Verso la Giornata della Memoria: dal 15 al 29 gennaio torna Living Memory. "Conoscere e fare cultura come forma d'antidoto per non commettere più tragici errori"
Molti e prestigiosi saranno gli ospiti, da Gad Lerner, che sarà a Trento sabato 27 Gennaio, a Pegah Moshir Pour (domenica 28 gennaio), da Cecilia Strada (lunedì 29) alle sorelle Andra e Tatiana Bucci (lunedì 29), da Edith Bruck (martedì 23) a Ugo Morelli (mercoledì 24). "Il 27 gennaio non deve essere vista solamente come una data ma come un messaggio universale di libertà e uguaglianza e monito per le generazioni future" ha aggiunto Giuseppe Ferrandi

TRENTO. Ricordare sempre per non dimenticare mai.
Anche quest'anno la Provincia Autonoma di Trento ripropone, dal 15 al 29 gennaio, Living Memory, il contenitore di eventi, spettacoli e incontri diretti con i testimoni che hanno vissuto gli orrori della seconda Guerra Mondiale, in vista di sabato 27 gennaio, data in cui verrà celebrata la Giornata della Memoria 2024.

Molti e prestigiosi saranno gli ospiti, da Gad Lerner, che sarà a Trento sabato 27 Gennaio, a Pegah Moshir Pour (domenica 28 gennaio), da Cecilia Strada (lunedì 29) alle sorelle Andra e Tatiana Bucci (lunedì 29), da Edith Bruck (martedì 23) a Ugo Morelli (mercoledì 24).
“In un momento obiettivamente difficile - afferma Roberto Ceccato, dirigente generale del dipartimento istruzione e cultura della Pat - occorre un grande impegno da parte nostra e una cura continua, così da tenere vive nei nostri cuori testimonianze e valori per cui i nostri nonni hanno combattuto, quali tolleranza e inclusione”.
Quest'anno gli eventi saranno itineranti e coinvolgeranno anche le valli, così da essere accessibili anche a coloro che non vivono a Trento, rendendo partecipi le scuole e non solo.
“Abbiamo voluto utilizzare modi diversi di comunicazione col pubblico, bisognoso di fare della memoria quotidianità, che solo se è parte di essa ha senso ricordare, studiare e conoscere". Così Denise Rocca, curatrice di Living Memory, illustra il progetto a cui prenderà parte anche Matteo Corradini, autore di uno spettacolo in memoria dell’orchestra femminile di Auschwitz (in programma il 27 gennaio dalle 9 alle 12).
“Questo tema, oggi come non mai di assoluta rilevanza a causa dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, fa riflettere sui nostri valori che ormai diamo per scontati e di cui ci approfittiamo“ spiega il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni. Che poi aggiunge: "C’è bisogno di ritrovare un ancoraggio in termini di ideali cosicché non si ripetano gli stessi errori commessi nel passato".
“Le testimonianze ci restituiscono imperativi importanti. Dobbiamo declinare discipline e linguaggi diversi per tutte le fasce e sensibilità possibili e i giovani devono essere testimoni dei testimoni: solo così potremo guardare ai prossimi anni con molta fiducia”. Queste, invece, le parole di Giuseppe Ferrandi, il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, che esorta a non accontentarsi di vedere il 27 gennaio solo "come una data ma come un messaggio universale di libertà e uguaglianza e monito per le generazioni future".
Living Memory è in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino ed è patrocinato dall’Università di Trento.

















