Torna in scena lo spettacolo che discrimina solo mal pensanti e gli ignoranti
Venerdì a Civezzano "Diversi da chi" che da cinque anni ironizza con leggerezza ed efficacia sui luoghi comuni che trattano le differenze di vita e di scelta come malattie. Recitazione e note si fondono grazie alla scrittura di Biancardi, le canzoni di Laura Novembre e dei Punto Gezz, la bravura di Emiliano Geppetti e Giovanna D'Angi in prestito dai musical

CIVEZZANO. Ci sono diversi parametri per giudicare se uno spettacolo è diventato “maturo”. Uno – per la verità parametro infido – è la longevità. Più sono le repliche più è naturale che crescono amalgama e affiatamento tra i protagonisti. Ma c'è un rischio: l’eccesso di sicurezza che ci mette un niente a diventare sicumera tecnica togliendo al racconto ed alla scena la vitalità del pathos.
Un secondo parametro, certo più importante del primo, è il grado di coinvolgimento che caratterizza (pervade, meglio dire) di chi sta sul palco. Se c’è – e quando c’è non è ogni volta un aggiungere qualcosa – quel coinvolgimento, quell’emozione, porta in scena anche il pubblico. Il pubblico che non è più spettatore perché parteggia e si immedesima nei personaggi.
Ecco, dopo un sostanzioso calendario che in pochi anni lo ha portato dentro e (felicemente) fuori Trentino si può assegnare a “Diversi da chi?” il patentino della piena maturità. Un punto di arrivo? Macché, semmai una continua ripartenza.

Il testo scritto da Gabriele Biancardi e diretto da Laura Novembre che debuttò cinque anni fa al Cuminetti di Trento ha percorso parecchia strada senza stancarsi e soprattutto senza stancare. Tra dialoghi, disegni, volteggi (sia fisici che verbali) e canzoni che tutto sono meno che l’espediente di una bella colonna sonora lo spettacolo che si tiene alla larga dalla retorica ma schiaffeggia come merita il luogo comune fa la sua onesta battaglia progressista contro ogni genere di discriminazione. E contro ogni variante di quell'ignoranza drammaticamente dilagante nella società fintamente sociale (dei social).
La grassa e il “ricchione” (ops, l’obesa e il gay, sennò qualcuno trasecola) dentro "Diversi da chi?" evitano comizi, ritualità e “pippe” sulla discriminazione. Si prendono in giro prendendo in giro. Nel farlo demoliscono i cretini d’ogni età e cultura che sono tristemente prigionieri dei propri complessi, della propria incultura e delle proprie tare mentali.
La scrittura di Biancardi ha un bel ritmo (sarà che l’autore fa pure il batterista senza eccessi ma anche senza recessi). La regia di Laura Novembre si limita all’efficacia dell’essenziale perché le sfumature (tante, affascinanti) le concentra tutte nella sua voce di “signora cantante” che colora di interpretazione il meglio della canzone nazionale ed estera.
“Diversi da chi” – che venerdì sera sarà a Civezzano per l’ennesima puntata di un lungo viaggio teatral –musicale – è cambiato molto negli anni. Agli esordi e per un bel po’ ad interpretare i protagonisti c’erano Anna Dalla Fontana e Laurent Gjeci: presi qb (quanto basta), acerbi qb (quanto è ovvio all’inizio, con ampio margine di miglioramento lei, fin troppo nella parte lui).
Qualche tempo fa una sorta di svolta con l’ingaggio (Biancardi sembra sguazzare anche nella versione dell’agente teatrale) di Giovanna D’Angi ed Emiliano Geppetti. Trattasi di due musicologi (nel senso che entrambi hanno bazzicato con successo dentro musical di successo) professionisti non tanto e non solo nella professione quanto nel professare una presenza sul palco che lascia il segno.

Lei recita sopra e sotto le righe, canta senza timore reverenziale per le voci da brivido (la Turner, Dion eccetera). D'altronde nel suo curriculum c'è anche un Sanremo. Lui ci è più che farci: la battuta accentata in toscano, il gesto, la smorfia. Da Rocky Horror in poi una felice gavetta (anche molto protagonista, però) lo ha convinto che l’unico orrore sul palco è non dare sempre tutto sé stesso.

Bene, i due di cui sopra, la Novembre che quando canta fa sempre primavera e la congrega rodata dei Punto Gezz (Novembre Cristofolini, Rubertelli, Masella e l’immancabile Biancardi) hanno praticamente messo su famiglia, trasformando “Diversi da chi?” in una proposta che di volta in volta alza l’asticella del difficile equilibrio tra serietà dei temi e leggerezza nell’affrontarli. Fin qui la sfida ha funzionato ma chi avesse dubbi vada venerdì sera a Civezzano. Se li toglierà in fretta. Spariranno al primo palleggio di ironie autoironiche e fustiganti tra Eriberto ed Abbondanza. Scompariranno quando Laura Novembre si butterà con classe su Concato, De Gregori, Gaber o Morandi. Potrà pure capitare (non è una novità) che Biancardi perda il tempo perché si è perso con orgoglio ad ammirare le improvvisate di Geppetti e D'Angi. Se succederà nessuna paura. Vorrà dire che in "Diversi da chi?" lo spettacolo viene dopo la stima reciproca e la convinzione di fare la propria parte. Piccola, artistica ma importante.












