Alla Mostra del cinema di Venezia è il giorno del regista trentino Andrea Pallaoro con ''Monica'': ''Con Trento ho un rapporto inscindibile, anche se vivo a Los Angeles''
Con il suo "Monica", Pallaoro dimostra assoluta autorevolezza. Il cast è molto importante con Trace Lysette e Patricia Clarkson. Il regista trentino: "Non vedo Trento e Los Angeles come due mondi diversi, ma complementari"

VENEZIA. Diverso, in tutto, decisamente un film in controtendenza. Nessuna ovazione roboante di una scatenata platea giovanilista, ma un convinto plauso generale. Andrea Pallaoro, il regista trentino da anni in America, riesce anche stavolta a ritagliarsi un ruolo da sicuro protagonista in questa rassegna che finora ha spettacolizzato al massimo ogni proiezione.
Con il suo "Monica", Pallaoro dimostra assoluta autorevolezza, con dettagli anzitutto narrativi - il silenzio tra musiche datate, le immagini curate minuziosamente come piccole icone di un mosaico tutto interiorizzato, ritmi e dialoghi di rigorosa essenzialità - scegliendo di girare ancora in pellicola 35 mllimetri, riprese in un formato per certi versi d’antan (immagine sullo schermo quasi quadrata, ancora più intima che leziosa rispetto il tradizionale 4/3 del format tv anni ’70) ma soprattutto dirigere un cast altrettanto insolito quanto prestigioso.
Il tutto per portare sullo schermo la storia di Monica, una ragazza tans che dopo oltre vent’anni lontano da casa, decide di tornare dalla madre, gravemente malata. Con un racconto delicato, mai eclatante, il cineasta è entrato in piena sintonia con i cinefili più esigenti. Ci stimola a ripensare le dinamiche e le complessità dell’abbandono, intese anche come il non voler essere accettati. "Una cosa con la quale tutti noi pensiamo di fare i conti, in un modo e nell’altro", ribadisce il regista negli incontri con i giornalisti.
Il cast è molto importante. Il ruolo di Monica è affidato a Trace Lysette, attrice transgender, icona della cultura Lgbt, affiancata da Patricia Clarkson, già candidata Oscar, 2 Golden Globe, la figura della madre costretta a letto.
Il film è stato preparato in ogni dettaglio, con almeno 12 settimane di studio, ancor prima che gli attori arrivassero sul set. Per creare e definire il mondo di Monica con ogni sfumatura etica ed estetica. Instaurando uno splendido rapporto tra il regista e tutto lo staff cinematografico, con i protagonisti decisamente soddisfatti, molto di più delle riprese ora a disposizione del pubblico.
Un riscontro che immediatamente s’avverte assistendo alla proiezione, lenti movimenti di cinepresa, stacchi altrettanto in sintonia con il ritmo, segnato da mancate risposte al telefono, l’inquietudine esistenziale della protagonista. Con Monica presente però in ogni inquadratura, giochi di specchi e rilessi lucenti affievoliti da colori sopiti, la luce naturale che gioca sulla splendida fotografia.
Come già in altri suoi precedenti lavori (Medeas, Hannah, in gran spolvero a Venezia) il regista trentino scandaglia i sentimenti più reconditi legati anche alla sofferenza. Con riferimenti in parte autobiografici, scaturiti anche dalla malattia della sua cara madre, che lo ha costretto a riflettere sugli effetti psicologici della distanza, per certi versi dell’abbandono. Presente a Venezia anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli.
Partito da Trento come studente ora è un cineasta di prim’ordine, che non dimentica la sua formazione culturale in riva all’Adige. "Con Trento ho un rapporto inscindibile, anche se vivo a Los Angeles. Non li vedo come due mondi diversi, ma piuttosto complementari". E ancora: "Mi sento un cittadino del mondo, ho scelto di lavorare in America semplicemente per esplorare dinamiche americane, e non penso che l’Italia mi avrebbe osteggiato, con stesse possibilità. Legate ad un tema universale proprio come il cinema".
Il film "Monica" dovrebbe essere proiettato nelle sale a fine anno, con Rai Cinema tra i distributori. Intanto Andrea Pallaoro è alle prese con un nuovo lavoro, in sintonia con le pellicole già viste nelle sale. E chissà, magari in calendario alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.












