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"Il fumetto è un modo di fare politica, lancia un messaggio diretto". In tanti a Trento ad ascoltare Zerocalcare e Fabio di "Antifanzine"

Il Centro sociale Bruno ha ospitato l'evento per presentare l'ultimo numero della rivista "Antifanzine", la cui copertina è stata disegnata dal noto fumettista Zerocalcare: "La parte più politica delle mie produzioni è attraverso collaborazioni con altre riviste. Per me è ‘politica’ nella misura in cui sono azioni collettive"

Di Francesca Cristoforetti - 17 aprile 2022 - 11:02

TRENTO. “Il fumetto è un modo di fare politica e per noi è un meccanismo che funziona”. Su questo concordano sia il fumettista Fabio, della redazione della rivista “Antifanzine” che Michele Rech, in arte Zerocalcare, che insieme hanno presentato l’ottavo numero appena pubblicato, dedicato interamente al partigiano italiano Lorenzo Orsetti.

 

Orso”, soprannome con cui era conosciuto, fu sostenitore della causa curda nel conflitto in Rojava e combattente per l’Unità di protezione popolare (Ypg). Morì a soli 33 anni nella località di Al-Baghuz Fawqani il 18 marzo 2019, in un combattimento contro lo Stato Islamico.

 

A lui, a poco più di tre anni dalla sua scomparsa viene dedicata l’ultima uscita della rivista: dalla copertina realizzata da Zerocalcare, alla toccante introduzione di Alessandro, padre del combattente, con le illustrazioni di Alessio Spataro e Marco Petrella. Diversi sono i racconti all’interno, che si intersecano le sue due vite, quella nel mondo della ristorazione in toscana prima a quella da combattente in Siria poi (Qui l’articolo).  

“Il fumetto ha una facilità di mandare un messaggio diretto – aggiungono i fumettisti – pensiamo sia uno dei tanti strumenti che si possano mettere in campo”.  

 

Ospitati dall’evento organizzato dal Centro sociale Bruno, Fabio e Zerocalcare hanno raccontato le loro attività di produzione artistica. L’incontro però è stato aperto con la lettura della lettera del padre di Orsetti, Alessandro, che non ha potuto essere presente a Trento.

“Da una parte c’è un lavoro di produzione mia – racconta Zerocalcare – poi la parte più politica attraverso collaborazioni con altre riviste. Per me è ‘politica’ nella misura in cui sono azioni collettive”.

 

L’appuntamento ha attratto moltissime famiglie e persone di ogni età, che hanno riempito così il prato di fronte al centro sociale.

 

Non è mancato il riferimento alla sua serie di successo, “Strappare lungo i bordi”, prodotta da Netflix: “Volevo buttarmi in questo progetto e ho fatto una serie – spiega – volevo far assorbire alle persone una colonna sonora nello scorrere i miei disegni. A questa serie hanno lavorato 180 persone circa”.

Il fumetto consente di “trattare temi anche radicali, ma avvicino il lettore con un linguaggio mio. Ma il linguaggio fumettistico nella serie non bastava, è stato completato da un grande lavoro di linguaggio registico che io non conoscevo. È stato un grande arricchimento per me”.

 

Sollecitato dal pubblico riguardo al conflitto in Ucraina, Zerocalcare ha risposto: "Preferisco lasciar parlare chi ne sa di più e chi queste cose le vive e le conosce".

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