Adolf Vallazza 100. Al Museion di Bolzano una mostra aperta a tutti per celebrare l’artista di Ortisei
Dal 13 marzo al 2 giugno, il Museion di Bolzano ospita la mostra che celebra i 100 anni dello scultore gardenese, capace di raccontare la sua valle con uno dei linguaggi più moderni. Nella sua lunga carriera, Vallazza, che ancora oggi non smette di creare, ha innovato l’arte lignea tradizionale della Val Gardena dialogando con i più grandi astrattisti del Novecento. Per l’occasione, la mostra è gratuita e aperta a tutti

BOLZANO. Per la prima volta riunite all’interno di un unico spazio museale, dieci grandi sculture astratte in legno di Adolf Vallazza sono messe in dialogo con una rassegna di disegni preparatori realizzati dall’artista gardenese a partire dagli anni ‘60. Il luogo adibito ad accogliere l’installazione che celebra il centenario dalla nascita di Vallazza è il Museion Passage, sala espositiva al piano terra del Museion, museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano. L’Archivio Adolf Vallazza, che ha collaborato alla realizzazione della mostra, ha fortemente voluto che l’evento fosse aperto al pubblico e gratuito. Un modo, quindi, di celebrare insieme ai visitatori il centesimo anno dalla nascita dell’artista, che sarà presente all’inaugurazione il 13 marzo alle 11.
Classe 1924, nell’arco della sua carriera Adolf Vallazza è stato capace di innovare l’arte scultorea tipica della Val Gardena ispirandosi ai più grandi astrattisti del Novecento, come Brancusi, Marino Marini e Henry Moore. Nato a Ortisei, Vallazza è profondamente legato al territorio, tanto che ne utilizza elementi tipici per raccontarlo e renderlo l’oggetto della sua arte. Per dare vita alle tante sculture create negli anni, Vallazza utilizza infatti il legno degli antichi masi della valle.
Totem, menhir e troni, che compongono i tre principali soggetti creativi dell’artista, vengono infatti assemblati partendo da parti di pavimenti, pareti o porte di masi consumati dal tempo. Le dieci sculture in mostra al Museion, rappresentano dunque un’occasione unica per ammirare da vicino delle opere d’arte contemporanea di caratura internazionale e, al tempo stesso, uno sguardo sulla storia recente di un territorio, quello delle Dolomiti gardenesi, soggetto a drastici e repentini cambiamenti dovuti in gran parte allo sviluppo turistico del luogo.
Infine, la mostra Adolf Vallazza 100 offre al pubblico l’opportunità di scoprire anche il Vallazza pittore. Ad affiancare le potenti sculture di legno, saranno infatti esposti anche i disegni preparatori realizzati dall’artista in fase di progettazione. Tali disegni, tuttavia, non sono da considerarsi come semplici schizzi ma, hanno una dignità propria e assumono valenza di vera e propria opera d’arte a sé stante. Conosciuto principalmente per la sua produzione scultorea, Vallazza inizia a lavorare in prima battuta come pittore, continuando a coltivare tale modalità di ricerca artistica negli anni.
Sostenuta dalla Provincia di Bolzano, Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Museion Private Founders e dalla Città di Bolzano, in qualità di partner istituzionali, la mostra prevede anche un evento collaterale nella giornata del 9 maggio 2024. In tale data, verrà infatti messo in scena parte di Duel, spettacolo della Compagnia Abbondanza/Bertoni co-prodotto con Bolzano Danza - Tanz Bozen, che vede due danzatori nel ruolo di Adamo ed Eva interagire con uno dei grandi totem dell’artista di Ortisei. Lungo tutta la durata della mostra, verranno inoltre proiettati due documentari sulla vita di Adolf Vallazza, uno dei quali diretto dal grande fotografo e documentarista Lucio Rosa.
Grazie alla mostra Adolf Vallazza 100, sarà possibile apprezzare quindi la ricerca estetica pluridecennale di Vallazza. Aperta con grande capacità di visione nella seconda metà del secolo scorso, la strada intrapresa da Vallazza, indica la possibilità, concreta, di raccontare e valorizzare il territorio alpino, senza snaturarlo, ma mostrandolo per quello che è. Fatta di guglie protese verso l’alto e legni consumati dalle intemperie o dal calpestio dei contadini, la poetica di Vallazza si fa dunque testimone dei tempi che cambiano. Più rapidamente di quanto ci si attenda, anche in montagna.














