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"Fantasio" lancia la sfida dell'assurdo

Torna il Festiva di regia teatrale al Teatro di Villazzano con la sua formula curiosa e vincente. Otto registi selezionati tra 150 aspiranti metteranno in scena per 15 minuti ciascuno "La cantatrice calva" di Ionesco contando sui attori assegnati per sorteggio. C'è da aspettarsi tanta attualità da quei personaggi che parlano tanto per non dire nulla. Ma la proposta è sempre più "larga" in un concorso che ha un "prima" e un "dopo" fatto di prosa coraggiosa e musica immortale

Di Carmine Ragozzino - 19 novembre 2019 - 16:05

TRENTO. “Personaggi che si esprimono in dialoghi convenzionali, vuoti, che parlano per non dire nulla, che dicono una cosa e fanno il contrario. Questi personaggi che strappano al pubblico molte risate sono in realtà la rappresentazione drammatica dell’incomunicabilità, della solitudine assoluta, dell’impossibilità di conoscere l’altro”.

 Le mille e mille recensioni de” La cantatrice calva” possono variare per stile o per profondità. Ma da Ionesco non si scappa. I suoi protagonisti sono così: poco edificanti. Erano così quando l’autore franco-romeno scrisse la sua prima, celeberrima, opera inaugurando il teatro dell’assurdo.

 

 Quei personaggi potrebbero essere anche peggio del “così” originale quando tra poche settimane otto registi si cimenteranno tutti con lo stesso testo di Ionesco in una gara che si spera più di sentimenti che di tecniche e linguaggi. Quando, cioè, trasporteranno “la cantatrice” in presente avvelenato dalla deformazione progressiva ed esponenziale del vuoto e delle convenzioni, ma anche dall’esplosione di un “io” che condanna il “voi” ad una nuova resistenza.

 

 Eccolo il “Fantasio”. Rieccola la curiosa, coraggiosa e ormai ventennale proposta artistica che da tre anni è tornata a casa, a Villazzano, per riempire di scoperta un teatro che ambisce a farsi sempre più popolare anche se sperimenta. Il “Fantasio” è un concorso per “prosa in corso”. Non offre prosa fatta e finita perché in un quarto d’ora di messa in scena i registi e gli attori che vengono loro assegnati per sorteggio possono solo rappresentare accenni delle singole e collettive capacità. Possono, devono, far venire l’acquolina in bocca al pubblico, stimolandolo ad immaginare cosa potrà essere e quanto potrà incidere lo sviluppo delle loro intuizioni quando serviranno uno spettacolo “completo”.

 

 Ma è proprio questa la forza del “Fantasio”: una sfida che mette limiti da regolamento – testo uguale per tutti, durata uguale per tutti -  ai partecipanti ma che non pone alcun veto alla fantasia. E nemmeno agli azzardi che fanno spesso la differenza tra un regista bravo e uno che lascia il segno. Con Ionesco, con lo strambo autore scelto quest’anno dal team Corradini, “l’assurdo” potrebbe avere davvero campo libero per trasformare concorso e teatro in un intrigante laboratorio dell’imprevedibile.

 Ionesco al “Fantasio” è, a sua volta, un ritorno. Ma “La cantatrice” torna 16 anno dopo e a sentire Mirko Corradini la scelta era quasi un obbligo proprio perché oggi è “assurdo” il quotidiano che tocca vivere tra intolleranze, egoismi e chiusure che se non sono ancora al diapason davvero poco ci manca. Dentro l’assurdo di una società che rischia ogni momento di più una devastante anti socialità sguazza una politica di piccoli uomini: attori consapevoli di una Babele regressiva.

 

 A tutto questo, e forse a molto altro, gli otto finalisti del Fantasio non potranno sfuggire nel mettere in scena in una sequenza di due giorni le loro versioni di Ionesco, dopo averle costruite in quindici giorni di residenza a Villazzano. A disposizione avranno ventuno attori da dividersi senza averli potuti scegliere, (17 vengono dall’Italia e anche dall’estero, quattro dal trentino). Non è mica una bazzeccola.

 

 È una sfida nella sfida perché se è vero che cavare il meglio in poco tempo da chi è chiamato a recitare è perfino più importante di quello che si recita. E poi c’è un’altra scelta che quest’anno dà un marchio di fabbrica particolare al “Fantasio”: tutti i registi sono over 35. Perché? “Perché – dice Mirko Corradini – va benone il largo ai giovani ma anche una certa esperienza e una certa maturità non ci sembrano attitudini da discarica”.

 

 E allora bentornato “Fantasio”. E benvenuta un’idea che il team di Villazzano coccolava da tempo e che anno dopo anno sembra sempre più concreta. L’idea cioè di far durare il festival di regia molto più delle due serate finali del 4 e 5 dicembre. L’idea di dilatare il progetto ad un prima e ad un dopo, ma anche ai rimandi al Fantasio dell’anno prima o di molti anni prima. Come si fa? Si fa che prima delle finali, dal 24 al 1 dicembre, il Teatro di Villazzano darà spazio ai lavori di tre donne (sempre in minoranza nelle varie edizioni del festival): 2 registe ed una coppia produttrice/autrice. Tre donne, che già hanno partecipato alle finali del festival e che debutteranno in anteprima nazionale durante la prima settimana del festival.

 

  Andranno così in scena spettacoli inediti per sensibilità, (che al femminile surclassa quella maschile) e tematiche. E in mezzo ci sarà la musica – e che musica – capace di fare macchina indietro guardando strumentalmente avanti rispetto al Fantasio dello scorso anno, quando cioè si omaggiò non un autore teatrale ma un eroe della poesia scritta sul pentagramma qual è Fabrizio De Andrè e la sua “Bocca di Rosa”. L’allestimento dello spettacolo del regista che vinse il Fantasio è in corso. Nell’attesa si potrà godere la maestria di quella Maffei Band, (bolzanini) che i gruppi tributo di De Andrè va da sempre oltre il “coverismo”. E mica è finita. Il festival andrà avanti anche dopo il festival ospitando una rassegna di chi al Fantasio s’è fatto un nome e poi lo ha consolidato sui palchi di tutta Italia. “Proviamo a crescere” – dice Mirko Corradini. Lui - (il direttore artistico di un teatro plurale, (per gestione) e al plurale, (per offerta) – prova a non esagerare.

 

 Ma i fatti sono fatti e la crescita è già una realtà nello sforzo organizzativo, nella varietà e nella qualità della proposta. Non resta che aspettare il 24 novembre, quando prima del primo spettacolo del “progetto Fantasio” saranno presentati gli otto registi che sono stati scelti tra 150 partecipanti all’apposito bando. Ionesco ha varato il teatro dell’assurdo? Mirko Corradini ci gioca su, seriamente. “Noi nell’assurdo nuotiamo abbastanza bene. Il segreto? Le bombole: il pubblico ce le riempie di ossigeno”.

 

 

Il programma

 

 

 

domenica  24 novembre 2019 ore 20.30 – Teatro di Villazzano

Presentazione registi finalisti della 20° edizione

 

dom 24 novembre 2019 ore 20.45 – Teatro di Villazzano

indispArte

Produzione Aporia Teatro

di Carolina De La Calle Casanova

regia Stefano Cordella (vincitore ed. 2015)

con Gelsomina Bassetti e Alessio Dalla Costa

Una pittrice divorziata, non madre continua a dipingere nonostante le difficoltà economiche.

La sua crisi deraglia verso un forte mal di pancia, ma il cesso è rotto e serve un idraulico!

mar 26 novembre 2019 ore 20.45 – Teatro di Villazzano

Senza orario senza bandiera

Gruppo Andrea Maffei & Spritz band

A 20 anni dalla scomparsa di Fabrizio De André in scena Andrea Maffei, noto cantautore. Un’occasione unica per fare da ponte tra le ultime due edizioni di Fantasio.

gio 28 novembre 2019 ore 20.45 – Teatro di Villazzano

Sarajevo mon amour - primo studio

Produzione FarmaciaZooè

regia Carola Minincleri Colussi (finalista ed. 2018)

Primo studio dello spettacolo nato da una ricerca sui 1.425 giorni d’assedio vissuti dalla città di Sarajevo tra il 1992 e il 1996 durante la Guerra dei Balcani.

sab 30 novembre 2019 ore 20.45 – Teatro di Villazzano

Apriti il cielo

produzione Compagnia del Calzino

regia Silvia Marchetti (finalista ed. 2018)

Con Gelsomina Bassetti, Giulio Federico Janni e Michele Pirani

L’appuntato Lo Piro indaga sull’ennesima denuncia di Curzia, da mesi vittima col figlio di sgradevoli scherzi. I tre esasperati protagonisti vivono le nostre fragilità e paure.

 

dom 1 dicembre 2019 ore 17.00 – Teatro di Meano

Cola degli abissi

produzione Phoebe Zeitgeist

regia Giuseppe Isgrò (finalista ed. 2014)

Tratto dalla leggenda di Colapesce, diffusa nell’Italia meridionale nel XII secolo. Narra la difficile scelta di un giovane dalla natura straordinaria di abitare gli abissi marini.

 

lun 2 dicembre 2019 ore 20.30 - Spazio FoyEr

Lezione aperta

Lezione aperta al pubblico con il prof. Michele Flaim in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento. Saranno presenti gli 8 registi che affronteranno insieme al professore la loro versione del testo di Ionesco.

 

mer 4 e gio 5 dicembre 2019 ore 20.30 – Teatro di Villazzano

Serate finali

Il percorso del 20° festival di Regia teatrale Fantasio si concluderà con due imperdibili e imprevedibili serate finali.

 

Dal 22 al 7 dicembre, in concomitanza con Fantasio, si svolgerà anche la seconda edizione di FIIC - festival internazionale di incisione contemporanea di Trento è un festival organizzato con l’intento di diffondere e valorizzare il mondo dell’incisione contemporanea nelle sue diverse forme, tradizionali e sperimentali. Il 4 e il 5 dicembre durante le finali di Fantasio verrà assegnato il premio del pubblico, il 7 presso lo Spazio FoyEr il finissage con la proclamazione del vincitore.

 

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