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Quando buttare i problemi in commedia diventa un'opera meritoria

La terza stagione di prosa comica del teatro di Villazzano è iniziata con la scoppiettante "La strana cotta", spettacolo per due attori di indubbio talento: lei che si moltiplica e lui che gigioneggia alla grande nel ruolo del latin lover sfigato. La scelta di portare testi allegri ma capaci di far riflettere più di molti "mattoni" continua. E la prossima volta si riderà in un Sert, centro anti droga

Di Carmine Ragozzino - 04 novembre 2019 - 17:00

TRENO. Se al teatro togli la “e” non diventa tetro. È il miracolo della prosa. Anche quando la scena è cupa o complicata ci si porta sempre a casa qualcosa. Chissà, una domanda. Chissà, un imbarazzo. Ma in ogni caso ne vale la pena. Perché vale sempre la pena di farsi stupire, di incontrare storie, sentimenti e linguaggi. Se al teatro lasci la “e”, forse tutto è più facile. Più semplice, ma non semplicistico.

 

 E’ il caso del teatro comico. E’ il caso del teatro che comunica e produce allegria senza togliersi tuttavia lo sfizio di essere serio anche nella leggerezza. E’ il caso della stagione di prosa comica che a Villazzano ha avviato da poco la sua terza puntata dopo averne portate in porto due con ampia soddisfazione non solo numerica dei promotori.

 

 Commedia all’italiana: questa la scelta della “banda Corradini” che gestisce il teatro di collina con la virtù dei “senza puzza al naso”. E cioè con la convinzione teorizzata e praticata che un teatro può e deve dare albergo a tutte le forme di comunicazione: la ricerca e la sperimentazione, l’impegno civile ma anche le appassionate ingenuità filodrammatiche e le scommesse acerbe di chi vuol provare a mettersi in prosa senza farsi frenare dall’inesperienza.

 

 Nel “variegato” che caratterizza l’offerta di Villazzano – al suoì terzo anno di esperienza – la commedia all’italiana vanta un posto di riguardo. Non attira il solo pubblico di bocca buona. Perché? Perché la commedia all’italiana è sempre stata una lente che seppur spesso deforme ha sempre evidenziato gli italici vizi e le italiche virtù.

 

 Specchio dei tempi, basterebbe dire. Ma non si direbbe tutto e si farebbe torto ai tanti miti che l’hanno interpretata sui palchi e reinventata al cinema. La stagione di commedia all’italiana consolida il felice rapporto fra il Teatro di Villazzano e Bilancia Produzioni, una realtà che da decenni valorizza quel che di buono passa il genere in termini di testi e di attori.

 

 Il primo spettacolo della stagione 2019/20, salutato alla fine da applausi fragorosamente meritati, ha confermato come e quanto la stagione comica di Villazzano meriti note di merito “La strana cotta” – questo il titolo – è nata dalla penna solo apparentemente gigiona di uno spilungone diventato famoso nei duetti spesso surreali con il suo contrario. L’ha scritta Greg, il lungo di Lillo e Greg. Una bella scrittura: agile, scoppiettante, simpatica. Una storia di ribaltamenti che va dritta al sodo dell’abbattimento del luogo comune dell’uomo cacciatore e della donna preda.


 Ma una bella scrittura vale poco se non incappa in chi gli dà un’anima sul palcoscenico. Ecco, i due protagonisti – Danilo de Santis e Francesca Milani – di anima hanno abbondato.  Così come di talento. E comunicatività. Lei moltiplicandosi in tante donne differenziate dagli accenti regionali con indiscutibile simpatia e bravura. Lui barcamenandosi ad agio nel ruolo del più sfigato dei latin lover.

 

 Per fare del buon teatro non occorre essere una compagnia. Ma sul palco è indispensabile farsi compagnia nel rispetto reciproco tanto delle battute quanto nelle pause, tanto nelle parole quanto nei gesti.

 

 La commedia all’italiana funziona – se gli attori sono di livello – anche in due. La prossima volta – nel prossimo appuntamento della stagione comica di Villazzano che è programmato il 15 e il 16 ottobre – funzionerà anche in tre. Andrà infatti in scena “Strike”, un viaggio ilare, (ma non troppo), dentro l’amicizia che riesce a farsi strada anche nel cortile di un centro antidroga. Non c’è nulla da fare, per fortuna. Se la si butta in commedia non è che i problemi spariscano.

 

 Può semmai capitare chi li si comprenda perfino meglio. Il pubblico che nei passati due ha spesso riempito fino al sold out la stagione di prosa comica a Villazzano l’ha capito. E c’è da aspettarsi che anche quest’anno colga l’occasione di un divertimento di qualità che non è mai fine a se stesso.

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