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I capolavori di Albert Ceolan si mostrano a Salorno in un "Racconto d'inverno"

Questo pomeriggio la presentazione del libro fotografico del grande autore salornese. Appuntamento alla "Noldinhaus" per vivere la natura delle Alpi in tutto il suo splendore (QUI UN PICCOLO ASSAGGIO)

Di Luca Pianesi - 25 novembre 2016 - 21:17

SALORNO. Le immagini parlano da sole. Forse non serve nemmeno aggiungere altro se non dire che il libro che le raccoglie verrà presentato questo pomeriggio (sabato 26 novembre), alle 17, a Salorno alla "Noldinhaus" in via Roma. Un libro che si chiama "Racconto d'Inverno" sottotitolo "viaggio fotografico tra natura e tradizioni nelle Alpi" che raccoglie alcuni (tanti, ma tutti da mozzare il fiato) di Albert Ceolan un grande della fotografia italiana, salornese doc, ma cittadino del mondo. Da più di 20 anni, infatti, Ceolan pubblica in maniera continuativa sulle maggiori riviste di viaggi e turismo italiane (da Bell'Italia a Bell'Europa, da Qui TouringPanorama) e magazine internazionali (italianways.com o storytalia.com di Parigi).

 

Nel 2008 è stato nientemeno che il fotografo di Papa Francesco durante la sua permanenza in Alto Adige e negli anni ha esposto le sue opere (veri e propri quadri fotografici) da Innsbruck a Trento alla Valle d'Aosta. Non basta? Lanciamo lì un Ranuncolo d'Oro vinto al Filfestival della Montagna di Trento (sezione fotografia) e un International Garden Photographer of the year di Londra (primo premio nel 2015).

 

"Racconto d'inverno", i capolavori di Albert Ceolan

Insomma chi avrà l'occasione di vedere il suo libro o di visitare la mostra fotografica a lui dedicata non rimarrà assolutamente deluso, possiamo garantirlo. "Racconto d'inverno" è il primo di quattro libri che Ceolan pubblicherà, uno per ogni stagione. "Ogni stagione sulle Alpi - ci racconta - dal Tirolo al Trentino, dall'Alto Adige alla Germania e alla Valle d'Aosta. Insomma le stagioni delle nostre genti e delle nostre montagne. Ed è stato molto bello ed entusiasmante vagare ala ricerca di forme cangianti, di brina che diventava ghiaccio e si trasformava nel volto di una foca o nei tentacoli di una medusa. Bello seguire i "Silvesterklausen" nell'Appenzell svizzero dove si festeggia il Capodanno il 13 gennaio secondo il calendario di Giulio Cesare. Io amo l'inverno. Amo le montagne e la natura. Spero che queste foto lo raccontino meglio di quanto posso fare io".

 

E ci riescono assolutamente. Provare per credere.

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