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Trentino Book Festival, Gad Lerner: "Gli insegnanti sono la barriera al nazionalismo"

Il concetto di nazionalismo non è solo Europeo, ma anche mediorientale, il noto giornalista è intervenuto anche nel dibattito sullo 'ius soli', oltre che sulla mancanza di intermediari nella politica, nel giornalismo e nelle relazioni lavorative

Pubblicato il - 16 giugno 2017 - 20:29

CALDONAZZO. "Amore per una nazioneIl nazionalismo è un nazionalismo di ritorno con la mistificazione del prima veniamo noi", gli spunti di Gad Lerner hanno coinvolto e fatto riflettere il pubblico del Trentino Book Festival.

 

Il noto giornalista, oggi sessantaduenne, ci ha impiegato trentadue anni per diventare italiano e il nazionalismo non è solo un concetto europeo, ma anche del Medio Oriente. "L’Arabia Saudita - aggiunge - finanzia i salafiti, il Qatar i fratelli musulmani. Il Qatar è una nazione di 300 mila persone con 150 mila dollari di reddito medio pro capite, un mondo di irrazionalità coperto da una capsula di disciplina".

 

Si cerca di proteggersi nel piccolo "in paesi come l’Italia - spiega - nel quale non si conoscono le lingue straniere". Lerner si sente profondamente italiano "perchè - ammette - non conosco altre lingue così come l’italiano. Sono venuto da bambino da Beirut e ho avuto una maestra bravissima, che mi ha fatto cominciare ad adorare figure come Garibaldi e Mazzini".

 

 

Nel dibattito sullo 'ius soli' Lerner ha inoltre ricordato come per molti anni abbia fatto attività politica senza avere diritto di voto, essendo apolide. "Siamo privi di certe regole - spiega il giornalista - non ci sono degli automatismi, si lascia la cittadinanza in mano a decisioni discrezionali".

 

Il mondo però va in altre direzioni e "anche Milano - evidenzia - comincia a diventare come Londra: le barriere al nazionalismo sono insegnanti, medici, ma anche i mondi dell’industria, del turismo, dell’università e dei media".

 

Il recente impegno televisivo di Lerner è andato verso gli operai "con una classe operaia che è diventata una Babele - prosegue - lavorano uno accanto all’altro facendo le stesse mansioni operai con contratti a tempo indeterminato, precari con contratti rinnovati ogni 3 mesi, lavoratori con contratto di somministrazione o a partita Iva. L’unità di classe è lacerata e un luogo simbolo sono i cantieri navali a Monfalcone, nei quali in certi periodi lavorano 7 mila operai di 500 diverse aziende, tra i quali 2 mila bengalesi pagati la metà degli italiani".

 

Il pericolo quindi è quello di creare nel Terzo Millennio delle condizioni di schiavitù. "Per esempio - sottolinea Lerner - lavorano a livello di servi persone nei settori delle pulizie, dell’agricoltura e dei servizi di cura. E avere milioni di servi non giova sicuramente alla stabilità sociale".

 

Altro tema affrontato è quello della disintermediazione, la mancanza di intermediari nella politica, nel giornalismo, nelle relazioni lavorative. "Nella politica - riflette Lerner - la disintermediazione diventa spesso passività, astensionismo dei più, decisioni prese da un vertice. Nei luoghi di lavoro la disintermediazione ci fa stare peggio. La scorciatoia di internet produce il boom dell’astensionismo".

 

Gad Lerner ha cinque figli "ai quali ho voluto 'concedereil privilegio di poter vivere in qualsiasi luogo del mondo". Una figlia è a Tel Aviv, un figlio fa il fisico tra Brighton e Ginevra. Davide, giornalista, è ad Ankara dopo aver studiato alla Scuola per studi orientali e africani di Londra. Un’altra figlia alleva cani vicino a Milano, infine Giacomo farà la maturità l’anno prossimo.

 

E il futuro televisivo di Gad Lerner? "Un programma di viaggio - conclude - per andare ancora una volta a incontrare, scoprire, raccontare. Certamente basta talk show, mi hanno dato molto anche economicamente, ma è passato il tempo". 

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