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“Dalle parole al bronzo”: una mostra, letture e incontri per i 125 della statua di Dante. Tonezzer: “Piazza creata per dare a Trento un volto moderno”

Il Museo storico di Trento, con la collaborazione del Comune, inaugurano alle 18 di giovedì 1 luglio la mostra “Dalle parole al bronzo: i 125 anni del monumento a Dante”. Oltre ad un’installazione per l’estate, la piazza sarà al centro di diverse iniziative in tutto luglio per raccontare l’importanza di questo luogo, tra letture del “Sommo Poeta” ed interventi storici. Elena Tonezzer (Fmst): “Prima dell’annessione, questo posto è stato cardine ed ombelico della città”

Di Davide Leveghi - 30 giugno 2021 - 19:46

TRENTO. “Ai giorni nostri, passando di fronte alla statua non ci rendiamo conto della sua importanza per la storia trentina del ‘900. Eppure, per lungo tempo questo monumento tanto bello e scenografico fu cardine e ombelico dell’intero territorio trentino”. Ogni luogo, si sa, muta nel tempo. E questo non solo in virtù degli interventi che si operano ma anche dei significati che gli si danno. Piazza Dante, “porta della città”, luogo di passaggio e di riposo, delle istituzioni e al tempo stesso della marginalità, ha assunto tutti questi caratteri nel tempo, assommandone uno dopo l’altro.

 

Non v’era un parco, una volta. Non v’era, per la verità, alcuno spazio calpestabile. Lì passava infatti il fiume Adige, al centro nella seconda metà dell’800 di un intervento di deviazione utile ad evitare disastrose inondazioni e al tempo stesso a lasciar spazio alla ferrovia. Lì, nondimeno, si creò un punto prediletto per regalare a Trento un volto moderno, un polmone verde che fosse luogo di ritrovo e ingresso della città per chiunque provenisse da fuori e arrivasse in treno. Lì, infine, si creò lo scenario perfetto per dare alla città, italiana di lingua e cultura, il palcoscenico in cui mostrare la propria italianità (o quantomeno quella delle sue classi dirigenti).

 

Dalle parole al bronzo: i 125 anni del monumento a Dante” è così l’occasione per ritrovarsi e raccontare l’affascinante storia di Piazza Dante. Promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Trento, l’iniziativa consiste in un’installazione visitabile fino al 17 ottobre in cui dialogano fotografie e documenti storici legati al monumento con le grafiche digitali dell’artista Angelo Demitri Morandini. “Un innovativo connubio tra storia, arte e tecnologia”, spiega la curatrice della mostra Elena Tonezzer, storica della Fondazione museo storico.

 

“Quando passiamo per la piazza, non ci rendiamo conto di quanto importante sia stato il monumento di Dante per Trento – prosegue – se i promotori della sua costruzione, tra cui il liberale Guglielmo Ranzi, non nascondevano il loro sentimento nazionale, d’altra parte questa fu possibile grazie ad una sottoscrizione popolare effettuata a inizio degli anni ’90 del XIX secolo. Ciò di cui si sente bisogno, e che il monumento esprime, è di un simbolo collettivo in cui riconoscersi. La scelta di Dante, dunque, risente della necessità di rimarcare la cultura e la lingua italiana di Trento, a maggior ragione dopo l’erezione a Bolzano della statua ad un altro poeta, Walther von der Vogelweide”.

 

“Quello che per noi può essere tutt’al più un monumento bello e scenografico in tutte le stagioni, con la neve come con il sole, è stato fino all’annessione il cardine e l’ombelico dell’italianità del territorio. Ruolo che verrà poi assunto dalla 'Fossa dei martiri' in cui vennero uccisi Damiano Chiesa, Cesare Battisti e Fabio Filzi e dal Mausoleo a Battisti sul Doss Trento”.

 

Scenario privilegiato dell’iniziativa, oltre che co-protagonista, è la piazza a cui il monumento dà il nome. “La statua di Dante occupa solo uno spicchio della piazza – racconta Tonezzer – tutta la costruzione del parco, invece, fa parte di un processo più vasto di modernizzazione della città, a cui si vuole dare per la prima volta un parco urbano pubblico. Il municipio vuole offrire a Trento un luogo di verde decorativo, un luogo di ristoro, per una città che aspira a essere e a presentarsi come moderna. Il parco infatti viene creato di fronte al luogo per eccellenza della modernità: la stazione ferroviaria”.

 

Oltre a Dante, il parco si contraddistinguerà prima dell’annessione per essere un teatro della rivendicazione d’italianità di Trento, funzione riadattata dopo il 1918 e – in particolare – dopo l’avvento del fascismo. “Oltre a Dante, c’è una costellazione di simboli dell’italianità, con i busti a Gazzoletti, Verdi, Prati, Carducci, Canestrini. Sono eroi simbolici e culturali. Il processo, poi, cambia con il fascismo, che celebra l’ingegno di Chini e Negrelli con due monumenti inaugurati nel 1930”, spiega la storica della Fondazione.

 

Ma in cosa consisterà, pertanto, “Dalle parole al bronzo? “Dalla serata di giovedì 1 luglio, la piazza sarà interessata da un’installazione illuminata di notte, che si accompagna alla storia della statua, dei vari monumenti, del parco e del rapporto tra la monumentalistica in un territorio più vasto come quello tirolese – illustra Tonezzer – in quest’ultimo caso, parliamo di un fenomeno non solo locale ma europeo. Si tratta di un dialogo tra statue, che parlano ma non si scontrano. Dico questo perché penso che si debba smettere di leggere la loro storia con gli occhi e le parole di chi le volle e le eresse. In una cornice europea, in un territorio pacificato, come storici possiamo fare uno sforzo in più per individuare delle parole nuove utili a descriverle. Per questo preferisco parlare di dialogo, perché sì si parlavano contro l’un l’altra, le statue di Dante e di Walther, ma comunque si parlavano”.

 

Accanto alla mostra, come detto, vi sarà l’installazione dell’artista Morandini, che nel suo “Dante fluttuante” ha tradotto con il linguaggio dell’arte contemporanea le parole del “Sommo poeta” e della sua opera principale, la Divina Commedia. In questa cornice, infine, si terranno gli incontri di carattere storico, a cui si accompagneranno delle letture dell’Inferno da parte di Elena Galvani e Jacopo Laurino di Stradanova Slow Theatre. “Parleranno sia la storia che Dante”, conclude Tonezzer.

 

Per quattro mercoledì, alle ore 18, Luca Caracristi (“Un parco di storie, da fiume a giardino”, 7 luglio), Tommaso Baldo (“Il monumento di Dante, ombelico del mondo”, 14 luglio), Fabrizio Rasera (“I volti di Dante: conflitti politici e culturali intorno al grande simbolo unitario”, 21 luglio) e la stessa Elena Tonezzer (“Fantasmi di bronzo, monumenti civili in Tirolo prima della Grande Guerra”, 28 luglio) racconteranno i diversi aspetti che rendono tanto affascinante la piazza e il suo principale monumento.

 

 

 

 

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