"In tutto ciò che vedo scorgo uno strumento". Dal successo di 'Bella Ciao' con le chiavi alle botti-tamburo per il concerto di Elisa: Max Castlunger racconta la sua "Upcycling Music"
Il percussionista, che costruisce strumenti riciclando oggetti e materiali che altrimenti verrebbero buttati, sarà protagonista di un concerto alla sala della Filarmonica di Trento mercoledì 16 ottobre. Max Castlunger: "Con un gesto creativo che fa bene alla nostra interiorità si possono creare proiezioni positive sia nell'ottica del risparmio che dal punto di vista ambientale"

TRENTO. Un viaggio sonoro che si ispira alle diverse culture musicali del mondo, trasportando l'ascoltatore in terre lontane, ma che avrà una caratteristica unica: tutti gli strumenti suonati sul palcoscenico sono costruiti con materiali di scarto e riciclati. Mercoledì 16 ottobre arriva a Trento "Upcycling Music", progetto musicale del percussionista altoatesino Max Castlunger che si esibirà con la sua "Upcycling Band" - formata dai polistrumentisti Mirko Pedrotti, Georg Malfertheiner e Manfred Gampenrieder - alle 20 alla sala della Filarmonica in Via Verdi, nell'ambito della rassegna "Filarmonica Casual".
Da oltre vent'anni Castlunger costruisce oggetti sonori ispirati agli strumenti tradizionali riciclando oggetti e materiali che altrimenti verrebbero buttati, trasformando mobili, bidoni, bombole o tubi di plastica - attraverso una sapiente opera di artigianato - in tubofoni, gong, xylofoni, flauti, tamburi e quant'altro: questi, oltre a risuonare nei vari live, sono inoltre protagonisti di diverse esposizioni nazionali ed internazionali.
"In tutto quello che vedo scorgo la possibilità di costruire uno strumento musicale". Queste le prime parole di Max Castlunger che, intervistato da il Dolomiti, inquadra il live che lo vedrà protagonista e il suo originale progetto.
"A Trento il pubblico si dovrà aspettare un palcoscenico pieno di strumenti musicali, dai tamburi giganti ai sonagli naturali, fino a tubofoni e mobili convertiti in chiave musicale - racconta il percussionista - e l'impatto sarà importante anche dal punto di vista visivo. E le musiche che proporremo saranno ispirate, così come gli strumenti, a diverse culture, da quella indonesiana a quella giapponese o iraniana".
Interessante, dopo oltre due decenni che hanno visto Castlunger protagonista di tantissimi live, anche come turnista, è sapere come è nato il suo originale progetto: "Tutto è partito dalla mia grande passione per gli strumenti a percussione, che colleziono da oltre vent'anni: molti provengono da Paesi poveri e sono quindi costruiti con materiali semplici o basandosi su oggetti di uso quotidiano. L'idea di base è appunto che tutto possa diventare uno strumento e a forgiare questa mia convinzione è stata anche la mia storia familiare: figlio e nipote di un fabbro, sono stato in contatto fin da piccolo con l'idea di poter riutilizzare i materiali che, senza dover essere necessariamente buttati, possono prendere nuova vita".
E infatti "Upcycling Music", oltre a proporre un fine show musicale, vuole anche lanciare un messaggio, soprattutto alle nuove generazioni: "Con un gesto creativo, che per forza di cose fa bene alla nostra interiorità, si possono creare anche proiezioni positive sia nell'ottica del risparmio che dal punto di vista ambientale. Oggi viviamo infatti in una società che può essere definita dello spreco - osserva Castlunger - e questo è un tratto, in generale, assolutamente controproducente".
Tornando alla sfera puramente musicale, il percussionista spiega come tutti gli strumenti da lui costruiti - che sono stati "scoperti e provati negli anni da oltre ventimila persone in varie mostre interattive" - siano perfettamente utilizzabili in ogni contesto.
"Sono infatti perfettamente accordati e sono stati protagonisti, ad esempio, con l'Orchestra sinfonica di Berlino o quella di Salisburgo" spiega Castlunger, che specifica: "In quell'occasione ho utilizzato un tamburo costruito con una botte per il vino da cinquecento litri, che si è trasformata in una grancassa. Un altro momento importante è stato quando il percussionista della cantautrice Elisa, in un concerto all'Arena di Verona, ha utilizzato una triade di tamburi da me costruita sempre con delle botti".
Tra musica e riflessioni varie, c'è poi spazio per una nostra curiosità: chiediamo quindi a Max Castlunger se ci sia uno strumento in particolare a cui è più legato.
"Uno su tutti. Un salterio, che si può definire l'antenato del pianoforte e che useremo anche a Trento, che ho costruito utilizzando uno sgabello da trucco degli anni Trenta in stile Chippendale: sembrerebbe antico, ma in realtà è di recente costruzione" spiega il musicista, che continua a ruota libera: "C'è poi una lastra d'alluminio ricavata da un coperchio da cucina che si è trasformata in uno strumento che produce un suono sinistro e ancestrale, e che ho collegato all'urlo di uno sciamano citato in una leggenda popolare della Val Badia. Infine c'è poi una mia invenzione: ho accordato delle chiavi che, posizionate su un carosello che gira, generano una melodia. Apprezzatissima è stata, ad esempio, la canzone 'Bella Ciao' eseguita in questo modo".
Infine, c'è spazio per uno sguardo ai nuovi progetti: " Ve l'ho già detto? (ride, ndr): in tutto ciò che incontro vedo uno strumento e voglio continuare nella mia ricerca, costruendone sempre di nuovi. Ho poi in programma due esposizioni in Svizzera: una al Museo di Storia naturale del Canton Thurgau e una al Museo della musica del Museo storico di Basilea, dove potranno essere ammirate le mie creazioni".













