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Le tette nella storia dell'arte. L'interpretazione di Felix Lalù non è soltanto una provocazione

La mostra in questione è allestita nel centro di Coredo a Casa Marta (fino al 18 giugno) ed espone un settantina di opere di Felix Lalù introdotte da un percorso storico e culturale.  L'immagine simbolo sono le Tre Tette, come il film cult Atto di forza le ha tramandate, un'immagine  potente, straniante e forse profetica.

Di Tiberio Chiari - 03 giugno 2017 - 15:39

COREDO. “Tette del futuro” è la mostra artistica ideata e realizzata dal poliedrico Felix Lalù, un “neomelodico trentino” come lui ama definirsi. Ma Felix Lalù è cantautore, One man boyband, paroliere, disegnatore, artista: in poche parole un ispirato esponente di quel filone estetico che sicuramente si può inserire nell'underground sperimentale e ironico.

 

La mostra in questione è allestita nel centro di Coredo a Casa Marta (qui info e orari) ed espone un settantina di opere di Felix introdotte da un percorso storico e culturale che ripercorre con attenzione e sarcasmo l'epopea delle tette nella storia dell'arte. L'immagine simbolo sono le Tre Tette, come il film cult Atto di forza le ha tramandate, un'immagine  potente, straniante e forse profetica.

 

Questa è  l'introduzione alla mostra, un breve manifesto che ne riassume il senso e ci lascia intuire le intenzioni dell'artista :
Perché una volta le chiese erano piene di tette e ora non più?
Perché le donne hanno il seno e le femmine degli animali no?
Perché alcune donne hanno tre seni naturali?
Come ha fatto un tassista tedesco a fotografare le tette delle sue clienti?
Come si fa a dipingere Donald Trump con le tette?
Come si fa a farsi mandare un messaggio scritto sulle tette?
Perché una ventunenne della Florida si è fatta impiantare il terzo seno?
Solo perché ha visto Atto

Forza?
Perché un giorno la terza tetta andrà di moda?
Perché no?

 

Felix Lalù, con grande semplicità, ci racconta come è nato questo progetto, come si è imposto in lui  l'immaginario che domina l'esposizione: “Il tutto - ci spiega - è partito nel momento in cui sono stato contattato da un gruppo musicale di rock psichedelico, i Kondur, con il quali collaboro e che mi chiedeva di scrivere un testo in inglese per un loro pezzo".  

 

"Mentre cercavo un'idea - spiega Felix Lalù - una possibile ambientazione dalla quale partire per scrivere mi sono immaginato un tuffo in una piscina piena di tette. A quel punto ho iniziato a disegnare tette in forme differenti. Da lì a poco mi è sovvenuta l'immagine della donna con le tre tette che a un certo punto appare nel film Atto di forza".

 

"Ho scoperto che poi a venticinque anni di distanza dall'uscita del film negli stati uniti una donna veramente si era fatta istallare una terza tetta con una protesi. Allora è iniziata anche una riflessione parallela che mi ha visto indagare sia sulla storia delle tette nella storia dell'arte che nell'immaginario contemporaneo. Così ho scoperto altre presenze delle tre tette nel mondo contemporaneo e l'esito di queste ricerche sotto forma di immagini e collage sono tutti presentati alla mostra come introduzione alle mie opere".

 

E continua Felix:”Una delle cose che ho sentito come più attuali indagando sulle tette nella storia, nel mutare della loro rappresentazione, nella deriva al silicone e nella finale tripla protesi che ancora suscita un certo scalpore e forse  ribrezzo è come nel loro sviluppo le mode non seguano una linea retta e prevedibile ma si sviluppano nell'imprevedibilità più assoluta.

 

"Al momento del film chi avrebbe immaginato che venticinque anni dopo qualcuno si sarebbe fatto veramente impiantare una terza tetta. Ma una riflessione si può anche fare sulle mode in generale, se negli anni ottanta la barba di Socrates faceva un certo effetto oggi nessuno fa più caso alle stranezza dei calciatori, con tagli di capelli surreali, barbe curatissime, lunghe, corte, baffi, e tatuaggi per tutto il corpo. La moda si evolve e dall'osservare la sua imprevedibilità possono nascere infiniti spunti estetici.”

 

Un modo alternativo e divertente  dunque per riflettere sulle mode, sulla loro imprevedibilità e sul loro misterioso sedimentarsi, sulla loro capacità di rendere col tempo qualcosa di strano e straniante un fatto normale. Se poi tra una decina di anni nostra figlia ci chiederà i soldi non per rifarsi il seno semplicemente, ma per farsi mettere pure una terza tetta, potremmo dire con serenità e rassegnazione  che Felix Lalù ci aveva avvertito.

 

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