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Dalla Sicilia la proposta al Mart e a Sgarbi: ''Affiancate ai Caravaggio dal vivo il 'Seppellimento di Santa Lucia' in digitale. Non facciamo calare il sipario sulla vicenda''

L'associazione SiciliAntica appreso che Sgarbi sarebbe pronto a portare al Mart degli altri Caravaggio (probabilmente la ''Flagellazione di Cristo'') dopo i ''niet'' arrivati da Siracusa vorrebbe comunque valorizzare il ''Seppellimento di Santa Lucia'' mostrandolo in ''remoto'' evitando, così rischiosi trasporti ma trovando il modo di far nascere questa importante collaborazione e magari, anche le risorse necessarie per il restauro

Di L.P. - 13 giugno 2020 - 20:05

SIRACUSA. ''SiciliAntica chiama Mart è il motto con cui ci rivolgiamo ancora una volta a tutti gli attori interessati, nella speranza che si possa dar vita ad un nuovo tavolo di discussione, a garanzia dell’opera del Merisi''. Scrivono così Simona Modeo e Luana Aliano dell'associazione SiciliAntica a il Dolomiti inserendosi nella querelle che ha visto uno dei capolavori del Caravaggio, il ''Seppellimento di Santa Lucia'' diventare oggetto del contendere tra la Sicilia e il Trentino con il presidente Sgarbi che lo ha prima promesso a Rovereto per restaurarlo e per farne uno dei pezzi fondamentali della mostra ''in dialogo con Burri'' salvo poi rinunciare dopo le vibranti proteste in terra siciliana e lo scetticismo in terra trentina.

 

Ma dalla Sicilia c'è chi ha visto comunque, nell'opera del vulcanico critico d'arte un'occasione di incontro e confronto tra i due territori, un'occasione da non perdere per cercare di costruire un percorso comune di rilancio e di scambio culturale. ''La presa di coscienza collettiva sull’importanza dell’opera e soprattutto sulla necessità di interventi volti alla miglioria del suo stato conservativo - spiegano Modeo e Aliano - oggi, forse, si offrono come occasione da non perdere per il mondo della cultura. La nostra proposta è quella di riconsiderare un’alternativa nell’iter espositivo, attraverso la fruizione virtuale, in cui un Caravaggio “dal vivo” potrebbe aiutare un Caravaggio “digitale”. Un’operazione immaginata per garantire i necessari interventi di restauro della tela siracusana''.

 

L'associazione sicula, infatti, appreso che Sgarbi sarebbe pronto a portare al Mart, a questo punto, degli altri Caravaggio (probabilmente la ''Flagellazione di Cristo'') vorrebbe comunque valorizzare il ''Seppellimento di Santa Lucia'' mostrandolo in ''remoto'' evitando, così rischiosi trasporti ma trovando, così, magari, anche le risorse necessarie per restaurarlo. ''Assicurare comunque la presenza del 'Seppellimento di Santa Lucia' al Mart attraverso l’utilizzo dei sistemi informatici - spiegano - rappresenterebbe una bella lezione di nuove alleanze culturali fra due poli quali Rovereto e Siracusa, già uniti dalla figura di Paolo Orsi, e soprattutto potrebbe sostenere l’iniziativa di un crowdfunding lanciato dalla comunità aretusea''.

 

Ecco la lettera completa delle due rappresentanti di SiciliAntica

 

 

Abbiamo da poco appreso che il professore Sgarbi ha deciso di rinunciare alla possibilità di prestito del Seppellimento di Santa Lucia; il Caravaggio aretuseo sembrerebbe restare nella sua città, come richiesto da molti. Eppure noi dell’associazione culturale SiciliAntica, rappresentati dal comitato provinciale di Siracusa e dalla presidenza regionale, riteniamo sia d’obbligo non concludere in tal maniera la vicenda.

 

SiciliAntica chiama Mart è il motto con cui ci rivolgiamo ancora una volta a tutti gli attori interessati, nella speranza che si possa dar vita ad un nuovo tavolo di discussione, a garanzia dell’opera del Merisi. Nei comunicati precedenti avevamo espresso la nostra posizione nei confronti della mostra organizzata dal Mart, in cui pur accogliendo con entusiasmo il percorso espositivo, ci interrogavamo sulla possibilità dell’utilizzo dell’archeomatica. Alla luce dei nuovi avvenimenti e soprattutto a seguito del grande scalpore suscitato dagli scontri di opinione che hanno attraversato l’intero paese, sembra impossibile far calare silenziosamente il sipario.

 

La presa di coscienza collettiva sull’importanza dell’opera e soprattutto sulla necessità di interventi volti alla miglioria del suo stato conservativo, oggi, forse, si offrono come occasione da non perdere per il mondo della cultura. La nostra proposta è quella di riconsiderare un’alternativa nell’iter espositivo, attraverso la fruizione virtuale, in cui un Caravaggio “dal vivo” potrebbe aiutare un Caravaggio “digitale” Un’operazione immaginata per garantire i necessari interventi di restauro della tela siracusana.

 

Dalla dichiarazioni del Professore Sgarbi, un altro Caravaggio, presumibilmente la napoletana Flagellazione di Cristo, dovrebbe prendere il posto della tela siracusana. Tuttavia, assicurare comunque la presenza del “Seppellimento di Santa Lucia” al Mart attraverso l’utilizzo dei sistemi informatici rappresenterebbe una bella lezione di nuove alleanze culturali fra due poli quali Rovereto e Siracusa, già uniti dalla figura di Paolo Orsi, e soprattutto potrebbe sostenere l’iniziativa di un crowdfunding lanciato dalla comunità aretusea. In fin dei conti data l’alta attenzione mediatica suscitata dall’organizzazione di questo ambizioso progetto culturale, si potrebbe affermare che le porte della mostra siano già aperte.

 

Quel Foedus amicitiӕ cantato da Catullo, è oggi forse il miglior patto che si possa siglare fra i siracusani e gli attori del progetto del Mart. Il sogno realizzato di un Mecenate moderno. Noi di SiciliAntica riteniamo che questa vicenda, con le sue complicazioni attuali, possa rappresentare l’occasione per una nuova forma di ascolto e collaborazione fra le istituzioni nazionali, gli enti territoriali e le comunità locali. Confidiamo nella possibilità di un costruttivo dibattito, finalizzato alla riscrittura di nuove strategie di intervento. Comprendiamo quanto possa pesare questo “ostacolo” nell’intero impianto del progetto culturale ma siamo anche certi che potrete condividere con noi il pensiero che questa ipotesi non rappresenti una sconfitta ma una vittoria per l’Arte.

 

Simona Modeo e Luana Aliano

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