"Quello che ho visto non mi è piaciuto", Ianeselli al concerto di Nicky Savage: "Aiutateci ad organizzare un momento di dialogo con i giovani"
Il commento del sindaco Ianeselli, presente al concerto trap del 31 ottobre: "Sono andato all'evento di Niky Savage, il concerto che da sindaco avevo chiesto agli organizzatori di annullare. Sentivo il bisogno di vedere, per provare a capire. Ma quello che ho visto non mi è piaciuto"

TRENTO. "Martedì sera sono andato al concerto trap di Niky Savage, il concerto che da sindaco avevo chiesto agli organizzatori di annullare. Sentivo il bisogno di vedere, per provare a capire". Ha annunciato così la sua presenza al (discussissimo) evento, attraverso un post condiviso sui social, il sindaco Franco Ianeselli, che anticipa: "Quello che ho visto non mi è piaciuto".
Dell'evento si era discusso molto, tanto da farlo diventare un vero e proprio caso: diversi sembravano essere contrari alla realizzazione del concerto trap ma nessuno era riuscito a intervenire per annullarlo. Il Comune di Trento, in particolare, aveva chiesto la cancellazione dell'iniziativa dopo le dure prese di posizione di "Non una di meno", ma anche in seguito alle preoccupazioni espresse dal Consiglio delle donne a palazzo Thun (Qui articolo) e dalla Commissione provinciale pari opportunità (Qui articolo). Non erano mancate le dichiarazioni di Sara Ferrari, Paolo Zanella e dell'assessora uscente Stefania Segnana (Qui articolo).
E' stato a partire dai "problemi legati al messaggio musicale" di Savage che era nata la polemica, spingendo molti a dichiararsi contrari alla realizzazione dell'evento. Ciononostante, il concerto trap si è comunque svolto nella serata del 31 ottobre (facendo sold out). Un'iniziativa molto partecipata che ha visto presente anche il primo cittadino di Trento: "Mentre noi adulti reagivamo allarmati ai testi delle canzoni, e ci arrabattavamo per escogitare la via migliore per "proteggere" i ragazzi da messaggi violenti e pericolosi, rischiamo di sottovalutare che – concerto di Trento o meno, brani “peggiori” di altri o meno – le rime di Niky Savage sarebbero comunque rimbalzate di piattaforma in piattaforma, di smartphone in smartphone, di video in video. E che quindi, forse, la cosa da fare era esserci".
"Quello che ho visto non mi è piaciuto - fa sapere Ianeselli -. Quel giovane trapper è rimasto sul palco poco più di 20 minuti e della sua esibizione porto via il racconto di una sessualità e di relazioni dove non c’è spazio per i sentimenti, dove la donna è un oggetto e dove un maschio ebete rende piatto l’amore come se si trattasse di fare un’ora in palestra".
"Mi hanno colpito i ragazzi giovanissimi, una platea con una compostezza maggiore di quella dei concerti dove andavo io da ragazzo. Vestiti uguali, immersi in questa cornice "gangsta di periferia". Dicono che sanno distinguere tra l’estetica del trapper e quello che vogliono essere nella vita vera, ma io ho tanti dubbi - conclude nel post -. Proviamoci insieme, come abbiamo detto prima del concerto, a trovare luoghi e spazi per parlare con questo pubblico. Noi come Comune vogliamo fare la nostra parte, organizzando un primo momento di dialogo nei prossimi giorni, insieme alle associazioni e a chi vorrà aiutarci a trovare i canali giusti".













