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Gli orfani degli Itinerari Folk potranno gioire del mini "World Festival live 2020"

Dal 13 al 16 ottobre il Centro Musica di Trento sud (studentato) ospiterà quattro concerti "chicca" grazie al lavoro di Mauro Odorizzi che ha coinvolto l'Imaie, sodalizio per i diritti degli artisti. Saranno protagonisti i Caraibi di Sorha Rionda, i travolgenti intrecci sonori di Fanfara Station, il Salento doc di Maria Mazzotta e l'arcaico siculo contemporaneo degli Arenaria. Prenotazioni aperte.

Di Carmine Ragozzino - 09 ottobre 2020 - 19:47

TRENTO. Gli orfani degli Itinerari Folk per quattro giorni potranno archiviare la tristezza. Una versione “mignon” della rassegna che a Trento ha fatto sempre suonare un mondo di gran bella musica tornerà con una proposta concentrata in quattro giorni ad alta intensità di scoperta. E di divertimento. Cambierà il nome. Cambierà il luogo. Non cambierà il “dna” di una rassegna tanto longeva quanto qualitativa che in un trentennio ha visto crescere in modo progressivo pubblico e gradimento.

 

 Si chiama “World music live festival 2020” l’evento ad alto tasso di raccomandazione – (mica si può essere asettici quando il palco dispensa emozioni) – che sarà ospitato al Centro Musica del capoluogo grazie alla caparbia passione di Mauro Odorizzi, il “signor competenza” che da sempre dà l’anima per dirigere gli Itinerari in direzione di ogni latitudine, ogni idioma, ogni tradizione canora e strumentale.

 

Sempre più scoperta e sempre più World, (il mondo), negli ultimi anni degli Itinerari. E non ci piove: quei concerti che hanno riempito il cortile delle scuole Crispi di soddisfazione hanno spesso fatto comprendere l’importanza vitale, salvifica, delle contaminazioni culturali grazie all’immediatezza aggregante di ogni genere di ritmo in una miracolosa Babele artistica.

 

  Sui palchi del world music, infatti, le lingue e le esperienze si intrecciano ma la comunicazione è unica: è la lingua del coinvolgimento. Eh sì, sono davvero mancati gli Itinerari nell’estate virale e per gran parte silenziata dalle preoccupazioni. Il ritorno parziale e sotto diverse spoglie va dunque salutato come un evento che si spera possa essere d’auspicio per un futuro che sia finalmente di spettacolare normalità.

 Un futuro dal quale gli Itinerari non potranno che trovarsi al centro, nel ruolo che si sono conquistati applauso dopo applauso. Il “World music festival” al Centro Musica è per altro un’interessante scommessa. Quello spazio in via Malpensada, allo studentato universitario di Trento Sud dovrebbe essere il punto di riferimento naturale anche per concerti che seppur forzatamente in forma confidenziale, (una cinquantina di posti), dovrebbero poter contare sul clima giusto di attenzione e partecipazione.

 

 Il cartellone allestito da Mauro Odorizzi e dai responsabili del Centro Musica nella no stop che andrà dal 13 al 16 ottobre ha le caratteristiche della chicca nell’intreccio tra qualità e varietà, ma anche nella “mission” che ha permesso la manifestazione. L’iniziativa si deve infatti alla collaborazione tra associazione Trad’Union e Imaie, il nuovo sodalizio nazionale nato per gestire i diritti di ventimila soci. Diritti ma anche finalità: l’Imaie si è messo infatti al servizio di musicisti che operano in Italia, (anche se non italiani) e che in questo 2020 disgraziato hanno trovato voglia, forza e modo di presentare nuovi lavori discografici.

Di nuovo, dunque, ci sarà molto da scoprire nella mini rassegna.

 

 Il 13 ottobre  Sorha Rionda pianterà a Trento le sue radici caraibiche in un viaggio fra la Cuba di ieri, quella di oggi e certamente anche quella di domani. Una terra che da volume alla multietnicità. Una terra come dovrebbero essere tutte le terre.Alla voce “travolgente” va iscritto il concerto del 14 ottobre che vedrà protagonisti i “Fanfara Station”, alleanza italo, tunisino, statunitense che confonde volutamente la geografia musicale tra ispirazioni etniche ed elettroniche, Oriente ed Occidente. Musica, e che musica, ma anche messaggio.

 I “Fanfara Station” celebrano i popoli migranti del Mediterraneo. Lo fanno mettendo anima in ogni nota. Il 15 ottobre la World Music farà tappa nel Salento, la terra italica più prolifica e tarantolata nei palchi e nelle piazze. Maria Mazzotta del Salento è una specie di bandiera vocale fin dai tempi in cui era cuore ed ugola del Canzoniere Greganico Salentino e nell’Orchestra della Notte della Taranta. Ma con la Mazzotta non ci sarà da immergersi solo in una ricca tradizione perché i suoi percorsi, le sue illustri collaborazioni, sintetizzano un mappamondo.

 

 Si chiuderà il 16 ottobre con gli italiani Arenaria, un quartetto che trasporta l’arcaico siciliano nella contemporaneità con risultati sorprendenti.

Per il “World music festival” basterebbe lo slogan “avanti c’è posto” se non fosse che causa Covid i posti del Centro Musica, (posti in piena sicurezza, si garantisce) saranno dimezzati da 100 a 50. In compenso con cinque euro e una prenotazione, (centromusica@comune.trento.it) si potrà viaggiare , davvero low cost, nel pianeta della miglior musica.

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