Un catalogo sul ''poeta del ferro'' Carlo Rizzarda, Bond: ''Con i fondi di confine pensiamo a un tour della cultura che coinvolga tutto il territorio''
L’intenzione di questo progetto, iniziato alcuni anni fa e concluso dall’attuale amministrazione grazie al contributo del Fondo Comuni Confinanti, è quella di portare all’attenzione del grande pubblico la vita e le opere fatte dall’illustre feltrino, nato nel 1883, che fu un raffinato fabbro ornatista e nel 1904 si trasferì a Milano dove, dopo aver lavorato nell’officina di Alessandro Mazzucotelli, si affermò tra i più rinomati artisti del ferro battuto del tempo

FELTRE. In occasione della 38esima Mostra dell’Artigianato, viene presentato il catalogo dal titolo “Carlo Rizzarda - poeta del ferro”, un corposo volume che presenta per la prima volta le schede di tutti gli oggetti fabbrili del museo feltrino e ripercorre la carriera artistica e la vita di colui che, con “i sinuosi virtuosismi” dei suoi lavori, costruì un linguaggio di bellezza meritando l’epiteto di “poeta del ferro” assegnatogli da Gino Rocca.
L’enorme lavoro di ricerca, portato avanti negli ultimi anni, vede la suddivisione del catalogo in sezioni tematiche ed è frutto della collaborazione di una nutrita equipe dove ognuno si è dedicato ad un aspetto dell’artista: dopo l’introduzione a cura della sindaca Viviana Fusaro e l’assessora alla cultura Flavia Colle, si trova la prima sezione dedicata al rapporto tra Rizzarda e la Città di Feltre curata dalla conservatrice dei musei civici Tiziana Casagrande che ha seguito anche l'approfondimento riguardante le schede dei manufatti conservati alla Galleria Rizzarda insieme ad Annelise Cappellari, spazio poi all’approfondimento “un feltrino a Milano”, curato da Mariateresa Chirico, che parla della grande produzione e le numerose commissioni che Rizzarda fece a Milano, Valerio Terraroli si è occupato della sezione riguardante “Alessandro Mazzucotelli e Carlo Rizzarda”, Stefania Cretella del Rizzarda legato alle esposizioni d’arte, Matteo Fochessati di un approfondimento sul confronto stilistico tra Rizzarda e Bellotto, Calligaris, Gerardi, Stefano Andrea Poli del rapporto tra l’artista e gli architetti, Damiano Iacobone delle affinità tra il Rizzarda e Alberto Alpago-Novello, Alessandro Ervas degli aspetti tecnici di forgiatura e analisi chimiche sulle patine ed infine Valentina Pellegrinon che ha trattato il fondo fotografico Carlo Rizzarda.
L’intenzione di questo progetto, iniziato alcuni anni fa e concluso dall’attuale amministrazione grazie al contributo del Fondo Comuni Confinanti, è quella di portare all’attenzione del grande pubblico la vita e le opere fatte dall’illustre feltrino, nato nel 1883, che fu un raffinato fabbro ornatista e nel 1904 si trasferì a Milano, dove, dopo aver lavorato nell’officina di Alessandro Mazzucotelli, si affermò tra i più rinomati artisti del ferro battuto del tempo; le sue opere, caratterizzate da un elegante equilibrio compositivo e da un’altissima maestria esecutiva, furono presentate nelle principali rassegne d’arte decorativa del periodo suscitando il plauso di critici quali Ugo Ojetti, Raffaele Calzini, Mario Tinti, Piero Torriano.
Tra i suoi committenti si annoverano aristocratici, esponenti dell’imprenditoria lombarda e veneta e collezionisti come Angelo Rizzoli, Davide Campari, Angelo Motta, Ernesto Moizzi, Mino Brughera, Ernesto Redaelli, Magno Magni, Giuseppe Verzocchi, Giuseppe Gatti Casazza e Spartaco Zugni-Tauro-De Mezzan.
Nella sua carriera artistica, conclusasi con la prematura scomparsa nel 1931 in seguito alle complicazioni sopraggiunte dopo un incidente automobilistico, Rizzarda realizzò un’enorme mole di manufatti, non solo in Italia, ma anche all’estero. Con grande lungimiranza, grazie a un legato testamentario, fondò nella città natale un museo del ferro battuto dove sono tuttora esposti i modelli delle sue creazioni e la sua collezione d’arte che vuole diventare, a detta del consigliere con delega alla cultura Samuele Spada, “sempre più un punto di partenza per conoscere l’artista e poi approfondirlo sull’intero territorio feltrino e in tutta Italia”.
Il catalogo punta anche a spingere ulteriormente la conoscenza proprio della Galleria Rizzarda di Feltre, che, secondo la sindaca Viviana Fusaro “è di fatto un punto di riferimento a livello veneto per quanto riguarda l’arte del ferro, avendo nella sua collezione oltre 400 pezzi, ed è insieme al nuovo volume un mezzo per far conoscere in maniera approfondita e dare la giusta importanza ad un eccellente feltrino non ancora abbastanza conosciuto”. Un ringraziamento particolare, da parte dell’amministrazione è andato poi alla conservatrice dei musei civici Tiziana Casagrande che “ha infuso in questo lavoro competenze, passione e impegno con una cura e una dedizione che vanno ben oltre il proprio ruolo, dando forma ad un catalogo che testimonia come al Rizzarda, dove opera, lei si senta e sia davvero di casa”.
La stessa conservatrice si è detta grata della possibilità di aver seguito questo progetto affermando come approfondire questo artista “sia stata una scoperta continua e sorprendente” indicando poi che il catalogo sarà disponibile presso i bookshop dei musei civici di Feltre, ad un prezzo di 40 euro, ma anche in tutte le librerie d’Italia grazie alla casa editrice Sagep che ha curato la stampa.
Una chiosa finale da Dario Bond presidente del comitato dei FCC che ha colto l’occasione per lanciare un appello: “il Fondo Comuni Confinanti solitamente tratta progetti sopra il milione di euro e per anni si è dedicato principalmente allo sport e alle ciclabili ma credo che ora sia il momento di investire su un tour della cultura che coinvolga tutto il territorio attraverso progetti più piccoli, calati nella quotidianità e che prendano in considerazione i nostri patrimoni sia materiali promuovendoli in loco, che immateriali usando le nuove tecnologie”.












