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Oldies but Goldies, quando il dottore ti prescrive la musica come cura

Sabato 23 novembre il gruppo formato da tre medici, (più uno) e dalla loro parentela tornano sul palco dell'auditorium dove hanno sempre fatto il pieno nei rari concerti. Dopo aver percorso tutti i territori del pop e del rock internazionale si cimentano nella sfida con il meglio della canzone nazionale con "Italian graffiti". Come sempre per una buna causa

Di Carmine Ragozzino - 20 novembre 2019 - 17:42

TRENTO. Già avere un medico in famiglia – citazione dalla famosa serie tv di con nonno Libero Banfi – non guasta. Se il medico è un patito di musica “da fare” oltre che da ascoltare, beh è pure meglio. Se nella famiglia del medico i figli seguono le orme – quelle musicali, s’intende – siamo a cavallo. Se tra gli amici del medico – a loro volta strimpellatori per passione e diletto – c’è chi “fa gruppo” coinvolgendo pure la parentela, allora siamo al “fenomeno”.

 

 Ecco, gli Oldies but Goldies un po’ fenomeni lo sono davvero. Tre “dottori” che curano da sempre se stessi e gli altri con dosi massicce di note immortali scelte non senza discussioni nella storia che va dal surf dei Beach Boys al west coast ancora gettonata nonostante l’età, dal pop di bandiera inglese dei Beatles al rock a stelle di Springsteen a quello d’annata o dannato.

 

 Tre medici e un professionista della prevenzione geologica che salgono sul palco raramente – semel in anno o anche semel in due anni - ma che quando si decidono fanno il pieno. Anzi il pienone. E’ stato così per le ultime esibizioni degli Oldies but Goldies all’auditorium Santa Chiara. Successi identificabili oltre che dall’applausometro di gradimento sempre al massimo nonostante concerti dalla durata a rischio per la prostata anche dal fatto che i biglietti se ne sono andati spesso in prevendita, a tempo record.  Ma un bene, più di tutto, per la solidarietà che caratterizza l’evento Oldies but Goldies.

 

 La missione sonora e canora è infatti benefica: tolte le spese, gli incassi vanno a chi ha bisogno. Quest’anno alla Croce Rossa trentina per uno dei tanti progetti da articolare sul territorio. Gli Oldies saranno sul palco dell’auditorium sabato 23 -  grazie al Coordinamento Teatrale Trentino – e non saranno i “soliti” Oldies.

 

 Negli ultimi anni, infatti, hanno percorso in un felice sfinimento tutti i territori della musica internazionale. Un “coverismo” storico e perfino didattico se è vero che i concerti di medici e parentela sono sempre stati impostati come godibili lezioni con il piatto forte della musica ma con un contorno video capace di contestualizzare ogni pezzo alla propria epoca. Un lavoro certosino, serio anche quando sposava l’ironia, che allunga l’evento un po’ per far prendere fiato ai musicanti ma molto per andare “oltre” la musica in modo divertito e divertente.

 

 Perché sabato non saranno i “soliti” Oldies? Semplice, perché i medici che scrivono le proprie ricette sul pentagramma hanno voluto imporsi la sfida più complessa di quelle fin qui praticate. E cioè la sfida della musica italiana, quella che non ti permette troppe divagazioni per via del fatto che ogni spettatore ne conosce i dettagli più di un giudice di X Factor.

 

 Lo spettacolo lo hanno chiamato “Italian graffiti” – (almeno nel titolo dall’innamoramento per l’estero suonante non si scappa) – e sarà un omaggio multiplo ad autori e brani che hanno lasciato e lasceranno ancora il segno in una cultura popolare capace di esprimersi al meglio quando scrive roba da cantare. E dunque De Andrè, De Gregori, Battisti ma anche i New Trolls o i Pooh,  (i medici in questione sentono se hai il fiato maleodorante ma non hanno puzza al naso). E poi Zucchero, (quello che non fa aumentare la glicemia) poiché pare che il Fornaciari un po’ soul e un po’ blues sia un elemento pacificatore e unificatore nei gusti spesso guerreggianti dei quattro Goldies.

 Anche stavolta brani e video. Anche stavolta tanta energia in bilico tra l’autobiografico e la biografia sociale. Anche stavolta la voglia di fare le cose senza risparmio, assoldando cioè una sezione di ottoni capitanata da Michele Tamanini  per dare ancora più corpo al concerto sostenuto come è sempre accaduto anche dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari e dall’ordine dei medici odontoiatrici.

 

 Detto tutto? Ma no, mancano loro: gli Oldies but Goldies. E loro sono Maurizio Salandini, (chitarra e voce), Alessandro Galvagni, (basso), Roberto Dal Fovo (chitarra e voce), Saverio Mirabassi, (tastiere chitarra e voce). Con loro – i tre medici più uno che “cura” anche tutta la parte extrasonora – ci sono Claudio Galvagni (chitarra), Eugenia Dal Fovo, (voce), Carlo Mirabassi (batteria). Più famiglia di così. Una famiglia di larghe vedute – musicali – ma al tempo di vedute piuttosto decise.

 

 Il sottotitolo di “Italian graffiti” recita, infatti, “pop e rock italiano da salvare”. E almeno questa volta – rispetto all’ultimo concerto di due anni in un auditorium sold out – gli Oldies sembrano aver trovato l’accordo. Allora misero in scena una finta lite continua sui pezzi da suonare.

 

 Nell’amarcord italico di sabato firmeranno la pace in nome della musica. Ma musica buona. Per una buona causa.

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