Quelle voci che arricchiscono le diversità
Il Festival Bellandi al teatro di Pergine continua a proporre spettacoli di forte attualità e di impatto emozionale. Domani sera tocca a "Il coro di Babele" che porta sul palco la freschezza di giovani attori impegnati a raccontare le migrazioni della loro generazione. Un canto melanconico, nostalgico ma anche divertente e irriverente

PERGINE. Prosegue la rassegna di Festival Bellandi - Voce al teatro contemporaneo, che per domani venerdì 12 aprile 2019 al Teatro di Pergine propone lo spettacolo Il Coro di Babele, una produzione di Compagnia Barbe à Papa Teatro. ,Festival Bellandi è una rassegna di appuntamenti che raccontano il nostro contemporaneo. Si alternano drammaturgie originali e riscritture di artisti e compagnie del panorama underground nazionale.
Il Coro di Babele è la prima produzione della compagnia Barbe à Papa Teatro. Uno spettacolo scritto e diretto da Claudio Zappalà e interpretato da Chiara Buzzone, Federica D’Amore, Totò Galati, Roberta Giordano, Pierre Jacquemin. È un cast che mette insieme attrici e attori, tra i 25 e 31 anni, provenienti da percorsi formativi differenti e che sulla diversità fonda il proprio valore.
Non un solo popolo che parla una sola lingua, come si racconta nel mito biblico, ma una moltitudine di voci che si arricchisce della diversità dell’altro. Un coro, per l’appunto, che affronta il tema della migrazione di giovani che lasciano la loro terra d’origine per raggiungere le grandi città, mete ormai note nel nostro immaginario.
Una migrazione che sradica le radici ben piantate nella terra d’origine per trapiantarle in una nuova terra, straniera.
Attualmente sono quasi 5 milioni gli italiani che hanno deciso di trasferire la loro residenza all’estero, senza contare tutti i giovani che, sfuggendo alle statistiche ufficiali, cercano fortuna a Londra, Parigi, Berlino, e in moltissime altre città d’Europa e del Mondo. Alcuni restano, altri tornano, altri ancora continuano a errare nella ricerca di una nuova terra da poter chiamare casa.
Il Coro di Babele è il racconto di tante voci che tessono un’unica storia. Cinque racconti di altrettanti migranti che viaggiano nei voli low cost. È un canto melanconico e nostalgico, ma anche divertente e irriverente. È la storia di chi vive a Babele, la città simbolo di tutte le migrazioni. La storia di chi lascia una casa per cercarne un’altra.Migrante è chi si sposta da un paese a un altro per ragioni determinate da necessità di vita. Ognuno
di questi migranti s’interroga sulla natura di queste ragioni, e su quello che per loro significa vita,
qualità della vita; sui compromessi, sulle priorità, sulle scelte che ognuno è costretto a fare, o che preferisce rimandare. In questo migrare di corpi e di anime le storie si intrecciano e si confondono, come le lingue, gli amori, i drammi, le gioie, la malinconia, la voglia di conoscere, il desiderio di tornare.
Questo spettacolo è uno dei due progetti scelti per il Festival tramite l’apposito bando per una residenza. L’idea artistica – pluripremiata dalla commissione del Festival – ha già debuttato a Palermo il 15 marzo e all’interno del Festival Bellandi troverà lo spazio per la sua seconda replica.


















