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Un progetto per “Trasformare il dolore in speranza”: in mostra a Trento le opere della giovane di Tenno

In un palazzo Trentini gremito di persone si è aperta ieri la mostra “Alba Chiara luce negli occhi, gioia nel cuore”. Il padre Massimo Baroni: “Le tante ragazze che, come lei, non hanno potuto scegliere non devono cadere nell’oblio”

Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2019 - 15:21

TRENTO. “Trasformare il dolore in speranza” è questo quello che stanno facendo Loredana e Massimo, i genitori di Albachiara Baroni, vittima di femminicidio a Tenno, poco più due anni fa.

 

Grazie all’aiuto di 16, tra istituzioni e associazioni, è nato il Progetto Albachiara coordinato da Emanuela Skulina, con l’obiettivo di raccogliere fondi per aiutare le donne in difficoltà e sensibilizzare l’opinione pubblica nella maniera più articolata possibile su questo argomento, purtroppo troppo attuale.

 

Di questo progetto fa parte anche la mostra “Albachiara, luce negli occhi, gioia nel cuore”, esposizione che ha aperto i battenti nei giorni scorsi a Trento e che raccoglie diverse opere della giovane.

 

Questo evento realizza a posteriori uno dei più grandi sogni della ragazza ventitreenne di Tenno, quello di esporre le proprie opere pittoriche, per lei si sono aperte le porte di Palazzo Trentini che fino al prossimo 4 ottobre ospiteranno i quadri.

 

Si tratta di oli, acquerelli, vetri, bozzetti realizzati dall’artista, in un percorso che, tracciato con cura e grande sensibilità da Maddalena Tomasi, accompagnerà lo spettatore attraverso la vita di Albachiara provando ad immaginare anche quello che sarebbe potuto essere il suo futuro di donna e di artista.

 

L’inaugurazione si è tenuta lo scorso 20 settembre in un palazzo gremito di persone attente, commosse e interessate a conoscere, attraverso le sue opere, Alba Chiara.

 

Questo è un modo per portare avanti non solo il ricordo della ragazza ma anche, e soprattutto, per far passare un messaggio di speranza, perché le donne uccise dagli uomini sono troppe, e perché queste tragedie che continuano a ripetersi devono finire.

 

“La forza di Alba Chiara – ha detto Mara Rinner, presidente dell’associazione Amici di Famiglia che ha lanciato il progetto Alba Chiara – si vede già, perché siamo tantissimi”.

 

Ottima anche la risposta delle tante istituzioni presenti, a partire dal Consiglio provinciale e quello regionale, il Comune di Trento, la Cpo.

 

“Alba Chiara continua a vivere attraverso noi e questo progetto – continua Rinner – la forza di questa giovane donna è riuscita a vincere la morte per dare fiducia nel futuro a tante donne che stanno riprendendo una vita normale dopo aver vissuto episodi di violenza”.

 

Durante la giornata di inaugurazione è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Walter Kaswalder, che si è detto colpito dalla forza che Alba Chiara riesce a trasmettere con i suoi colori e dall’esempio di dignità che la sua famiglia ha dato e sta dando.

 

“Purtroppo – ha detto il presidente del Consiglio – su questo il Trentino non è un’isola felice e le istituzioni devono fare tutto ciò che possono per far crescere la sensibilità”.

 

Come ha ricordato la curatrice, l’architetta Maddalena Tomasi, con questa mostra si voluto parlare di Alba Chiara giovane artista alla ricerca di un suo linguaggio.

 

L’esposizione però ha un respiro più ampio e cerca di volgere lo sguardo al futuro: “Perché – ha ricordato il papà Massimotante ragazze che, come lei, non hanno potuto scegliere non devono cadere nell’oblio”.

 

Commosso il ringraziamento della sorella Aurora e della mamma Loredana, che hanno voluto in particolar modo lodare una persona che è stata molto vicina a questa famiglia così colpita, l’ex sindaco di Tenno Gianluca Frizzi (QUI articolo).

 

La mostra si arricchirà infine anche di due convegni nei quali artisti, sportivi ed esperti di settore, si confronteranno e rifletteranno sul tema, con appuntamento il 27 settembre alle 18 presso Fondazione Caritro e il 4 ottobre alle 18 nella Sala Aurora di Palazzo Trentini.

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