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Fantascienza? No, presente autodistruttivo

Domani, venerdì 22, approda al teatro Portland di Piedicastello lo spettacolo "Chaos Humanoid B12" che tratta di integrazione, guerra e pace lanciando un appello intenso e coinvolgente sull'uomo che sta rapidamente precipitando. E' l'ultima proposta di una Bella Stagione che aveva l'obiettivo di far riflettere sull'attualità attraverso la prosa civile

Pubblicato il - 21 marzo 2019 - 09:48

TRENTO. Domani, venerdì 22 marzo alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro Portland l'ultimo spettacolo programmato nell'ambito della rassegna di teatro civile  e della contemporaneità "La Bella Stagione". Nel  corso della programmazione della stagione 2018/2019 si sono alternate sul palcoscenico di Piedicastello compagnie professionali provenienti da varie regioni d'Italia; le tematiche affrontate dalle pièce,selezionate dal direttore artistico Andrea Brunello, hanno permesso al pubblico di confrontarsi con argomenti e fenomeni attuali.

 

 Il pubblico ha partecipato numeroso alle serate di spettacolo confermando che proposte considerate talvolta"impegnate",spettacoli"scomodi" o spiazzanti, possono costituire un'attrativa per quanti desiderano sviluppare e mantenere vivo il proprio pensiero critico, guardando a quello specchio della realtà che è il teatro,senza paura e preconcetti.

 

La  Bella Stagione si chiuderà con la compagnia Mulino ad Arte ed il loro "Chaos – Humanoid B12". Uno spettacolo che, ancora una volta, ci consentirà di guardare a temi quanto mai contingenti: le migrazioni, l'integrazione, la guerra, la pace e la ciclicità degli avvenimenti storici. Con "Chaos - Humanoid B12" la fantascienza approda a teatro cercando di farci riflettere sul presente.

 

 Daniele Ronco è autore,regista ed interprete dello spettacolo che lo vede protagonista assieme a Jacopo Trebbi e Costanza Frola. Dalle note di regia si legge: " Siamo nel 2026, in un mondo in cui il progresso tecnologico è talmente avanzato che l’uomo si è dimenticato di sé stesso. Agli inizi del XXI secolo si auspicava un mondo in cui le differenze non sarebbero più state causa di divisioni.

 La perdita di valori, un feroce relativismo unito allo smarrimento di rapporti umani veri, hanno alimentato falsi ideali e modelli pericolosi. L’integrazione rimane un problema irrisolto,con la nascita di forme di intolleranza nostalgiche di un passato che ritorna. In questo contesto si intreccia la storia di due personaggi opposti, un biancaliano e una verdiana, costretti a convivere in un campo di sterminio costruito dagli Humanoid B12, i robot di ultima generazione, che dichiarano guerra all’umanità intera. Uno spettacolo per riflettere sulla guerra, sulla migrazione e sull’integrazione. Uno spettacolo che sogna la Pace."

 

 Ancora:"Il progetto Chaos (Humanoid B12) è l’ultima produzione della compagnia teatrale Mulino Ad Arte, presentato in forma di“primo studio” per un ristretto pubblico (circa 30 spettatori),il 20 dicembre 2016, presso il teatro Sandro Pertini di Orbassano,nell’ambito del progetto “Cortocircuito Piemonte” promosso dalla Fondazione Piemonte dal Vivo. Nel corso del 2017 si prevedono altre sessioni di prova per completare il lavoro, che comunque è da considerarsi a buon punto sotto molti aspetti produttivi (costumi,musiche, drammaturgia, scenografia).

 

 Il tema principale snocciolato in quest’opera è il potere. L’uomo, accecato dalla sua rincorsa incessante verso l’onnipotenza, si dimentica del proprio vero sé.Un potere che anestetizza i cervelli, che non permette di vivere epensare secondo raziocinio. La Pace è circondata da tante belle parole, che però sono vissute dal genere umano in maniera incoerente e contraddittoria.

 

 L’uomo è figlio, ma mai allievo della storia.Non impara dai propri errori e ripercorre ciclicamente le stesse tappe, che lo portano a conquistare, distruggere e autodistruggersi.Ad ogni “ciclo” il potere autodistruttivo è in crescita, in quanto l’uomo progredisce, conosce sempre nuove tecniche di distruzione di massa. Siamo arrivati perfino a creare degli essereinanimati a nostra immagine e somiglianza. A dove ci porterà tutto questo? Quale sarà il nostro ultimo “ciclo”, prima di autodistruggerci definitivamente?"

 

 

 

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