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In un’edizione tutta nuova e particolare delle Vigiliane, una trentina canta il “suo messaggio di speranza alla città”

In vista della 37a edizione delle Feste Vigiliane, quest'anno obbligate a trovare una veste tutta nuova a causa dell'epidemia, la sigla di presentazione e lancio dell'evento è stata affidata ad una giovane cantautrice trentina, Aura Zanghellini, che ha prestato la sua voce per esprimere alla città il suo messaggio di speranza e di voglia di ripartire

Di Davide Leveghi - 20 giugno 2020 - 18:05

TRENTO. “Con una canzone non si può cancellare la drammaticità di ciò che è successo ma con i miei mezzi ho voluto dare un messaggio di speranza”. Esprime le sue emozioni, Aura Zanghellini, autrice della sigla della 37° edizione delle Feste Vigiliane (clicca sull'immagine in apertura per guardare il video), edizione che avrà delle vesti decisamente nuove visto il difficile periodo che stiamo vivendo.

 

Emozioni che, d’altronde, sono quelle provate dai trentini in questa fase di isolamento e distanziamento, in cui anche il maggiore e più atteso evento cittadino, la festa patronale, ha dovuto “ripensarsi” per regalare alla cittadinanza un momento di condivisione, nel rispetto delle norme di sicurezza. E così, per lanciarle e presentarle alla popolazione, i direttori artistici hanno pensato di affidare la sigla ad una giovane cantautrice trentina.

 

Ventiquattro anni, diplomata al Cpm Music Institute di Milano in canto e composizione, Zanghellini si esibisce sin da giovanissima, cantando in molti luoghi centrali della musica in Trentino. E proprio al Castello del Buonconsiglio - fulcro per quest'anno delle celebrazioni del patrono - la sua voce si “conquista” l’onore di dare a queste Vigiliane la loro canzone. Il piano e la voce, lo scoramento di una città silente e rinchiusa in cui fa capolino la speranza per una ripartenza e una ripresa.

 

Mi hanno contattato la ProLoco di Trento, il direttore organizzativo Marco Lazzeri e il direttore artistico Lucio Gardin – racconta la cantautrice – chiedendomi di comporre una sigla che potesse essere simbolo di questa nuova versione delle Feste Vigiliane. Di un’edizione particolare con spettacoli e attività esclusivamente al castello, trasmesse a reti unificate dalle televisioni e dalle radio, in un evento storico. Per questo io ho cercato di racchiudere nella sigla i 3 concetti in grado a mio giudizio di interpretare il senso comune dei trentini in questo momento”.

 

“Innanzitutto l’angoscia – continua – un’angoscia che ha invaso tutte le attività, come si sente nella prima strofa in cui si parla del silenzio della città. C’è anche l’amore, poi, l’attaccamento dei trentini alla loro natura e a piazze e palazzi, ai loro luoghi. Infine il profondo desiderio di tornare alla normalità, di vivere la città e gli eventi che la animano, come appunto le Feste Vigiliane. Quest’anno non avremo la possibilità di viverle come al solito, ma di immaginarle e di goderci uno spettacolo tutto particolare”.

 

Concentrata tutta al Castello del Buonconsiglio, la 37° edizione della festa patronale, organizzata dal Centro Santa Chiara e dal Comune di Trento, mira a “portare un messaggio di condivisione, speranza e leggerezza”, cercando di infondere allo spirito dei cittadini una dimostrazione della voglia di tornare alla normalità, oltre che di rilanciare una città che in passato ha già vissuto momenti difficili, rialzandosi sempre più forte di prima.

 

Sarà un’edizione nuova ed interattiva – spiega Zanghellini – una versione che nei prossimi anni credo non si abbandonerà. Per questo anche la mia sigla ha voluto concentrare le emozioni provate dai cittadini, dei concetti sentiti dai trentini. Le Vigiliane attingono dalla nostra storia, siamo sempre riusciti a dimostrare forza di reazione alle avversità e con l’unione possiamo superare anche questo momento difficile”.

 

Ed in tutto questo, la sigla è stata per Aura un modo di dare alla città il proprio contributo. “Nel periodo del lockdown mi sono sentita un po’ inutile, poco produttiva e d’aiuto verso chi si trovava in difficoltà. Avrei voluto rendermi utile, fare qualsiasi cosa che potesse servire. Con una canzone non si può certo cancellare la drammaticità della situazione, ma con i miei mezzi sono riuscita a dare un messaggio di speranza. Io sono innamorata della mia città – conclude – per questo scrivere la sigla delle Feste Vigiliane è stata una grande soddisfazione”.

 

Una soddisfazione a cui presto se ne aggiungeranno altre. Nel corso del lockdown, infatti, l’estro non è certo rimasto “congelato” e a breve, Zanghellini, pubblicherà le sue nuove composizioni.

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