

 

 

 

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