A palazzo si va "Alla scoperta della Cina", un ciclo di conferenze per il 700esimo anniversario della morte di Marco Polo
L'obiettivo dell'iniziativa "Alla scoperta della Cina" è di l'obiettivo di approfondire la conoscenza del Paese asiatico in occasione del 700esimo anniversario della morte di Marco Polo. Un ciclo di conferenze sostenute dal Comune in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti e con il patrocinio di Oltre le Vette

BELLUNO. In occasione del 700esimo anniversario della morte di Marco Polo, l’assessorato alle pari opportunità del Comune di Belluno, in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti e con il patrocinio di Oltre le Vette, propone nel salone nobile di palazzo Fulcis “Alla scoperta della Cina” un ciclo di conferenze che hanno l'obiettivo di approfondire la conoscenza sulla Cina grazie alle relazioni strette da una donna bellunese che si è fatta onore all'estero, la professoressa Paola Demattè; al dottor Lucio Valerio Barbera il compito di commentare ed approfondire, con domande e riflessioni, gli interventi della relatrice.
La prima conferenza avrà luogo il 4 settembre alle 18 e approfondirà “La scrittura cinese: origine, struttura, sviluppo”: verranno approfondite le radici della scrittura cinese attraverso degli studi archeologici, la sua struttura che vede ogni carattere derivare da un concetto diverso, anche se visivamente a detta dei più sembrano tutti simili, e il suo sviluppo come unica scrittura inventata in antichità ed ancora in uso.
Tema più insolito è quello scelto per la seconda conferenza prevista il 6 settembre sempre alle 18 che vedrà protagonista “La montagna nell’arte e nella cultura cinese”: sebbene si pensi che la Cina sia molto pianeggiante e protesa sul mare in realtà la sua cultura è nata sul Fiume Giallo, che parte dalle alture, ed anche i culti agricoli sono molto legati alla montagna. “In Cina si può vedere la montagna nell’arte, riprodotta nei giardini e addirittura nell’arredo di casa, dove viene ricreata una piccola montagna messa sulla scrivania, sintomo che è parte dell’essere Cina", commenta Demattè. "Inoltre, se si pensa che la cultura cinese si basa su tre pilastri che sono la calligrafia, la pittura dove sono ricorrenti i paesaggi, e poco le persone, e il giardino che è utile a portare la natura in casa ecco che il richiamo alla montagna è continuo".
Facendo un breve excursus sul curriculum della professoressa Demattè si può vedere che ha frequentato l’istituto tecnico economico “P. Calvi” di Belluno, ha poi conseguito una laurea in lingua e letteratura cinese presso l'Università di Venezia “in tempi in cui eravamo in 7 iscritti mentre oggi sono centinaia”; nello stesso periodo ha vissuto due anni in Cina grazie ad una borsa di studio ricevuta dal Ministero degli Affari Esteri e poi ha fatto un MA/PhD in archeologia presso l'Università della California, Los Angeles. Nel 2018/19, ha lavorato come critica presso l'European Honors Program a Roma dove ha guidato con successo due gruppi di studenti attraverso i loro progetti di studio e organizzato mostre; attualmente è docente di storia dell'arte cinese a Providence nel Rhode Island Usa ed ha scritto un libro dal titolo “The Origins of Chinese Writing” edito da Oxford University Press.
Lucio Valerio Barbera architetto, urbanista e paesaggista a livello internazionale dal 1970, ha vinto numerosi concorsi e premi, tra cui la Nuova Università di Sebha in Libia nel 1978, i Centri Sociali per il Comune di Roma nel 1986, la Nuova Università della Basilicata nel 1988, la Marina sul fiume Fiora a Viterbo nel 1991, il Piano Strutturale di Khartoum del 2006 e ha coordinato più di 50 progetti di riabilitazione a Napoli dopo il terremoto del 1981.
È stato presidente della Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Architettura italiane Cpa dal 2007 al 2009, Preside della Prima Facoltà di Architettura "Ludovico Quaroni" della Sapienza Università di Roma dal 2003 al 2009, Professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana alla Sapienza Università e fondatore del Dipartimento di progettazione urbana, architettonica, del paesaggio e degli interni. Ha tuttora una cattedra alla Sapienza di Roma e una cattedra Unesco.
Soddisfatti l’assessora Simonetta Buttignon che si è focalizzata sull’importanza di questi incontri “utili a sfatare un’idea brutta e superficiale che abbiamo oggi della Cina vista solo come luogo di prodotti di bassa qualità ed inquinamento, ma con un’interessantissima storica millenaria, e come occasione di apprezzare le nostre eccellenze bellunesi come la professoressa” così come il presidente della fondazione Massimo Ferigutti che si è detto “molto contento di portare avanti iniziative di questo livello” oltre a sottolineare il fatto che “entrambe le date sono sold out segno che c’è voglia da parte del pubblico bellunese di approfondire e scoprire la cultura cinese cosa che ho riscontrato anche quando ero insegnante a Ca' Foscari dove, negli ultimi anni, ho notato un grande incremento di iscritti al corso di cinese”.












