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Giornate Fai d'Autunno: un'occasione unica per scoprire luoghi inacessibili e straordinari della nostra provincia

Dal castello di Avio all'albergo Rizzi di Pozza di Fassa, dalla pieve di Madruzzo alla chiesa di San Lorenzo di San Jen di Fassa. Al via le giornate che il Fai, da otto anni, dedica alla bellezza storico-artistica del nostro Paese. Un modo speciale per sostenerla, salvaguardarla e promuoverla. Visite guidate e molti siti accessibili anche ai disabili

Di Arianna Viesi - 12 ottobre 2019 - 19:39

TRENTO. Per l'ottavo anno consecutivo il Fai (Fondo ambiente italiano) organizza le "Giornate Fai d'Autunno", un'occasione unica per scoprire, con meraviglia, luoghi inaccessibili o poco valorizzati del nostro Paese. Eremi, monasteri, castelli, giardini e tanto altro. 

 

Anche la nostra provincia, con il Fai Trento e il Fai Giovani Trento, aderisce all'iniziativa. Il 12 e il 13 ottobre molti gioielli del nostro territorio saranno aperti al pubblico. Si potrà, così, fare del bene ai nostri occhi e, soprattutto, al nostro patrimonio storico-artistico.

 

Ecco l'elenco completo dei siti coinvolti nella nostra provincia (molti dei quali accessibili anche ai disabili):

 

Castello di Avio - Sabbionara d'Avio (sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00)

Il grande complesso castellano, tra i più suggestivi del Trentino, si adagia sul paesaggio collinare, assecondando il susseguirsi delle balze con la poderosa cinta muraria, le cinque torri, il palazzo baronale e l'imponente mastio. Isolata nel verde è la casa delle guardie, che custodisce uno straordinario ciclo di affreschi trecenteschi con scene di guerra. Non è da meno la stanza d'Amore nel mastio: con i suoi raffinati affreschi databili tra il 1330 e il 1333 rappresenta un esempio precoce di pittura profana del XIV secolo. Ospiti illustri si sono avvicendati tra le mura di questo maniero: dal re longobardo Autari, con la consorte Teodolinda, agli imperatori Carlo V e Massimiliano d'Asburgo. Visite guidate, degustazioni di vini del territorio e musica medievale.

 

Monumento ai caduti di Calavino - Madruzzo (sabato dalle 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00) 

Il monumento fu realizzato nel 1923 dallo scultore di Lasino Francesco Trentini per commemorare "le vittime innocenti della guerra" del 1914-1918. Si tratta di una stele di pietra caratterizzata, nella parte sommitale, da un gruppo scultoreo di individui a figura intera, simbolo degli Innocenti: si riconoscono un bambino, alcuni uomini ed una donna. La parte inferiore del monumento presenta, invece, un'iscrizione commemorativa e l'elenco dei caduti locali. 

 

Piazzetta delle Regole - Madruzzo (sabato dalle 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00)

La Piazzetta fu, fino alla costruzione dell'odierna Piazza centrale nel 1908, il luogo nevralgico dell'abitato di Calavino. Qui si svolgevano le assemblee pubbliche e proprio in questo luogo furono approvate le Carte di Regola, da cui prende il nome la piazza: si trattava di veri e propri corpi normativi che sin dal Medioevo regolavano la vita sociale, economica e civile del Comune. Oggi nella piazzetta sono state posizionate due macine ritrovate nell'alveo della Roggia, testimoni delle antiche attività artigianali che, attraverso lo sfruttamento della forza delle acque fluviali, arricchirono Calavino nei secoli scorsi. Dalla piazza è inoltre possibile vedere le varie diramazioni della Roggia e le chiuse realizzate dagli abitanti per incanalare l'acqua e usarla per le attività artigianali.

 

Rione Mas - Madruzzo (sabato dalle 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00)

Il Rione Mas è il più antico di Calavino e conserva ancora l'originario impianto medievale. Costruito su roccia calcarea, è attraversato interamente dal canale della Roggia, sulle cui sponde fiorirono numerose attività artigianali legate allo sfruttamento della forza dell'acqua come fucine, segherie e mulini. Gli edifici di pietra sono addossati gli uni agli altri e le viuzze offrono il paesaggio tipico dei borghi rurali trentini, dove le strade si trasformano spesso in androni mentre il suolo pubblico si intreccia inscindibilmente con gli ingressi delle abitazioni private.

 

Albergo Rizzi - Pozza di Fassa (aperto domenica dalle 14.00 alle 15.30)

Nei secoli scorsi denominato "Gasthof Sonne" e gestito dalla famiglia Rizzi, l'albergo è situato sulla strada delle Dolomiti. L'edificio reca la data 1687 e la sua facciata è ornata da un gran San Cristoforo affrescato e da un pregevole calvario ligneo. Sono ancora conservati presso l'albergo gli antichi registri forestieri di fine '800 inizio '900 con importanti firme illustri di personaggi del mondo scientifico, alpinistico, commerciale e anche del primo mondo turistico. L'albergo Rizzi è, con ogni probabilità, la prima struttura alberghiera della valle di Fassa. 

 

Pieve di Santa Maria Assunta - Madruzzo (sabato dalle 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00)

La chiesa di Calavino fu riedificata nel XVI secolo per volere di Giovanni Gaudenzio Madruzzo, padre del futuro principe vescovo di Trento, Cristoforo, che, nel terzo decennio del XVI secolo, diede avvio al cantiere, protrattosi per tutta la prima metà del secolo. La chiesa, progettata ad aula unica, si presenta oggi come a croce latina: nel corso dei secoli furono aperte due cappelle laterali, che costituiscono i bracci brevi della croce latina. 

 

Molin de Pezòl - Sen Jan di Fassa (sabato e domenica dalle 14.00 alle 15.30)

Pochi, pochissimi sono nel Trentino i mulini ad acqua ancora superstiti, nonostante la loro imprescindibile importanza fino a un passato non lontano. La visita è pertanto invariabilmente di grandissimo fascino e di grande suggestione. In questo mulino fassano sono esposti con ordine e adeguatamente illustrati su pannelli didascalici, tutti gli strumenti per la prima lavorazione della farina e per la manutenzione dell’impianto. I locali interni presentano le strutture del mulino a palmenti, del pestino per la brillatura dell’orzo, nonché le macine utilizzate per la molitura del frumento, della segale e del mais. Il mulino sarà occasionalmente messo in funzione a scopo dimostrativo.

 

Cappella della SS. Trinità - Madruzzo (sabato dalle 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00)

La Cappella della SS. Trinità sorse come edificio privato di culto nella prima metà del XVIII secolo, annessa alle proprietà della nobile famiglia Schreck di Trento, che ne commissionò l'edificazione. All'interno è presente una pala d'altare raffigurante la Trinità in gloria con Madonna, Angeli e Santi, opera di un anonimo locale: indicativo di ciò è la presenza del Beato Simonino da Trento, posto in posizione centrale; la pala è circondata da un lacerto di quadratura ad affresco. 

 

Chiesa di San Lorenzo - Sen Jan di Fassa (dalle 15.30 alle 16.30)

L’edificio fu eretto intorno al 1610 in forme tardogotiche, fu ristrutturato internamente in modo storicistico a partire dal 1896. Mentre la costruzione al suo esterno è piuttosto scarna, al suo interno troviamo numerosi affreschi di Franzeleto Bernard a cui si deve anche la pala dell’altare maggiore che raffigura San Lorenzo, protettore di Pera di Fassa. La chiesa di San Lorenzo merita una visita per gli interni decorati da Franzeleto Bernard. Superlativi gli altari lignei tra i quali spicca, per l'iconografia curiosa e particolare, l'altare a portelle opera di Giorgio da Pozza detto "Jorio dai Santi". 

 

Tutte le informazioni e i dettagli sono presenti sul sito del Fai (QUI SITO). Il Fai dedica il mese di ottobre alla bellezza (storica, artistica, naturalistica) del nostro Paese. Un vero e proprio patrimonio che tutto il mondo ammira e ci invidia. Una sfida ad impegnarsi per salvaguardarlo e promuoverlo. Durante questo mese si può quindi sostenere la campagna #ricordiamocidisalvarelitalia. Con un piccolo gesto, si può davvero fare la differenza. Prendiamoci cura della bellezza che ci circonda. E facciamolo, tutti insieme (QUI CAMPAGNA).

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