Contenuto sponsorizzato

Bernardi e Gabrielli, un duo che va oltre il classico omaggio musicale

Chitarrista il primo, violinista il secondo. Giovani dal curriculum internazionale già ricco che recentemente hanno portato a termine un progetto-messaggio su Paganini e Giuliani, storici virtuosi dei loro strumenti e "Italiani a Vienna". Suoneranno mercoledì a Seregnano nell'estate di incontri de "La Rete" che offre ai diversamente abili l'occasione per coltivare terra, arti e soprattutto relazioni ed esperienze

Di Carmine Ragozzino - 26 luglio 2021 - 18:26

SEREGNANO. A Seregnano, nell’agriturismo "Allo stesso campo"  che da tempo è il riferimento logistico e ideale di ormai solide attività “esterne” de “La Rete”, l’incontro è filosofia e prassi. C’è, ormai da tempo, lo sviluppo sempre più positivo del progetto “Tutti nello stesso campo”. I diversamente abili si misurano con la terra. Gli obiettivi – molti già ampiamente centrati - sono molteplici: crescita personale, relazionale, lavorativa e anche commerciale. C'è anche il "progetto estate", una mèta per tutti gli utenti de La Rete che a Seregnano passano ore di conviviale scoperta.

 

 Il welfare a chilometro zero – così è  stata battezzata un’intuizione de La Rete che rapidamente è diventata una realtà che spesso stupisce per partecipazione, interesse e risultati – coltiva il confronto e la scoperta con la stessa cura con la quale si fanno crescere e si trasformano verdure e frutta. Ecco perché gli appuntamenti di cultura e di socialità che “La Rete” organizza puntualmente a Seregnano aumentano spesso di valore.

 

Il valore del coinvolgimento piena tanto degli utenti della cooperativa sociale quanto dei tanti che accolgono con entusiasmo l’invito al “fare”. Un “fare” che poggia sulla cultura ma anche sulle conoscenze e sulla perizia artigianale. Dalla scoperta dei giochi da tavolo grazia alla disponibilità del Donchisciotte di Trento, alla magia dei metalli con la creatività di Adagio Lab, dalle formiche ormai celeberrime di Vettori ai cani addestrati e "amici". E ancora la sfida a costruire un quadro con i materiali della natura e del bosco, oppure l’imparare a suonare attraverso il corpo. E molto altro, in un calendario che alterna musica, ballo, ritmi al lavoro manuale e all’artigianato di qualità.


 In questo contesto di rapporti che “La Rete” può sfruttare sulla base del rispetto e dell’ammirazione conquistata negli anni, anche i piccoli eventi diventano normalità. Una normalità di partecipazione attiva e di soddisfazione reciproca.

 

 È così che mercoledì 28 saranno protagonisti a Seregnano due giovani musicisti che hanno bazzicato già mezzo mondo omaggiando la musica classica. Si tratta di Lorenzo Bernardi e Saverio Gabrielli, chitarrista il primo e violinista il secondo. Solo che tra i due non c’è un primo ed un secondo. C’è semmai un unisono che si esalta in una sintonia che si esprime tanto nello studio, (che non è mai abbastanza) quanto e soprattutto nelle esibizioni dal vivo.

 

 Dal Conservatorio di Trento ai perfezionamenti e alle collaborazioni con molti nomi culto del panorama classico i due musicisti hanno percorso parecchia strada in Italia e all’estero, in Europa e oltre Oceano. E’ la strada di tecniche di cui un suonatore non può mai essere pago ma è più di tutto la strada che porta a mète importanti nella ricerca e nel dare un marchio di fabbrica alla propria personalità e alla propria capacità artistica.

 

 Recentemente questo camminare a passo deciso nelle vie del classico ha portato Bernardi e Gabrielli ad un lavoro che non ha solo valenza artistica. Nel loro “Due italiani a Vienna” – disco e concerti conseguenti – il chitarrista e il violinista “raccontano suonando”. Raccontano di miti dei loro strumenti – (Paganini per il violino, Giuliani per la chitarra), che lasciarono l’Italia trovando nella capitale austriaca il contesto adatto per manifestare insieme talento, virtuosismo e soprattutto amicizia. Il riferimento all’amicizia tra Gabrielli e Bernardi non è ovviamente casuale. Ma il loro lavoro va oltre, allarga i confini e si richiama a tutti quei grandi che in Italia sarebbero rimasti piccoli se non avessero potuto emigrare. E senza fare vacanza.

 

 Le pagine sonore dedicate a Paganini, Giuliani e agli altri “italiani d’estero” diventano qualcosa di intenso e sentito, quasi un esperimento di sociologico, un messaggio e una speranza. Va benone che i talenti diventino “profeti all’estero” purché sia una loro scelta di vita, di professione e di orizzonti. Se invece, come troppo spesso accade, è un obbligo di sopravvivenza andiamo male. E andremo peggio.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 27 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
28 settembre - 06:01
Il rifugio Filzi sul Finonchio ha chiuso la scorsa settimana la stagione estiva ed ora proseguirà, tempo permettendo, le aperture nei weekend. I [...]
Cronaca
28 settembre - 08:14
Misure meno stringenti sia per il mondo della cultura che in quello dello sport. Fondamentale rimane avere il Green pass e massima attenzione anche [...]
Cronaca
28 settembre - 08:28
L'epicentro è nella provincia di Treviso e il sisma è stato avvertito anche nei territori vicini. Le prime due scosse sono state avvertiti [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato