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Belluno
06 ottobre | 13:34

Il Festival della Coralità Veneta sbarca a Belluno: concerti pubblici, eventi e tanta buona musica per ''promuovere e sviluppare le attività corali''

Il presidente Asac Veneto Alessandro Raschi che ha fatto presente che “questo festival è coerente con la mission dell’associazione che è quella non solo di mantenere in vita i cori ma di svilupparne le attività corali. Un’attività importante se si pensa che si parla di ben 280 cori e circa 12000 coristi presenti in Veneto, amatoriali e non, e che gli stessi si occupano di recuperare non solo i brani della tradizione popolare ma anche di quella antica''

BELLUNO. Si terrà il 20 e 27 ottobre a Belluno, a cura dell’Asac Veneto - Associazione per lo sviluppo delle attività corali del Veneto, il 12° Festival della Coralità Veneta, rassegna biennale patrocinata in questa edizione dal Comune di Belluno, che approdò in città già nel 2006 e tradizionalmente si svolge a rotazione nelle città delle sette province venete; l’ultima edizione nel 2022 vide come città ospitante Adria in provincia di Rovigo.

Il programma prevederà il 20 ottobre una giornata dedicata alle audizioni di 17 cori, non competitivi, che si susseguiranno in mattinata all’Auditorium del Seminario Gregoriano di Belluno per la sezione “composizioni, elaborazioni o arrangiamenti di ispirazione popolare”, nel primo pomeriggio alla chiesa di San Pietro per la sezione “composizioni d’autore sacre e/o profane” e da metà pomeriggio di nuovo all’Auditorium del Seminario Gregoriano di Belluno per le sezioni “composizioni per cori di voci bianche e cori scolastici” e “composizioni, elaborazioni o arrangiamenti vocal pop jazz, gospel e spiritual”. Le audizioni vedranno una commissione d’ascolto composta da 3 membri che, al termine di ogni esibizione, darà in busta chiusa al direttore del coro uno scritto con dei giudizi e delle indicazioni per migliorare.

Gli stessi cori faranno poi dei concerti pubblici e gratuiti in Prefettura dalle 16.30 alle 18, nella sala “Affresco” di palazzo Bembo nel medesimo orario, nella chiesa di Santa Maria di Loreto alle 16.30 e nella chiesa di San Rocco alle 18. Tra le provenienze dei cori si vedono le vallate dolomitiche quali quelle dell’Agordino e del Cadore, la parte bassa della provincia con Feltre e Lamon e poi la marca trevigiana con il Montello e Susegana e ancora Padova, Bassano del Grappa, Creazzo e San Donà di Piave.

Domenica 27 ottobre sarà la volta delle audizioni di 14 cori competitivi che si succederanno negli stessi luoghi e per le stesse sezioni della domenica precedente ma in questo caso saranno giudicati da una giuria di 5 membri professionisti che andranno a creare una classifica con conseguenti premiazioni che avranno luogo dalle 19 al teatro “D. Buzzati” di Belluno durante il concerto conclusivo per l’assegnazione del Gran Premio del 12° Festival della Coralità Veneta. Nello stesso evento verrà anche assegnato ad un coro il premio “C. Bologna” la cui giuria è composta da tre giornalisti. Nella categoria competitiva si nota una presenza maggiore di cori della pianura veneta, rispetto ai partecipanti della provincia di Belluno che vedono solo Longarone e Feltre, con provenienze dalla marca trevigiana, Padova e alcuni paesi del Vicentino.

Il presidente Asac Veneto Alessandro Raschi che ha fatto presente che “questo festival è coerente con la mission dell’associazione che è quella non solo di mantenere in vita i cori ma di svilupparne le attività corali. Un’attività importante se si pensa che si parla di ben 280 cori e circa 12000 coristi presenti in Veneto, amatoriali e non, e che gli stessi si occupano di recuperare non solo i brani della tradizione popolare ma anche di quella antica. Oltre a ciò, il fare coro è un’ottima occasione di aggregazione diventando in molti contesti un vero e proprio presidio sociale. Il nostro ente si occupa inoltre di creare percorsi di formazione sia di accademia che corsi singoli come, ad esempio, quello per direttore”.

Soddisfatto anche l’assessore alla cultura del Comune di Belluno Raffaele Addamiano che ritiene questo un importante appuntamento culturale dove “cori che trasmettono eccellenza e tradizione possono avere un’occasione di visibilità ma anche di confronto e conoscenza reciproca potendo così migliorarsi e crescere. Ho molto apprezzato, leggendo lo statuto dell’ente, che lo stesso non si limiti a far sopravvivere i cori ma abbia l’ambizione di promuovere lo sviluppo dell’attività corale, l’educazione alla stessa e il recupero del patrimonio corale locale”.

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