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Riapre Castel Romano, la dimora di Dina Lodron la contessa che uccideva tutti i suoi compagni

La nuova vita dello storico maniero dei Conti Lodron verrà valorizzato attraverso cinque visite guidate. Fra i castelli più importanti del Trentino venne danneggiato durante la Prima Guerra Mondiale. La leggenda lo lega a una contessa bella e perversa che sarebbe stata uccisa da un prete

Castel Romano (foto Consorzio Valle del Chiese)
Pubblicato il - 28 ottobre 2016 - 17:05

PIEVE DI BONO. Dopo due anni di attesa e restauro, Castel Romano a Pieve di Bono Prezzo apre nuovamente le porte sabato 29 ottobre.

 

L'Associazione Il chiese, l'Ecomuseo della Valle del Chiese e il Consorzio turistico organizzano cinque visite guidate per restituire al pubblico e valorizzare lo storico maniero appartenuto alla famiglia dei Conti Lodron: appuntamento mercoledì 2, mercoledì 9, sabato 12, mercoledì 16 e sabato 19 novembre.

 

L’intento è di offrire al pubblico un'anteprima post lavori in vista del programma di visite nel prossimo anno, quando l'amministrazione comunale intende garantire delle aperture più continuative e contestualmente di ospitare nel Castel Romano anche eventi e manifestazioni.

 

I lavori condotti dalla Sovrintendenza per i Beni culturali della Provincia in collaborazione con il Comune hanno permesso, inoltre, di sistemare alcune zone del cortile interno e ricavare due ambienti coperti che potranno essere utilizzati come zona biglietteria e sala didattica. Ma la grande novità è l’apertura dell’area del Mastio, completamente inaccessibile prima dell'intervento e ora in grado di dare ai visitatori l’esatta idea della maestosità dell’originale struttura.

 

Castel Romano domina Pieve di Bono dall'alto del colle di Sant'Antonio e appartenne alla nobile famiglia dei conti Lodron come quello di Castel San Giovanni di Bondone. La storica dimora divenne una delle sedi più importanti della nobile famiglia del Trentino, che promosse lavori di ampliamento e ristrutturazione attorno al XIV secolo.

 

Tra questi spiccano l'aggiunta di alcuni edifici residenziali ornati da pregevoli affreschi, fra i quali quello raffigurante una scena d'armi, staccato dalle pareti del castello e ora conservato presso il Museo Diocesano di Trento.

 

Il Castel Romano fu una struttura importante dal punto di vista strategico ma andò verso un inesorabile degrado da quando i conti Lodron trasferirono il loro potere in altre zone del Trentino (in particolare Vallagarina), in Austria (Tirolo e Carinzia) e in Baviera.

 

Venne gravemente danneggiato durante la Prima guerra mondiale trovandosi proprio a ridosso della linea del fronte. Il Castello è inoltre teatro di una curiosità piccante: si narra, infatti, che la contessa Dina Lodron, bella e perversa, avesse la poco felice abitudine di uccidere gli uomini della Pieve, dopo averli sedotti e invitati a castello. A fare giustizia, secondo la storia, fu un prete che uccise la contessa a colpi di archibugio, liberando così le comunità dal maleficio.

 

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