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Restaurato un vagoncino per il trasporto della torba ritrovato a Fiavé: “Nei racconti degli anziani il ricordo del 'trenin'”

Il ritrovamento è avvenuto nell'agosto 2021 in località Palù, a Fiavé: il vagoncino in seguito è stato preso in consegna dalla Soprintendenza per i beni culturali e restaurato, pronto per essere esposto al pubblico nel parco Archeo Natura

Pubblicato il - 17 novembre 2022 - 18:52

TRENTO. Dai prati di Palù, a Fiavè, emerge un antico vagoncino utilizzato per il trasporto della torba: dopo il restauro ora questa preziosa testimonianza della storia del territorio è pronta ad essere esposta, in primavera, nel parco Archeo Natura. “La torbiera di Fiavé – spiega infatti la Pat – è un giacimento prezioso per gli archeologi che ha permesso, grazie all'ambiente povero di ossigeno, la conservazione per millenni delle testimonianze delle palafitte preistoriche, oggi Patrimonio Unesco”. In tempi più recenti però, la torbiera “ha avuto un'importanza ben diversa per gli abitanti di questa località delle Valli Giudicarie, che fino agli anni Settanta del Novecento hanno tratto parte della loro sussistenza dall'estrazione di questo materiale”. Dopo l'estrazione la torba veniva quindi trasportata su vagoncini, che componevano un piccolo treno, e proprio uno di questi vagoncini è stato ritrovato a Palù, nell'agosto del 2021, durante i lavori di sfalcio di alcuni prati.

Dopo il ritrovamento, da parte dei fratelli Alessandro e Samuel Zambotti, il vagoncino in ferro è stato quindi affidato all'esporto Alessandro Ervas, specializzato nella conservazione dei manufatti metallici, che ha provveduto al restauro conservativo che ne permetterà, come detto, l'esposizione al pubblico nella prossima primavera. Attualmente il manufatto è conservato nei magazzini comunali in attesa di collocamento nel parco Archeo Natura.

 

Da un punto di vista storico, dice Piazza Dante: “L'estrazione della torba nel territorio del Comune di Fiavé risale ai primi anni dell’Ottocento. Ogni famiglia aveva la sua particella di estrazione. La torba veniva utilizzata ad uso domestico per riscaldare le case, ma veniva impiegata come combustibile anche a livello industriale e come terriccio per uso agricolo e in floricoltura. È grazie a questa attività, tramandatasi per generazioni, che si è giunti alla prima scoperta dei resti delle palafitte, indagati successivamente con metodo scientifico dall’archeologo Renato Perini”.

 

Proprio le ricerche di Perini, al quale il Comune di Fiavé ha conferito la cittadinanza onoraria e a cui è intitolato il polo museale, hanno portato le palafitte fiavetane all'attenzione internazionale fino all'inclusione nella lista del Patrimonio dell'Umanità Unesco. “Il vagoncino – dice la Provincia – rappresenta un semplice, ma significativo oggetto che appartiene alla storia recente e che si lega indissolubilmente alle vicende più antiche del territorio. Il suo restauro ha inoltre una valenza simbolica che permette di affidare alla memoria collettiva e alle generazioni più giovani i racconti degli anziani che ricordavano la presenza in una banchina del Palù di un vagone del 'trenin' utilizzato per il trasporto della torba. Grazie a questo rinvenimento il Comune di Fiavé si riappropria di una testimonianza significativa per la storia di tutta la sua comunità”.

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